That's me...maybe

Utente: crazyraincloud
Nome: Gio Gio... e di certo non sono il mio cognome.
Non domandarci la formula che il mondo possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

(I just want you to know) Who I am



Il Dr.Psycho dice che sono una zoccola (ma le mie tette sono migliori delle sue, e non solo quelle!)
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Si ritrovarono scaguratamente dirottati da queste parti

*loading* fancazzisti, online
stanno trovando una lenta morte in questo momento (chiedo venia per l'alto contenuto di puttanate...ma ve lo siete scelto voi! Non siete obbligati a stare qui! Scappate finchè siete in tempo! Emigrate verso lidi migliori! Un asino che vola!)

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Blog day 2006

oggi è il blogday 2006.
Di seguito troverete i blog che vi consiglio.

5. Platinette: sotto la parrucca, niente
Il blog della mitica Platy, forse non tutti sanno che ce l'ha. Gli svarioni che piacciono a me, altalenanti tra sindromi di menopausa isterica (perchè non c'è) e riflessioni sul senso della vita (forse è assente anche quello).

4. Cioccobloggo Nestlè: cosa resterà di questi anni 80?
Per i nostalgici cronici, questo blog è una mano santa. Per tutti quelli che hanno vissuto gli anni 80, per quelli che non hanno avuto modo di conoscerli, ma anche per quelli che li hanno vissuti a metà perchè nati nell'85 (ogni riferimento a persone scriventi è puramente casuale). Da ascoltare rigorosamente con sottofondo musicale appropriato. E poi, si aggiunga che la proprietaria è barese, e il campanilismo qui impera. La sottoscritta consiglia: Don't you forget about me dei Simple minds (o eventualmente Enola Gay degli Omd).

3. Elogio della pazzia
La cugggina pelosina: un insieme convulso di Sedatol misto ad un cuore che nulla invidia a quelli di Keith Haring. Dice che io ho il cervello cioncato, ma anche lei non scherza: in fondo, respira anche lei parte dell'aria di Nojaland :)

2. Visioni distorte
Questo è un blog davvero davvero bello. Ma davvero.
Solo roba di un certo livello, e cinema a motore. Ma solo cinema di un certo livello, e niente Vanzina. Peccato venga aggiornato molto sporadicamente...

1. Fuji: un uomo con un campionatore in testa
In linea con il dictat del blogday, il primo posto va ad un blog abbastanza fuori dalle righe. Fuji è un ragazzo sulla trentina. Nulla di speciale direte voi, se non fosse che è giapponese, e già per questo varrebbe la pena visitarlo. Ma non solo: credo che tra tutti sia quello che meglio incarna lo spirito del blogger, perchè trae dal quotidiano riflessioni costruttive (e non mancano recensioni un po' su tutto), a tratti accompagnate da una vena polemica: ma in fondo, oltre ad essere  un producer, è anche un po' nichilista, quindi gli è concesso.

Per ulteriori informazioni, leggete qui

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 31 agosto 2006 alla qualora 11:56 | Perma...link | commenti (25)
diciamo che sta qui:blogday

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Poi ti sussurrai all'improvviso: ti accompagno a casa se non sei spiacente??

[Si consiglia la lettura ad un pubblico maggiorenne e della provincia di Bari. Per tutti gli altri, leggete pure, ma godrete molto meno].

Una domenica pomeriggio di un’afosa giornata di agosto. Nessun programma per la serata, e il solito burraco post economia aziendale, di fronte al ventilatore per l’esubero di sudore che quanto a proprietà collose nulla invidia al Bostik.

Fino a quando il telefono squilla: mi aspetta la famigerata Sagra del polpo di Mola di Bari, seconda solo alla sagra della porchetta di Ariccia.

Ero riuscita a scappare dalla serata precedente (con annesso concerto di Battiti live con numerosi cantanti da colpo di pistola giù per la trachea, si veda Dolcenera o i Pap’n Skar), incurante della possibilità che avrei avuto di diventare trashreporter per una sera. Ma in fondo, tutto ciò era giustificato dal raggiungimento di obiettivi ben più alti e soddisfacenti: gli amici di Maria il 25 agosto sotto casa (Marco Gandolfi Vannini – il cui cimelio è già stato aggiunto alla collezione di Dave – Rosaria Loconte e Marta Di Giulio, sopportabile quanto un boccone di impepata di cozze andato di traverso), ma soprattutto Michele Zarrillo il 28 agosto, sempre qui a Nojaland.

Stavolta, mi toccavano i comici di Zelig, ma ero ancora ignara della potenziale occasione che mi si presentava, tanto ero impegnata nel dare ai miei capelli un assetto geopolitico che affrontasse le dure minacce dell’umidità. E soprattutto, ignoravo che tra questi ci sarebbe stato il mio unico e adorato Checco.

Arrivati decisamente in anticipo rispetto all’orario medio di uscita, riusciamo con una botta non indifferente di…audacia, a trovare un posto macchina alquanto vicino, non prima di aver collezionato una quantità soddisfacente di figure barbine e di aver emulato le gesta di Zidane con un povero malcapitato che si è visto proiettare lo sportello della nostra macchina nel suo stomaco.

Il resto è una processione per le bancarelle (che nella fattispecie, data l’utenza, sono bancarozze) alla ricerca del braccialeacchiappaangeli, il braccialeconlestelline, il braccialeacchiappasogni e quello vattelapesca. Il bracciale che tramortisce le lobotomizzate non l’hanno ancora inventato.

Dopo la lunga via Crucis che nulla aveva ad invidiare a quella di Lourdes, scorgiamo un imponente palco sponsorizzato dalla Dreher (che a Bari è il contraltare dell’istituzione Peroni da tre quarti) sul quale troneggiava una delle presenze fisse di Telenorba (della quale non ricordo il nome, ma nessuno se ne dispiacerà).

Introdotti i politici di rito, ringraziati i pescatori, elogiata la cittadinanza e il pescatore di turno che ha salvato due vite umane "perchè il mare è un’attrazione stupenda ma spesso può essere pericoloso", inizia lo spettacolo. E la gente comincia a confluire sulla zona del molo come le formiche in prossimità di una ciambella con la glassa.

Leonardo Manera domina egregiamente la scena, sulla quale si susseguono Antonio e Michele (che purtroppo credo abbiano abbandonato la tradizione di una cosa sconvolgente a tratti allucinante), Giancarlo Barbara (conoscendo tutti i suoi sketch ho rischiato di essere picchiata a sangue perché anticipavo i titoli dei film), un’artista pugliese oltraggiosa che ha fatto pirateria con i testi dell’inossidabile Emilio Solfrizzi versione Piero Scamarcio, e un duo comico famoso per le loro canzoni fatte da rumori (non ricordo neanche i loro nomi).

Tutto divertente quanto il prurito ai piedi, accentuato dall’attrattiva del vedere persone che fino ad allora avevo visto solo nella mia 15 pollici senza telecomando. Fino a quando arriva lui, il pezzo forte della serata: l’inimitabile Checco Zalone.

Un tripudio di luci e di campanilismo barese, l’orgoglio a mille e tante sincere risate, sulle note di due inediti (la canzone Ritardo mestruale, e il remake di Vorrei avere il becco, decisamente migliore dell’originale) e dei cavalli di battaglia Ginnastica, Grazie al cazzo e Siamo una squadra fortissimi versione amplàggs in chiusura. Si interagisce che è una meraviglia, e il comico scherza con le prime file chiedendo di andare a tempo con la musica.

Il telefono mi abbandona, niente più video: la batteria è shcarica…ji propri nun me n’er accuort.

L’orgoglio barese si manifesta ancora una volta con Pino Campagna, che coinvolge maggiormente il pubblico fino alla commozione, propinando efficienti paragoni tra i ragazzi del nord e quelli pugliesi. Un animale da palcoscenico, soprattutto considerandone la stazza.

Lo spettacolo finisce, e la fiumana di gente invade le stradine del centro alla ricerca di qualcosa di dissetante per accompagnare il panino col polpo.

Al ritorno dalla Coca Cola d’ordinanza, scorgiamo gente attaccata alle transenne attigue al palco in fase di smontaggio: curiosamente attratti come un nerd di fronte ad un problema di geometria analitica, ci avviciniamo con fare scientifico; scorgiamo dei flash e palissianamente deduciamo che il muro di Berlino ci separava dai comici.

Solo dopo aver notato che la gente che mi circondava portava in mano foglio e penna e non lattine come nel mio caso, capisco che dovevo far qualcosa. Cedo la bevanda al primo passante e inizio a sfrugugliare nel portafogli alla ricerca di un pezzo di carta, e nel frattempo ho l’illuminazione: la dedica per il Daveblog!! Perché non ci ho pensato prima??

Presa dalla ricerca convulsa, ma soprattutto disposta a sacrificare l’autografo dell’ex ct del Bari Sciannimanico, faccio una cernita dei pezzi di carta e ripiego su un biglietto da visita di un negozio di informatica, pertanto mi avvicino ad una signora di mezza età per chiederle, con tutta la cortesia di questo mondo, di cedermi la penna: questa per fortuna mi avvisa che Pino Campagna cede le sue cartoline che firma al momento.

E’ fatta.

Il comico foggiano si avvicina scortato dai suoi bodyguards, e io inizio a chiamarlo emulando la mamma di Josè dello spot dell’Adidas; all’ennesimo richiamo, lui si avvicina, e cercando di attirare la sua attenzione gli chiedo una dedica con la cosiddetta “faccia del peccato” (per i non baresi: dicesi faccia del peccato l’espressione mogia e scioglievole adoperata dai bambini per raggiungere i propri obiettivi a scopo di lucro): non appena si accorge di me, senza che lui abbia concesso la dedica, gli urlo in faccia “Deivblog!”.

E lì la gente si fermò a guardarmi, come se bestemmiassi in aramaico. Per nulla propenso a salvarmi dalla catalizzazione dell’attenzione su di me, Pino si lascia scappare un “ceccous???” (ovvero: orsù giovane pulzella a quale delle categorie ontologiche del mondo si riferiscono le parole che hai appena proferito?), e lì scatta l’ormai immancabile spelling.

“D-a-v-e-b-l-o-g…daveblòg”.

“Ah, ho capito…il blog di Davide!” – facendo cenno con la mano di aver capito la traduzione.

Intravedo barlumi di luce, ed ET che mi saluta con una mano mentre nell’altra stringe una bottiglia di birra: anche lui è amico per la Dreher. Qualcuno mi capisce e non sono sola al mondo.

Il cimelio è mio. Soddisfatta più della signora Fosca Marcon il giorno della condanna di Wanna Marchi, mi aggiro per le strade attigue al mare conservando la dedica come una reliquia, parlandone con i miei compagni d’avventura e sfoggiando il premio…quando ad un tratto vedo delle ragazze correre verso un non meglio identificato luogo. Sempre con la curiosità di un macaco affamato alla ricerca di cibo, le seguo con lo sguardo, e noto nuovamente Pino Campagna a pochi metri da me.

Posso mancare al secondo incontro? Ormai c’ho preso gusto, e tento il colpaccio.

Mi avvicino dopo la foto di rito con le due ragazze, e riconoscendomi mi chiede che cippa sia il Daveblog. Parte una disquisizione sulla natura informatica del blog, informandolo su cosa sia il daveblog e sulla “gara a premi” delle dediche; riesco a strappargli la promessa di passare dal sito e ci concede una foto. Ringraziamenti di rito e complimenti, dopodichè lo si lascia partire.

La serata termina col rimpianto di non aver beccato Checco, ma con l’aggiunta di un nuovo obiettivo a quelli precedenti: 31 agosto, festa della Madonna del Pozzo di Capurso, concerto di Checco Zalone…e io ci sarò.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 29 agosto 2006 alla qualora 20:39 | Perma...link | commenti (8)
diciamo che sta qui:mamma tv, non sapreifaccia lei

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I sogni son desideri? (28)

I miei vicini giravano in accappatoio per casa mia, e stiravano la roba sul mio terrazzo.
Inoltre mia sorella era fidanzata con Luca Dorigo, ex tronista di uomini e donne.
E io, che lo amavo alla follia, invitavo a casa tutte le ragazze che conosco per vantarmi della campagna acquisti fatta da mia sorella.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 22 agosto 2006 alla qualora 18:10 | Perma...link | commenti (10)
diciamo che sta qui:dreams are my reality

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I sogni son desideri? (27)

Ieri sera ho fatto la trashreporter per il daveblog alla festa del polpo di Mola di Bari (la trashcronaca arriverà il 28 agosto, al ritorno di dave).
E oggi pomeriggio ho sognato di compiere una trash missione con Diego Conte, che era il mio fidato parrucchiere.
Ah, e ho sognato ancora di far parte della famiglia Martini.
Troppe pretese, decisamente troppe pretese.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 21 agosto 2006 alla qualora 18:07 | Perma...link | commenti (4)
diciamo che sta qui:dreams are my reality

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Orgoglio barese

Ed ecco a voi, l'orgoglio barese in pixel!
[Chiunque sia intenzionato a prelevare il codice, lasci almeno un commento per avvisarmi...denghiu].



<a href="http://crazyraincloud.splinder.com/post/8962459/Orgoglio+barese"> <img src="http://static.flickr.com/64/217640862_f099937445.jpg?v=0"> </a>

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 17 agosto 2006 alla qualora 15:11 | Perma...link | commenti (34)
diciamo che sta qui:

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I sogni son desideri? (26)

Ero concorrente di Music Farm, e dovevo esibirmi dinanzi ai maestri (???).
Cantavo Ti sento dei Matia Bazar, ma a canzone conclusa Mariagraziaqualcheccosa (per intenderci, l'insegnante bionda di Operazione Trionfo) mi diceva che non era quella che dovevo cantare, bensì una sconosciuta canzone di Laura Bono (giuro, non so manco se esiste una canzone del genere).
Toccava nuovamente a me, e sta canzone proprio non la sapevo.
Mi giro verso Laura Bono (che compare dal nulla) e le chiedo di suggerire, ma neanche lei la sa.
Quindi faccio una mega figura di merda. Mi mandano in onda a cantare Ti sento, ma mi eliminano perchè avevo sgarrato, e la mafia non perdona.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 16 agosto 2006 alla qualora 12:55 | Perma...link | commenti (4)
diciamo che sta qui:dreams are my reality

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Love boat, senza love

Si aggiunga che oggi ho passato la giornata in barca, dopo un tentativo poco riuscito di andare al largo col gommone.
Non perchè il mare fosse agitato (oddio, un po' mosso lo era),
non perchè io avessi paura (oddio, un po' mi stavo cagando sotto),
non perchè il gommone fosse impraticabile (oddio, la legittima proprietaria del suddetto ci ha lasciato le istruzioni stampate dietro una fotocopia degli appunti de I sepolcri di Foscolo),
ma perchè la proprietaria in seconda ha ingolfato il motore.

Essì, succede anche questo.
Poi il cielo si è annuvolato, quindi un par de ciufoli.
Seguono:
1. torneo a burraco (perso per distrazione della proprietaria in seconda - per gli aficionados, trattasi di Ale knows)
2. toast al pvc con prosciutto della Cecenia (che digerirò nel 2012)
3. ritorno della gangs del burraco
4. caduta in mare del componente biondo della gangs (che dopo la caduta nel porto della lega perderà tutti i capelli e avrà le pustole a mò di Chernobyl)
5. colpo di genio della sottoscritta e gita in mare con barca, da Mola a Polignano (figherrimo!)
6. bagno e attraversata sino a Grotta Palazzese (ME RA VI GLIO SO)

E qui beccatevi le foto...o da qui a seguire...(fa lo stesso)



(La titolare del blog rammenta di ringraziare la proprietaria in seconda per la bella giornata e per i bulloni sotto i piedi all'infame)

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 13 agosto 2006 alla qualora 00:24 | Perma...link | commenti (6)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei

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Just for you, Blogdesk :)

Ovvero: Questa scrivania partecipa a BLOGDESK

Colgo l'invito di perdigiorno (attraverso la cugina pelosina Arte) a postare delle foto delle mie scrivanie, sia perchè attendo risposte riguardo un'eventuale gita in barca (tempo permettendo), ma soprattutto per provare il nuovo acquisto fotocameranensico (me lo sono inventata ora).
Più ordinata di così, si muore (seguono didascalie esplicative):



Questa sarebbe la scrivania ufficiale, che altro non è che il deposito dei bambini e dei miei libri



(particolare)



Questa invece è la postazione pc traballante con annessa stampante fuoriuso, utile come appoggio podalico.



(Profilo sinistro)



(Profilo destro)



(Frontale)



Dulcis in fundo, il tavolino poggia libri/zaino/cosedipassaggio, usato anche come scrivania studio quando in tavernetta fa freddo.



(e retro).

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 12 agosto 2006 alla qualora 10:02 | Perma...link | commenti (17)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei

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I sogni son desideri? (25)

Ho sognato di essere a Torre a Mare in un complesso residenziale non meglio definito (soprattutto perchè non esiste) per una festa di certi amici di conoscenti, e di innamorarmi di Lele Martini (alias Giulio Scarpati).
Ed era piacevolmente sconvolgente.
E al ritorno da un viaggio, mi portava in dono un anello di ferro filato, ma che piaceva a tutti.
Anche nei sogni migliori, alla vista di legami seri la sottoscritta si defila, ma nonostante ciò tutto rimaneva all'incirca piacevolmente sconvolgente, anche se in tono leggermente minore.

La morale di tutto ciò è: devo smetterla di vedere Un medico in famiglia.
E devo smetterla pure di lasciare Fuffy incustodito, altrimenti tutte le mie scarpe vedranno sparire per sempre i sopratacchi.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 11 agosto 2006 alla qualora 08:55 | Perma...link | commenti (3)
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Succede anche questo

Succede che mentre ti svegli alle 5 di mattina per andare a sbrigare pratiche bucoliche tra le campagne circostanti, qualcuno decida di offrire a te e ad altre 13 persone un bel cornetto caldo, tra l'altro molto gradito date le circostanze della levataccia.
Succede che, al momento della resa dei conti, noti con non poca sorpresa che lo scaltro soggetto abbia deciso di far pagare a tutti un euro per quel cornetto, che alla fine tanto offerto non era.
Quindi, mio caro vicecaporale dei miei peli pubici, tu che dall'alto della tua conoscenza ci illumini sui voxel (che non ho ancora capito cosa sono e se esistono), che dai a me - che sono la reincarnazione del Mussolini dei tempi che furono - della sindacalista senza sapere l'italiano dove sia di casa, che parli in barese per incutere timore quando in realtà sei di Nojaland a tutti gli effetti, ti auguro in ordine sparso questi miei pensierini (si prega di rispondere con un oràpronobbìs):

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 08 agosto 2006 alla qualora 21:11 | Perma...link | commenti (2)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli

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A furor di popolo

Detta all'infame, parlando di Giappone e di un eventuale (e per ora lontano) viaggio a Tokyo post laurea (in compagnia):

"Chissà come sono i tampax in Giappone..."

Vomitata dalla sottoscritta, ovvero colei che quando alza il gomito non vuol dire che abbia bevuto.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 03 agosto 2006 alla qualora 22:46 | Perma...link | commenti (7)
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Era meglio morire da piccoli??

Fino a ieri sera ero convinta che determinate cose, a Nojaland, non accadessero.
Perchè io abito a Nojaland, e Nojaland non è propriamente Noicattaro (che a sua volta è molto poco Bari).
Moscovici le chiamerebbe rappresentazioni mentali, e pressappoco di quelle si tratta.
Da ieri sera non ne sono più totalmente convinta.
Ma soprattutto, ho apprezzato l'importanza della violenza.
Ma anche di aver ripreso le arti marziali in adolescenza (lode al mitico prof. Tribuzio), e di aver visto fino alla paranoia Cinque dita di violenza e la filmografia di Bruce Lee.
Per la prima volta nella mia vita ho rischiato grosso, e un po' mi è andata a culo: il resto lo ha fatto una gomitata sul setto nasale (che credo si sia rotto) e l'adrenalina a mille.
E sono orgogliosa di quello che ho fatto, ma anche dell'esser riuscita a reagire alla situazione divertendo gli altri e scherzandoci su.
Sono inguaribile, e me ne vanto.

Seguono post scriptum in ordine di galleggiamento:
1. Bisturi mitico!
2. Ho una fame che scuoierei un'orca.
3. Cercasi qualcuno che dica a mia madre senza farle venire un infarto che ieri un deficiente mi voleva violentare.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 01 agosto 2006 alla qualora 21:55 | Perma...link | commenti (7)
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