About Spring
[Qualcuno non l'ha notato, ma statcounter si: Pino Campagna
ci legge ed è tra noi. E aggiungendoci Pedrosi, arriviamo a quota uno e tre quarti nel termometro dei vip all'improvviso].
Nonostante abbia sognato un'orda di Barbapapà viola per colpa della firma su msn di Ego (e sia chiaro: volevo comprarne uno ma siccome c'il negozietto improvvisato era di voi dell'arci e tu eri presente, evitavo pure di entrarci, tiè), la giornata che si prospetta è decisamente
primaverile.
Ok, siamo ancora in inverno, e se esci fa pure freddino.
Però c'è il sole, e dalla finestra scorgi che il grigio topo del palazzo di fronte si arrende all'arancione come me di fronte ad una pedana di Fruttolo (a proposito: lo spot della mousse Muller è la gioia delle mie papille gustative).
Persino la tartaruga, in letargo con la schimmogghia, si è svegliata e reclama i suoi gamberetti in salsa rosa.

Persino io ho voglia di abbandonare i libri, le distrazioni, la carambola e il tapis roulant, per le mie solite scampagnate in bici o le ginkane tra le buche delle contrade o tra le cacche dei cani.
Ecco, mi sento meno cacca e più
No matter, come la canzone di Jack Radicks.
A volerla dire tutta, pure l'
everything is ok di Romeo's Tune incalza da morire, col suo ritmo a metà tra i Dire Straits pieni di vita e Billy Joel con i grilli per la testa.
Billy Joel, Vito from U.S.A. e i suoi
push the button, l'idiozia di Vincenzo e le gite in motore (ma anche le compagnie seppellite e le sviste).
I Dire Straits,
Romeo & Juliet e quell'
I love you like the stars above, I'll love you till i die...e ti senti un puntino di fronte all'infinito.
Grandi distese e praterie.
Ripensi al grigio del palazzo di fronte, ti volti per guardarlo, e lo vedi arrendersi alla goduria, con la consapevolezza che in questo momento anche lui sta immaginando gli alberi in rosso, l'amato Giappone.
Giappone, ancora un anno e arrivo.
E' decisamente primaverile.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 30 gennaio 2007 alla qualora 15:45 | Perma...link | commenti (9)
diciamo che sta qui:dreams are my reality, non sapreifaccia lei
Lovin' this guy
Sto per rivelare segreti di cui il mondo NON può fare a meno.
E si tratta di un segreto di entità disastrose, che potrebbe cambiare molti assetti sociali.
Dopo la rivelazione di questo segreto, Bush si ritirerà a vita monastica e Ratzinger inizierà a fare i tornei di burraco.
Dimenticatevi l'episodio di corale sputtanamento de
I figli so' piezz'e core, con questo tocco i minimi storici (qualcuno potrebbe togliermi il saluto o non passare più da queste parti).
E' che oggi non posso resistergli proprio.
Cazzo.
So tutte le sue canzoni a memoria (qui un "ooooooh" di stupore ci sta benissimo), e le canto ogni volta che le sento.
Non importa il colore col quale si presenta, rimane sempre meraviglioso. Non importa neanche che la Rai l'abbia relegato a fascia morta, io lo guarderò sempre. Me ne frego soprattutto delle differenze, di qualsiasi tipo esse siano.
Bisogna arrendersi all'evidenza: le migliori canzoni italiane le ha scritte lui (e fino a prova contraria, non si tratta di Bono Vox).
Perchè quest'uomo, ogni volta che lo sento, mi fa accapponare la pelle.
Ebbene si:
la sottoscritta ama alla follia
Massimo Ranieri

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 26 gennaio 2007 alla qualora 22:43 | Perma...link | commenti (17)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei
Senza farti tanti trip
Manco fosse facile!
Come si fa a non farsi tanti trip?
Se li faceva pure
Kitt quando Michael (il famoso Mitch Buchanan di Baywatch) faceva i drift con la bottiglia di Coca in mano.
Me li sono fatti anche io quando, giorni fa, ho fatto l'ispezione di casa alla ricerca dei topi d'appartamento che scappavano (certo è che se m'avessero preso, qualcuno ne avrebbe goduto!).
Ci si mette di mezzo anche il background, a mo' di voce della coscienza, a ricordarmi che agire d'istinto è troppo divertente, ma anche abbastanza nocivo (dichiarazioni scioccanti di qualche anno fa e numerose altre manifestazioni ne sono una dimostrazione tangibile).
Così, stamattina, mi ritrovo a leggere quello che sarebbe dovuto essere il mio progetto formativo.
E per
mio intendo
fatto da me.
In altre parole, dovrei dar vita ad un corso di formazione sperimentale sull'ironico terapia e sul raccontarsi con ironia.
Per la prima volta,
qualcuno (abbastanza fuori da non sembrare un counsellor e da decidere che ti chiami Carlo) sfrutta la mia idiozia per il bene della società.
E quando ho mostrato perplessità (leggasi:
Cosa faccio? E come faccio? Da dove inizio? E come mi documento? E la laurea che mi legittima?) mi è stato risposto:
Scrivi, non farti tanti trip!!!
[Ma rimane il fatto che ho timore, e non mi sento all'altezza...]
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 25 gennaio 2007 alla qualora 10:53 | Perma...link | commenti (9)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei
Una Inquecento è per sempre
Oggi è accaduto quello che sarebbe dovuto accadere prima o poi, ma che io non avevo mai considerato.
Per il solito pomeriggio di studio coatto in biblioteca, passo a prendere due prototipi di rutiglianesi immuni, reduci dalle scuole superiori insieme alla sottoscritta: la bestia friend Gra e un esemplare femminile dal colorito bruciacchiato, gentilmente rinominata
La Negra.
Qualcosa mi portava a preferire la Scenic alla mia adoratissima Inquecento: non da meno, il pozzo pieno di petrolio raffinato che quell'insieme di lamiere color grigio antracite (o, come avrebbe detto mia nonna, antraceto) ha in dotazione. Nonostante ciò, vengo costretta a scegliere la mia macchina.
Dopo aver raccattato la compagnia, parto alla volta della biblioteca, tenendo costantemente sott'occhio la lancetta della benzina, abbastanza poca da farmi preoccupare.
La radio trasmette
Enola Gay, e le mie mani iniziano a muoversi alternatamente alla testa.
Arrivate all'altezza della biblioteca, accanto al comando dei vigili, inizio a distogliere lo sguardo dalla lancetta e ad impiegarlo per trovare un parcheggio (problema risolto la mattina, quando mio nonno piazza le due sedie accanto alla pescheria per occuparmi il posto), quando sul più bello accade l'imprevisto.
Hanno sganciato Hiroshima nella mia macchina, ho pensato.
Il che spiegava anche la colonna sonora.
D'improvviso, una coltre di fumo riempie l'abitacolo: mi scappa un "
Cazzo!" dalla bocca (leggasi preferibilmente non tutta d'un fiato e con l'intonazione giusta), la Negra credo non abbia capito molto, mentre Gra vedeva passare dinanzi ai suoi occchi la sua vita in fotogrammi, la cui conclusione veniva riassunta in un laconico ma marcato "
Usciamooo???".
Il tempo di spegnere la macchina e girare il volante per accostarmi al marciapiede, che l'idiota di turno mi tampona in retromarcia.
Non è possibile, non sta succedendo davvero.
Faccio evacuare la macchina, scendo e guardo in faccia il genio.
Io non avevo visto lei per la nebbia in ValPadana, ma lei non aveva visto me (il che è grave, dato che anche i fenicotteri rosa di passaggio sui nostri cieli si erano fermati a godersi lo spettacolo).
Nota che nessuno si era fatto nulla tantomeno le macchine, e soprattutto capisce che in quel momento avevo altri guai molto più seri, e se ne va.
Non escludo di averle fatto pena.
Il tempo di rientrare in macchina che un altro idiota mi parcheggia avanti.
Che culo, due su due!
Nota che attiravo attenzione, mi riconosce e inizia a ridere per poi svignarsela.
Sistemo la macchina: ormai anche le strisce pedonali mi paraculano. In tutto ciò, mi auguro di non esser riconosciuta da qualcuno.
Non sta succedendo a me - penso per l'ennesima volta - ma prontamente Gra mi riporta sulla Terra col cellulare in mano pronto ad accogliere il numero di chi avrebbe soccorso la mia adorata Inquecento.
Chiamo mio padre, che non risponde (dormiva).
Chiamo mio fratello, che non risponde (stava correndo).
Se avessi chiamato a casa, mia madre mi avrebbe mandato nell'ordine due pattuglie dei vigili del fuoco, il settimo battaglione dei bersaglieri, il quinto regimento di fanteria, tre ambulanze e sei panzerotti al forno.
Tra l'altro, mia nonna sarebbe giunta a piedi, si sarebbe fottuta i panzerotti e avrebbe impegnato le ambulanze.
Come nelle migliori commedie dell'arte, sbuca un tizio non meglio identificato (che chiameremo per comodità Ciccio) dal comando dei vigili: si avvicina e lapalissianamente mi chiede:
Signorina, c'è qualcosa che non va?
No...semplicemente la mia maccihna si sta facendo una canna.
Questo avrei voluto rispondergli.
Per fortuna ha notato da solo la stupidaggine della domanda.
Per la serie "uno è troppo poco", si avvicina un tipico anzianotto cum panza (che per comodità chiameremo Cappuccio) che osserva meticolosamente il tutto ed esclama:
"S-gnorè, u motour s n'è sceut in ebollizzzioun!"(1)
Ma va?? E io che pensavo che volesse provare come vengono le costole di maiale cotte sul radiatore...
E con questo, ho fatto poker.
Capisce che Ciccio era inutile quanto tutto il corpo dei vigili a Noicattaro, e mi chiede di aprire il cofano
spiegandomi dove fosse la leva.
Ora: capisco che questo evento non mi faccia onore, ma bisogna ammettere che la macchina la so portare e conosco le sue componenti (ok ok, la strisciata al guard rail era manifestazione d'affetto nei confronti di mio padre e del guard rail!).
Lo accontento, e con fare esperto fa gesto di allontanarsi per svitare il tappo del serbatoio.
Tutti preoccupati, ci aspettiamo uno scoppio pazzesco.
Il tappo inizia a svitarsi, e non accade nulla.
Mi aspetto almeno una puzzetta. Una loffia. Niente.
Il tappo viene svitato del tutto, e l'occhio esperto di Cappuccio sbircia nella tanichetta.
"S-gnorè, dò n-n g st' mang na still d iacqh!" (2)
Che magra figura!
Spiego che purtroppo ho una sorella ebete che mi lascia la macchina a secco di benzina, e dimentica puntualmente di rifornirla di acqua (la Inquecento in questo senso non appartiene alla categoria macchine, è un essere umano a tutti gli effetti).
Credo l'abbia preso per puttanata.
Ciccio rivela la sua presenza dicendo che non ha acqua a disposizione (!!!) nè tantomeno una bottiglia.
Ero in Burundi e non lo sapevo.
Cappuccio, per essere all'altezza, controbatte dicendo che casa sua è distante e che non aveva bottiglie a portata di mano (solo quel malato di mio cugino va in giro con le bottigliette!) altrimenti sarebbe andato alla fontana.
Senza perder tempo, mi avvio verso il bar più vicino per comprare una bottiglia da due litri di acqua naturale per la mia adorata Inque agonizzante, ma non ce n'era (è davvero il Burundi!).
Spiego l'impellenza della situazione, e con stupore la figlia del proprietario inizia a propinarmi domande intelligentissime (Ma l'avete aperta? E se scoppiava il tappo? Di che colore è il cavallo bianco di Napoleone?).
Alla fine il ragazzo al bancone taglia corto, e propone di aiutarmi con una brocca.
Megghj d'i f-f (3), avrebbe detto mia nonna.
Corro verso la carrettina e scopro che dal nulla erano comparse delle piccole brocche in plastica, che avevano riempito il serbatoio di acqua; al lato, la Negra e Gra si piegavan in due dalle risate, e io mi ero persa attimi di ilarità allucinanti (anche se non ho ancora capito cosa sia successo).
Riaccendo la macchina, che parte nonostante il vetro appannato parte. Ringrazio tutti come da copione e parto alla ricerca del parcheggio maledetto, mentre le due malcapitate sottolineano la storicità dell'evento a cui avevano assistito.
Accendo l'aria fredda che viene accompagnata da piccole gocce d'acqua spruzzate quà e là: mi sno giocata anche il manicotto dell'aria.
Ormai il riso del momento era diventato uigna vera e propria, e avrebbe accompagnato le ore successive di studio.
(1) Oh valida pulzella di un certo livello, è con rammarico che le comunico che il marchingegno principale della sua autovettura ha deciso di concedersi ai bollenti spiriti raggiungendo una temperatura poco consona al funzionamento della macchina locomotrice.
(2) Oh valida pulzella di un certo livello, è con sommo dispiacere che mi tocca constatare la totale aridità dilagante nel serbatoio acquatico della sua macchina trasportante materiale umano dotato di psiche.
(3) E' opportuno apprezzare la condizione in cui ci si trova, sebbene questa non sia sempre rosea e aperta alle felicitazioni della vita, piuttosto che una misera e cospicua porzione ristorativa di fave.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 20 gennaio 2007 alla qualora 01:01 | Perma...link | commenti (20)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli
I sogni son desideri? (35)
Stanotte dopo quasi due mesi son tornata a sognare come si deve.
Credo sia avvenuto per una serie di congiunzioni astrali...nell'ordine: un Crispy McBacon menù divorato alle sei di pomeriggio, la morte di Sally Spectra (che Dio l'abbia in gloria) e una riflessione sull'Italia da Mulino Bianco (leggi: stupenda fuori, con tanto di mulino, ma col nichel dentro...e nella fattispecie, insuccessi a
Caserta e stragi familiari in
cittadine che vanno in fumo).
Dopodichè, sono stata proiettata in un gioco nel quale io prendevo un tirannosauro e pertanto mi toccava trasferirmi a Milano, che era Milano solo sulla carta...in realtà era Bari: infatti il mio domicilio era piazzato alla fine dell'extramurale Capruzzi (che altro non era che la zona dei portici di Nojaland, ma 50 volte più lunga), sulla spiaggia (che non c'è, ma idealmente sarebbe stata al passaggio a livello).
Qui, appena arrivata, vedevo un pescatore spaccare le cozze e tirare il proverbiale morso alla testa del polpo (ed eravamo a Milano), ma soprattutto vedo riemergere dal mare tre soldati italiani con le tute spaziali della missione Apollo 13, che commossi mi ringraziavano e andavano via.
Entravo gioiosa nell'appartamento di due piani (credevo io), e notavo che quella maniaca di mia madre aveva già traslocato tutto: correvo così nella mia nuova camera, nella quale sorprendevo un armadio di dubbissimo gusto pieno zeppo di vestiti; l'arredamento in legno massello veniva bilanciato dalla presenza di molte chiccherie.
Il piano terra (anche piano giorno) altro non era che una di quelle case datate e cadenti ma che io adooooooooooooooro: mi innamoravo follemente del lavandino del bagno, entrambi piccolissimi, ma soprattutto del dispenser del sapone alla fragola, datato 1983, nonchè delle piastrelle della cucina.
Correvo ad aprire tutte le porte (bianche con un rombo di vetro al centro, tipiche degli anni '70) per curiosare nelle stanze...quando aprendone una scorgevo accanto un'altra casa, abitata da una diciottenne dai capelli lunghi (e più alta di me) che però aveva pochi mesi di vita, non parlava ma deambulava come una grande, della quale svolgeva tutte le funzionalità (tranne la parola e la necessità di comunicare non verbalmente).
Avendo capito quanto fosse piccola (!!!), la seguivo nella sua camera dove lo stereo era acceso, la prendevo in braccio (!!!) e mi facevo un pacco di fatti suoi scorazzando nella sua casa, fino a quando non scoprivo una stanza, il bagno, con due lavandini e 10 wc messi in fila, sopra uno dei quali c'era colui che sapevo di certo essere il fratello maggiore della bambina che portavo in braccio.
Il fratello era
lui:
Cercavo spiegazioni sul perchè ci trovassimo lì, perchè loro si trovassero lì ma soprattutto sul perchè l'arredamento delle camere non fosse in ciliegio.
Cagandomi a spruzzo, usciva da quell'appartamento, dal nostro, e andava fuori.
Io, gnucca come un calamaro, lo seguo, e scopro che oltre l'uscio non c'era più il mare, ma un maggiordomo (sarà lui il killer?) che mi indica la strada senza che gliel'avessi chiesta: la casa degli Ippocastani.
Abbandono la bambina (!!!) sulle scale, e mi accingo ad addentrarmi nei corridoi di quello che effettivamente era un grattacielo dagli infiniti piani.
Mi fermo al primo piano e mi addentro nei pianerottoli, dopo aver constatato con stupore l'esistenza di una casa dedicata a Ridge (con tanto di statua in cera), una all'orso bruno e l'altra a Platinette.
Esattamente dopo queste, c'era quella che cercavo: suono al campanello e per sicurezza busso alla porta marrone, e il fratello mi apre, lasciandomi scorgere uno sfarzo mai visto.
Il tempo di dare una sbirciata senza entrarci...che vengo svegliata dal rumore del tapis roulant, e dal piccolo Fuffy che mi porta il cornetto a letto.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 17 gennaio 2007 alla qualora 10:10 | Perma...link | commenti (14)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
Thirteen
Il 13 gennaio è un giorno che difficilmente dimenticherò (e parte della mia famiglia pure).
Non perchè in questa data sia nata la mia amicherrima rossa delle medie (che non so che fine abbia fatto o se sia ancora viva);
Non perchè in questa data è nato il Tg5 e sono
accadute molte cose, nate tante persone e morte altrettante altre;
Non perchè, un po' costretta un po' alla
ci iè figghj a cud c-n a f' u stess shk-m*, ho barattato le mie scarpe con quelle della mia zia più maschio che abbia, perchè le sue erano dei trampoli ma avevano un numero in meno rispetto alle mie (130 euro spese in shampoo per un calvo, mi sono amputata le dita che sono andate in cancrena, ma in compenso la gaggia mi ha detto "
ma lo sai che ti slanciano da morire??");
Non perchè io e il cugino che più mi somiglia abbiamo giocato a burraco mentre portavano le portate di pesce (ed era quasi tutto a base di pesce);
Non perchè si sposava mio cugino e dopo decenni la mia famiglia paterna si riuniva completamente, battendo così il record di invitati (surclassati i 240 del matrimonio di mia sorella con i 260 odierni) e di alcool consumato.
Il 13 gennaio è un giorno che difficilmente dimenticherò (e parte della mia famiglia pure),
1) Perchè la sposa, dopo il taglio della torta, ha pensato bene di farsi venire una reazione allergica (e per un attimo ho seriamente pensato che la sposa fosse Kekka) che le ha irrorato di sangue gli occhi facendola assomigliare a Chucky la bambola assassina, ma soprattutto di farsi venire due borsoni sotto gli occhi tali da permettere agli sposi di partire direttamente per il viaggio di nozze.
In tutto ciò, niente farmaci e guardie mediche dei paesi limitrofi alle Barbados.
Battuta della serata: lo sposo (cioè cuggimm) che va dalla moglie facendo lo slalom tra la miriade di donne che invadevano il bagno e che facevano da supporters alla sposa con frasi oscene e fortemente di circostanza (del tipo:
sei bellissima lo stesso! Dai ti portiamo un paio di occhiali da sole! Dai fatti una foto così TE LO RICORDERAI PER SEMPREEEEEE), le porge un bicchiere di acqua e con nonchalance esclama:
e non c'era bisogno di farsi venire l'allergia per un matrimonio! [Voto: 10]
2) Perchè tornati a casa, i miei nonni e la zia di cui sopra hanno potuto constatare che le loro dimore avevano ricevuto la compagnia di abili topi d'appartamento, che non solo hanno fatto fagotto di tutti i risparmi (parecchi) e gioielli, ma hanno avuto anche il gusto di portarsi via uno stereo, ma soprattutto il Bimby (sapevo costasse molto, ma che fosse oggetto di furto mi mancava...).
Ora: io mi sforzo di esser diplomatica e trascendentalmente buddista, ma
il prossimo che mi dice che la sfiga non esiste e che il 13 è un numero come infiniti altri, giuro che si becca una testata in pieno petto senza diritto di replica.
*
Sempre per gli aficionados altoatesini: il succitato è un tipico proverbio che abbonda sulla bocca di mio padre.
It stands for: la progenie canina non è affatto esule dalle logiche intrinseche alla dittatura genetica; pertanto, è da ritenersi dogmatica l'affermazione secondo cui un quadrupede appartenente alla classe cinofila sarà legato al suo diretto discendente non solo da una mappatura genetica ben delineata e alquanto affine, nonchè esplicazione del legame umano che non langue tra i due esemplari, ma soprattutto dall'identico timbro del loro esprimersi vocalmente, e dalla tipicità unica ed individuale dell'anzidetta espressione.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 14 gennaio 2007 alla qualora 01:37 | Perma...link | commenti (18)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli
Delurking day, ovvero: Sapessi com'è flemme sentirsi innamorati a Betlemme
Della serie: ho toppato col
G.O.D. (che non è nè un gruppo musicale, nè un'illuminazione religiosa per la retta via), mi sono salvata col blogday, ho dimenticato il
W.J.D. ma non il
Towel day.
La nuvolapazza, in queste amenità, ci sguazza come le lottatrici nel fango (ma con un paio di kili in più).
Sabato 13 gennaio è il
Delurking day 2007.
Premessa: sabato 13 la sottoscritta sarà impegnato nel ricoprire il ruolo di cugina dello sposo al matrimonio di suo cugino, pertanto non avrà modo di poter festeggiare il delurking day...ergo, si anticipa.
(Il fatto che io sia assente vi autorizza a fare casino).
Chi è il
lurker? Lurker è colui che frequenta assiduamente un sito, un forum o un blog, ma non partecipa attivamente (rimanendo così anonimo a vita).
Sia chiaro: lurker non è sinonimo di lurder o di Lourdes; appartenere alla categoria non implica avere la gonorrea, forse semplicemente un po' di timidezza.
[Assume un'espressione alla Morelli]: di timidezza, nel 2007,
si può guarire.
So che dare manifestazioni di presenza in questo blog non è affatto sintomo di intelligenza, anzi sarebbe motivo di vergogna (che bella cosa la sincerità), però credo che almeno una volta l'anno una traccia di
qualsiasi tipo (e sottolineo di qualsiasi) in questo luogo di perdizione lo si possa lasciare.
E siccome in media vengono registrate 100 visite al giorno (di cui 2 mie), forse qualche lurker c'è anche qui.
Sono ben accetti anche frasi che giustifichino la propria presenza, del tipo:
- Me ne vergogno mostruosamente, ma ti leggo quando posso;
- Leggere il tuo blog mi fa capire che in fondo oltre la fame nel terzo mondo, c'è qualche altra piaga nel mondo;
- Sei idiota e leggere le tue cazzate accresce la mia autostima;
- Scrivo dall'Iraq e leggere le disavventure della nuvolapazza è la mia condanna quotidiana;
- Non mi interessa la tua opinione riguardo alla vita del cosmo, ma la studio in quanto riflessione proveniente da forme di vita alternative;
- Ci sono anch'io, e il fatto che ti conosca anche di persona mi aiuta a comprendere di che droga ti fai;
- Sono tuo padre. Sapevo che fossi un caso grave, ma non immaginavo fino a questo punto;
- Sono quella delle minacce e devo capire se trombi ancora col mio ex ragazzo, e controllo se ti stai guardando alle spalle;
- Hi, I'm Bono Vox and I read your blog everyday before I go to the toilet (thank you, you help me everyday). After that, it's a beautiful day;
- Che ci faccio qui? Cercavo informazioni sul materasso losangato della Eminflex;
- Ah, mi sono sbagliato...cercavo Giuliacci.
And so on.
Non aspiro ai 434 commenti dei lurker di Dave, ma se qualcuno si facesse vivo anche qui sarei mooooooooolto contenta.
(Ovviamente, soprattutto gli assidui commentatori sono invitati a partecipare, non costringetemi a chiamarvi uno alla volta).
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 11 gennaio 2007 alla qualora 16:32 | Perma...link | commenti (24)
diciamo che sta qui:delurking day
Il sesso non è la risposta. Il sesso è la domanda. La risposta è sì.
Credo di poter tranquillamente generalizzare affermando che il vero new year's day è oggi.
Dopo quei pochi giorni nel limbo delle festività, ti ritrovi a svegliarti di peso (magari all'alba) col cuscino tatuato in faccia e la tua sagoma ancora nel letto, e tu che rosichi.
Non trovi una motivazione valida per uscire dal tepore della tua casa e affrontare il mondo, che proprio oggi ha deciso di riproporsi come set per L'era glaciale 2.
E tu, in tutto questo, ti senti come Mickey in Senti chi parla, che appena nato impreca per tornare nella mamma.
Non sei ancora pronto al tuo primo giorno di scuola, quello in cui dovrai testare le novità che il cambiamento ti ha regalato a fondo perduto.
Poi però pensi che tutto sommato meglio iniziare da subito a metabolizzare, con mine anti uomo e slavine di Guttalax, tutto lo zucchero che hai in corpo, perchè non ne puoi più di essere una meringa ambulante ricoperta di scileppo (e qui, se non sei barese non puoi capire); che se le reti ammiraglie hanno deciso di non trasmettere cavalli di battaglia come Tutti insieme appassionatamente e Pinocchio di Comencini, allora in fondo non era del tutto Natale; che le cose è meglio affrontarle contemporaneamente al genere umano tutto, che da soli.
Allora ti armi di buona volontà ed esci ad affrontare il mondo, con la spada nella mano destra e la borsa dell'acqua calda in quella sinistra (c'è chi è furbo e frega tutti con gli scaldamani).
In fondo, che senso ha potenziare la macchina e non provarla?
Anche perchè, ed è alquanto palese, novità in quantità variabili le hanno vissute in parecchi.
E così pensi alle nuove conoscenze e a quelle che con le vacanze si sono consolidate; agli amici troppo sensibili per poter spaccare il mondo (o quantomeno provare a dargli un cazzotto) e a quelli tanto forti che riescono a sdrammatizzare anche eventi tragici (e qui va tutto il mio affetto e la mia stima al mitico Lando Griffin e ai suoi splendidi genitori).
Pensi a te e al fatto che hai poche certezze (ma buone), che devi tentare di conquistare il mondo ma non prima di esserti fatta del male con una mousse di fragole o con una torta allo yogurt (proprio a farsi male, un cornetto alla libbbidine, grazie), e che male che ti andrà, ti consolerai con la sete di conoscenza accompagnata dal sottofondo musicale.
Pensi al regalo più importante che finora il 2007 ti ha fatto: una vita intestinale regolare.
E' come avere un neonato che ogni tre ore piange per la pappa, e tu che sei niubba ed estranea a questo tipo di mondo lo devi sfamare.
Rivaluti il significato di un'alimentazione corretta, ma rimane un'idea utopica (del tipo: bella la pace nel mondo, ce ne dovrebbe essere a quintali!) perchè continuerai a mangiare topi morti dal McDonald's e a ingozzarti con le prelibatezze che cucini (modesta io).
Fiumi di alcool e uascezze affini: studi scientifici dimostrano, grazie alla teoria della mandria (in natura una mandria rallenta il suo cammino in presenza di elementi vetusti, che chiudono il branco: eliminati questi, la velocità della mandria aumenta considerevolmente) che assumendo un giusto quantitativo di sostanze nocive, le prestazioni cognitive aumentano.
In tutto ciò, non ti rimane molto altro da fare: prendi il cappotto, take it easy e goditi i piaceri della vita.
[E se usi il viagra, take it responsibly].
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 08 gennaio 2007 alla qualora 15:16 | Perma...link | commenti (18)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, mamma tv, non sapreifaccia lei, pensieri sparsi a volte siamo an
Carenze
[Prefatio: il seguente post è ad alto contenuto di minchiate, spoiler e outing, con l'obiettivo mirato di confondere il lettore convinto che l'ermetismo l'avrebbe fatta da padrona]
Sebbene l'odio per l'autoreferenzialità di Gio mi faccia imbestialire, stasera non potrò sfuggirgli.
(Sperando che mia nonna non si svegli per il ticchettìo convulso della tastiera e mi dedichi una sura del corano domattina).
Oggi, dopo esattamente 5 mesi e 5 giorni da
questo, ho messo piede fuori casa da sola, di sera e a piedi. E non nascondo di aver dedicato una meticolosa attenzione ai dettagli in tutto quello che mi circondava (della serie: i miei gomiti spaccano un setto nasale, ma due sono duri da tramortire); nell'ordine, ho apprezzato il fruscìo degli alberi, una porta che si chiudeva, un vecchietto che mi camminava alle mie spalle, e delle voci in lontananza di ragazzi che litigavano per un sette a denari...semplicemente perchè erano un fruscìo degli alberi, una porta che si chiudeva, un vecchietto che mi camminava alle mie spalle, e delle voci in lontananza di ragazzi che litigavano per un sette a denari.
Ah, e sia chiaro, mi sono anche
guardata le spalle (non si sa mai..).
E mentre il freddo mi tagliava la faccia come fa il compressore quando lo avvicini troppo alla vernice della Inquecento, ho iniziato a pensare quante probabilità ci fossero che potesse accadere di nuovo, magari con esiti meno fortunati della volta precedente.
Eccheccazz, due volte alla stessa persona non si può sentire.
Carenze di passaggi? No.
Semplicemente, carenza dello scherzo giusto al posto giusto (o per meglio dire, una battuta infelice nei confronti di una che si sente in colpa per il solo aver scomodato la gente, e per far sì che nessuno la aspetti accelera i tempi e viene meno a bisogni importanti, tipo verificare se è opportuno portare il nipote in ospedale. Ma le giustificazioni non servono, go on).
Cerchi di dare meno fastidio possibile, e ti ritrovi nel torto: ti inquini parte della serata e sei costretta a sorbirti gli sfottò sulla befana senza il gusto di controbattere.
Carenza di voglia, ma anche di zuccheri: nessuno si è ricordato di regalarmi neanche una mentina.
Carenza di considerazione da parte degli altri (eccezion fatta per le persone, pochissime...stavolta una, con cui adori sguazzare in ragionamenti di ogni tipo e di qualsiasi latitudine. Denghiu.), con conseguente ribasso dell'autostima (che mi sta grattugiando gli attributi che non ho mai avuto per quanto tocca il suolo).
E dopo esserti abbioccata a guardare l'interminabile partita di biliardo e aver provato ad imparare la briscola, arriva la carenza di soldi nel gioco più idiota che esista: il piattino.
E' arrivato il momento di tornare a concedersi al letto, che forse è l'unico in cui ultimamente, oltre al tepore, trovi sicurezza. Non prima di esserti sottoposta a qualcosa di cui avresti voluto volentieri fare a meno: chiedere di accompagnarti a casa.
Spavalda e temeraria sì, ma cogliona no.
E pensi a quante probabilità ci fossero che potesse accadere di nuovo, magari con esiti meno fortunati della volta precedente.
Ma anche no.
In fondo, un briciolo di autoconservazione dopo l'illuminazione della storia del branco, dei neuroni e dell'alcool mi è rimasta.
Probabilmente sono tutte seghe mentali.
Quasi sicuramente ho problemi di comunicazione con la gente (ineluttabile carenza di coraggio).
Presumibilmente, mi sento sola e ho voglia di una (laddove
una è intenzionalmente mirato ad un obiettivo preciso dotato di nome e cognome) compagnia, ma non ne sono ancora del tutto sicura.
Carenze d'affetto con glassa di carenze di nitidezza.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 07 gennaio 2007 alla qualora 02:54 | Perma...link | commenti (13)
diciamo che sta qui:pensieri sparsi a volte siamo an
La circonvenzione di incapaci in Italia è reato
Lo afferma l'articolo 643 del codice penale, e a quello difficilmente si sfugge (a meno che tu non abbia casa ad Arcore e Bondi come giardiniere).
Oggi credo di poter affermare di essere incapace.
C'è qualcosa che non va, dato che non è normale venire meno alle funzioni vitali primarie (maledetto Maslow) per dedicarsi continuamente alla stessa attività.
[No, niente film di Rocco].
E penso anche, ma seriamente, di essere
borderline.
Il problema è che penso, troppo, e alla stessa cosa.
Sarebbe stato bello essere lobotomizzati (perchè la sottoscritta con la lobotomiaportamivia's way of life non ha sbagliato una mossa) e avere come obiettivo costante quello di sbrodolarsi addosso più bava degli altri, ma la natura è infame, e Leopardi, sebbene fosse cieco, c'aveva visto lontano.
[Panariello, here I am!!!]
Si accumulano così una serie di riflessioni forti, ma che devi tenerti per te, altrimenti il vespaio si ingigantisce e le reazioni diventano del tipo "
davvero? mah...non mi convince perchè bla bla bla", oppure "
iiiiiiiiiiiiih...io lo sapevo perchè in realtà si vedeva già", o ancora "
no, ma sei sprecata così..."; e siccome tu in genere ci rimani male se ottieni risposte non conformi al tuo pensiero, perchè la natura infame ti ha fatto essere umano e gli essere umani fanno così, allora non ti rimane altro da fare che iniziare a mandare gli input a chiunque, in modo da non rimanere fregata: se ti va bene, allora per metà l'avevi detto, se ti va male hai il diritto di negare tutto.
Alla fine te ne fregherai delle risposte non conformi, ma i loro scheletri nell'armadio faranno numero e scomodo vicinato ai tuoi abiti di Dolce & Gabbana.
L'ermetismo ti entra nei capillari, e anche per dire il solito
sei una zoccola a tua sorella userai dire "
guarda, credo di aver intravisto una lunga coda, che si abbina molto bene con la tua nuova pelliccia color antracite".
Feedback? Forse, ma per sicurezza compro una vocale.
Mi sto rovinando, decisamente.
Avrei potuto tranquillamente parlare di Saddam e della tecnica di impiccagione (meravigliosa, tanto che se dovesse andarmi male il lavoro da ammaestratrice di zecche, voglio fare la boia), e invece mi perdo nelle puttanate e mi sento ancor più idiota.
Il 2006 oltre a due kili e mezzo di pancia e culo, si è portato via anche la schiettezza.
E temo che l'unica cosa che dovrò fare è ricommettere lo stesso madornale errore che ha caratterizzato il mio 2003: vuotare il sacco.
Altrimenti, stavolta giuro di diventare lesbica.
E l'autostima va a puttane.
[
PostStronzataAutoreferenziale: questo blog inizia ad essere popolato da troppa gente nota; qualora il contenuto dei post non sia chiaro, siete pregati di rivolgervi alla titolare; tale post fa eccezione: se vi viene l'aggigghio, flagellatevi e fatevelo passare, o se preferite, la roulette russa rimane sempre un gioco affascinante].
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 05 gennaio 2007 alla qualora 01:52 | Perma...link | commenti (8)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli
Nothing's changed on new year's day
Tutto, tranne gli u2 e qualche altra costante sparsa.
Tipo i bambini che tirano i botti nel cortile di casa. Gli stessi bambini incuranti del fatto che se io uscissi, loro non arriverebbero all'Epifania.
La violenza indotta è una delle costanti sparse suddette.
E' pur vero che il Natale è iniziato con orde di complimenti al polonio, ironici ma divertenti quanto un tè alle cinque con la Guardia di Finanza per Ricucci (o per qualsiasi altro evasore o hacker).
A Capodanno, dopo essersi distrutti i piedi pestati ed emaciati, e soprattutto dopo non aver potuto godere della letizia dei divanetti "allevia dolore podalico" a causa di accoppiamenti promiscui e dal dubbio gusto (se tu lettore ti senti coinvolto in prima persona in quanto protagonista della vicenda...sperjm ca t'accidn!!);
dopo palpate varie provenienti dai coniugi più alti del mondo (e anche qui qualcuno potrebbe sentirsi chiamato in causa), le laringoscopie della coppia che scoppia a capodanno, come i migliori botti di capodanno (ma mi sia concesso: questa bomba aveva il timer tarocco, spacciato per svizzero ma in realtà proveniente da Napoli);
dopo
ho visto cose che voi umani, cinte volanti e persone invitate a lasciare la pista, Luca Agnelli alla consolle, lo strobo che prende gli occhi e si accoppia con l'Augmentin provocando effetti allucinogeni e sfiorando l'epilessia, privè bellissimi fin quando non scopri che lo condividerai con altre 40 persone, tentativi di rissa sedati in nome del cuba libre; pali presi e gelosie di cui qualcuno era all'oscuro...
...dopo tutto questo
si dorme.
Tutta la giornata ovviamente.
E chi dorme a Capodanno, dorme tutto l'anno.
Senza bilanci, perchè nulla è cambiato dal 31 all'1, a parte un sei che si è rotto i coglioni di essere tondo ed inizia a mostrare le protuberanze piuttosto che le rotondità.
Come dire: tiriamo fuori gli attributi, smettiamola di fare le femminucce.
Roba di tutti i giorni insomma...
nothing's changed on New year's day.
Fino a quando ti svegli che già il tg5 della sera è finito, e nel dormiveglia ti lasci catturare dal gioco dei buoni propositi, come accade coi venditori porta a porta della Worwerk (che poi alla fine ti ritrovi con quattro folletto e tre Bimby, e sai già che faranno la polvere).
Solo che ti ritrovi senza un euro, e alla fine della fiera il venditore andrà via senza esser riuscito nel suo intento di imbonitore...ma tu alla fine il Bimby ce l'hai già e non ti interessava comprarne un altro.
Ogni pretesa è vana: per i prossimi 365 giorni continuerai a bere tè verde a volontà e ad evitare la colazione come di consuetudine, ad alternare periodi di fame congenita ad altri di ascetismo alla ricerca del nirvana, ad idolatrare il fascino di Rocco Tano e la musica degli u2, ma soprattutto a concederti totalmente nel bene e nel male, senza alcuna riserva.
Ma soprattutto, non potrò fare a meno di continuare ad essere spettatrice di quello che accade intorno, alternando momenti di assoluto nichilismo ad altri di menefreghismo, o ancora ad una partecipazione attiva e osannata.
I 365 giorni passati ci hanno portato orde di avvenimenti: l'anniversario di nascita di Mozart, le gioie sportive di Torino e di Berlino (quelle di cui ti vanterai coi nipoti...), il pallone d'oro a Cannavaro e l'addio di Schumi, la Juve in serie B, i dolori dei bambini scomparsi o uccisi (questi con molta probabilità li eviterai), la cattura di Provenzano e l'impiccagione di Saddam Hussein (anche qui: io c'ero), la morte di Welby e le nozze di Tom Cruise, vallettopoli, muore Romano Mussolini, la destra perde le elezioni e Berlusconi afferma che in Cina si bollivano i bambini (surclassata dall'epiteto sull'elettorato coglione), muore la Fallaci, va via il mitico Ciampi, la finanziaria ad many many more.
2006, nonostante le tette mi piacevi molto; il 2007 però, ha il fascino dell'ignoto, ma ci si augura abbia la stessa imprevedibilità premestruale che di te rimpiangeremo.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 02 gennaio 2007 alla qualora 12:36 | Perma...link | commenti (6)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei