That's me...maybe
(I just want you to know) Who I am
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Arterie e processi osmotici
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Bottoni senza asole
Si ritrovarono scaguratamente dirottati da queste parti
Disclaimer (non si sa mai)
Facciamoci riconoscere

Credits (ovvero: applausi)
Template: SaraDJ
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 31 agosto 2006 alla qualora 11:56 | Perma...link | commenti (25)
diciamo che sta qui:blogday
Poi ti sussurrai all'improvviso: ti accompagno a casa se non sei spiacente??
[Si consiglia la lettura ad un pubblico maggiorenne e della provincia di Bari. Per tutti gli altri, leggete pure, ma godrete molto meno].Fino a quando il telefono squilla: mi aspetta la famigerata Sagra del polpo di Mola di Bari, seconda solo alla sagra della porchetta di Ariccia.
Ero riuscita a scappare dalla serata precedente (con annesso concerto di Battiti live con numerosi cantanti da colpo di pistola giù per la trachea, si veda Dolcenera o i Pap’n Skar), incurante della possibilità che avrei avuto di diventare trashreporter per una sera. Ma in fondo, tutto ciò era giustificato dal raggiungimento di obiettivi ben più alti e soddisfacenti: gli amici di Maria il 25 agosto sotto casa (Marco Gandolfi Vannini – il cui cimelio è già stato aggiunto alla collezione di Dave – Rosaria Loconte e Marta Di Giulio, sopportabile quanto un boccone di impepata di cozze andato di traverso), ma soprattutto Michele Zarrillo il 28 agosto, sempre qui a Nojaland.
Stavolta, mi toccavano i comici di Zelig, ma ero ancora ignara della potenziale occasione che mi si presentava, tanto ero impegnata nel dare ai miei capelli un assetto geopolitico che affrontasse le dure minacce dell’umidità. E soprattutto, ignoravo che tra questi ci sarebbe stato il mio unico e adorato Checco.
Arrivati decisamente in anticipo rispetto all’orario medio di uscita, riusciamo con una botta non indifferente di…audacia, a trovare un posto macchina alquanto vicino, non prima di aver collezionato una quantità soddisfacente di figure barbine e di aver emulato le gesta di Zidane con un povero malcapitato che si è visto proiettare lo sportello della nostra macchina nel suo stomaco.
Il resto è una processione per le bancarelle (che nella fattispecie, data l’utenza, sono bancarozze) alla ricerca del braccialeacchiappaangeli, il braccialeconlestelline, il braccialeacchiappasogni e quello vattelapesca. Il bracciale che tramortisce le lobotomizzate non l’hanno ancora inventato.
Dopo la lunga via Crucis che nulla aveva ad invidiare a quella di Lourdes, scorgiamo un imponente palco sponsorizzato dalla Dreher (che a Bari è il contraltare dell’istituzione Peroni da tre quarti) sul quale troneggiava una delle presenze fisse di Telenorba (della quale non ricordo il nome, ma nessuno se ne dispiacerà).
Introdotti i politici di rito, ringraziati i pescatori, elogiata la cittadinanza e il pescatore di turno che ha salvato due vite umane "perchè il mare è un’attrazione stupenda ma spesso può essere pericoloso", inizia lo spettacolo. E la gente comincia a confluire sulla zona del molo come le formiche in prossimità di una ciambella con la glassa.
Leonardo Manera domina egregiamente la scena, sulla quale si susseguono Antonio e Michele (che purtroppo credo abbiano abbandonato la tradizione di una cosa sconvolgente a tratti allucinante), Giancarlo Barbara (conoscendo tutti i suoi sketch ho rischiato di essere picchiata a sangue perché anticipavo i titoli dei film), un’artista pugliese oltraggiosa che ha fatto pirateria con i testi dell’inossidabile Emilio Solfrizzi versione Piero Scamarcio, e un duo comico famoso per le loro canzoni fatte da rumori (non ricordo neanche i loro nomi).
Tutto divertente quanto il prurito ai piedi, accentuato dall’attrattiva del vedere persone che fino ad allora avevo visto solo nella mia 15 pollici senza telecomando. Fino a quando arriva lui, il pezzo forte della serata: l’inimitabile Checco Zalone.
Un tripudio di luci e di campanilismo barese, l’orgoglio a mille e tante sincere risate, sulle note di due inediti (la canzone Ritardo mestruale, e il remake di Vorrei avere il becco, decisamente migliore dell’originale) e dei cavalli di battaglia Ginnastica, Grazie al cazzo e Siamo una squadra fortissimi versione amplàggs in chiusura. Si interagisce che è una meraviglia, e il comico scherza con le prime file chiedendo di andare a tempo con la musica.
Il telefono mi abbandona, niente più video: la batteria è shcarica…ji propri nun me n’er accuort.
L’orgoglio barese si manifesta ancora una volta con Pino Campagna, che coinvolge maggiormente il pubblico fino alla commozione, propinando efficienti paragoni tra i ragazzi del nord e quelli pugliesi. Un animale da palcoscenico, soprattutto considerandone la stazza.
Lo spettacolo finisce, e la fiumana di gente invade le stradine del centro alla ricerca di qualcosa di dissetante per accompagnare il panino col polpo.
Al ritorno dalla Coca Cola d’ordinanza, scorgiamo gente attaccata alle transenne attigue al palco in fase di smontaggio: curiosamente attratti come un nerd di fronte ad un problema di geometria analitica, ci avviciniamo con fare scientifico; scorgiamo dei flash e palissianamente deduciamo che il muro di Berlino ci separava dai comici.
Solo dopo aver notato che la gente che mi circondava portava in mano foglio e penna e non lattine come nel mio caso, capisco che dovevo far qualcosa. Cedo la bevanda al primo passante e inizio a sfrugugliare nel portafogli alla ricerca di un pezzo di carta, e nel frattempo ho l’illuminazione: la dedica per il Daveblog!! Perché non ci ho pensato prima??
Presa dalla ricerca convulsa, ma soprattutto disposta a sacrificare l’autografo dell’ex ct del Bari Sciannimanico, faccio una cernita dei pezzi di carta e ripiego su un biglietto da visita di un negozio di informatica, pertanto mi avvicino ad una signora di mezza età per chiederle, con tutta la cortesia di questo mondo, di cedermi la penna: questa per fortuna mi avvisa che Pino Campagna cede le sue cartoline che firma al momento.
E’ fatta.
Il comico foggiano si avvicina scortato dai suoi bodyguards, e io inizio a chiamarlo emulando la mamma di Josè dello spot dell’Adidas; all’ennesimo richiamo, lui si avvicina, e cercando di attirare la sua attenzione gli chiedo una dedica con la cosiddetta “faccia del peccato” (per i non baresi: dicesi faccia del peccato l’espressione mogia e scioglievole adoperata dai bambini per raggiungere i propri obiettivi a scopo di lucro): non appena si accorge di me, senza che lui abbia concesso la dedica, gli urlo in faccia “Deivblog!”.
E lì la gente si fermò a guardarmi, come se bestemmiassi in aramaico. Per nulla propenso a salvarmi dalla catalizzazione dell’attenzione su di me, Pino si lascia scappare un “ceccous???” (ovvero: orsù giovane pulzella a quale delle categorie ontologiche del mondo si riferiscono le parole che hai appena proferito?), e lì scatta l’ormai immancabile spelling.
“D-a-v-e-b-l-o-g…daveblòg”.
“Ah, ho capito…il blog di Davide!” – facendo cenno con la mano di aver capito la traduzione.
Intravedo barlumi di luce, ed ET che mi saluta con una mano mentre nell’altra stringe una bottiglia di birra: anche lui è amico per la Dreher. Qualcuno mi capisce e non sono sola al mondo.
Il cimelio è mio. Soddisfatta più della signora Fosca Marcon il giorno della condanna di Wanna Marchi, mi aggiro per le strade attigue al mare conservando la dedica come una reliquia, parlandone con i miei compagni d’avventura e sfoggiando il premio…quando ad un tratto vedo delle ragazze correre verso un non meglio identificato luogo. Sempre con la curiosità di un macaco affamato alla ricerca di cibo, le seguo con lo sguardo, e noto nuovamente Pino Campagna a pochi metri da me.
Posso mancare al secondo incontro? Ormai c’ho preso gusto, e tento il colpaccio.
Mi avvicino dopo la foto di rito con le due ragazze, e riconoscendomi mi chiede che cippa sia il Daveblog. Parte una disquisizione sulla natura informatica del blog, informandolo su cosa sia il daveblog e sulla “gara a premi” delle dediche; riesco a strappargli la promessa di passare dal sito e ci concede una foto. Ringraziamenti di rito e complimenti, dopodichè lo si lascia partire.
La serata termina col rimpianto di non aver beccato Checco, ma con l’aggiunta di un nuovo obiettivo a quelli precedenti: 31 agosto, festa della Madonna del Pozzo di Capurso, concerto di Checco Zalone…e io ci sarò.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 29 agosto 2006 alla qualora 20:39 | Perma...link | commenti (8)
diciamo che sta qui:mamma tv, non sapreifaccia lei
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 22 agosto 2006 alla qualora 18:10 | Perma...link | commenti (10)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 21 agosto 2006 alla qualora 18:07 | Perma...link | commenti (4)
diciamo che sta qui:dreams are my reality

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 17 agosto 2006 alla qualora 15:11 | Perma...link | commenti (34)
diciamo che sta qui:
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 16 agosto 2006 alla qualora 12:55 | Perma...link | commenti (4)
diciamo che sta qui:dreams are my reality

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 13 agosto 2006 alla qualora 00:24 | Perma...link | commenti (6)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei








impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 12 agosto 2006 alla qualora 10:02 | Perma...link | commenti (17)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 11 agosto 2006 alla qualora 08:55 | Perma...link | commenti (3)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 08 agosto 2006 alla qualora 21:11 | Perma...link | commenti (2)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 03 agosto 2006 alla qualora 22:46 | Perma...link | commenti (7)
diciamo che sta qui:
Era meglio morire da piccoli??
Fino a ieri sera ero convinta che determinate cose, a Nojaland, non accadessero.impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 01 agosto 2006 alla qualora 21:55 | Perma...link | commenti (7)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, non sapreifaccia lei, pensieri sparsi a volte siamo an