Baresità a gettoni
Ci hanno voluto da sempre tutti uguali, quando in realtà uguali non siamo.
Lo sa pure la Legge ormai.
Così, anche nello stesso territorio ritrovi disuguaglianze incolmabili che ti rendono distante da chiunque.
E trovare qualcuno che rimpianga i Danup (io i Fruttolo, causa nipoti, li mangio ancora...e anche i Plasmon) alla fragola o che assegni colori ai giorni della settimana non ti aiuterà a stare meglio.
Inizi a trovare rifugio nel senso lato di appartenenza, nelle caratteristiche peculiari della tua gente.
Inizi ad individuare tutte le caratteristiche comuni della tua zona, e progressivamente inizi a definire quanto ti appartengano.
E per una serie di viaggi mentali, ti ritrovi a soffermarti sulle peculiarità del barese medio.
Io, che vivo una frase di meticolosità mostruosa pari che mi avvicina irrimediabilmente al Verdoniano Furio di
Bianco rosso e verdone, c'ho fatto una lista random.
Piccole precisazioni:
- Esistono delle differenze interne che sono degli abissi. Così, Noicattaro non è propriamente Bari, che non è propriamente Triggiano, che non è propriamente Capurso, che non è affatto Palese, e così via.
- Il titolo sarebbe dovuto essere Baresità in pillole, ma data la familiarità del barese con la droga, ho preferito evitare; avrei optato per Baresità in postille, ma presumo venisse presa per una bestemmia. Sicuramente i gettoni sono concettualmente più vicini.
- Eviterò di apporre le mie solite e risolutive delucidazioni riguardo tecnicismi: qualora qualcuno avesse necessità, le apporrò tra i commenti (solo se mi va).
- I punti sono 33 non per imitazione del post precedente, ma per una ferma convinzione: Cristo non si è fermato ad Eboli...si è fermato a Bari.
[E se dovesse riscuotere consensi, potrei compiere la medesima operazione per Noicattaro].
Il vero barese...
1. Beve solo ed esclusivamente Peroni da tre quarti (e lotta contro la diffusione della
Dreghèr nojana da 33 o della Raffo tarantina).
2. Ha mangiato almeno una volta i frutti di mare sul porto (contrastando la concorrenza sleale della costa di San Giorgio): in particolare, si esibisce nel risucchio di ricci (rabbrividendo all'idea che in Giappone li credono velenosi) o taratuffi.
Corollario 1: All'estero, ha gridato almeno in un ristorante la mitica frase
Giovane, spacchi due cozze.
Corollario 2: Almeno una volta nella vita è finito in ospedale per il tifo, e gli stadi non c'entrano nulla.
3. Riconosce come sport ufficiale il Gioco della birra, anche se gli tocca fare il
sott.
4. Si riconosce dai gadgets della auto: santino di Padre Pio, sciarpa del Bari e stemma della società accanto alla targa.
5. Da '90 al '95 ha fatto almeno un abbonamento al San Nicola.
6. Ha le maglie di Igor Protti, David Platt e Joao Paulo.
7. Se di sesso femminile, ha partecipato almeno una volta alla nottata delle zitelle nella Basilica di San Nicola.
8. Consuma abitualmente (o lo ha fatto perlomeno una volta) sgagliozze e bopizze, altrimenti le vende.
9. Conosce a memorie tutte le canzoni di Toti & Tata e le trame delle loro sit com.
Corollario: Sa tutte le battute di Solfrizzi in
Selvaggi.
10. Ha visto con commossa partecipazione tutte le puntate de
Le Battagliere.
11. Ha come profeta Gianni Ciardo, e scambia i suoi detti (
sopra alla nonna o
abbasso alla commara?) per il Bignami.
12. Ha fatto almeno un bagno a Pane e Pomodoro, contraendo in un sol colpo ebola, malaria e febbre gialla, ma soprattutto affrontando l'impresa con la stessa fermezza con cui un induista fa le abduzioni nel Gange.
13. Si esprime in un linguaggio comprensibile solo dai suoi simili: usa cadenzialmente interiezioni tipo
Moh e ch cous,
Mataux, e sottili metafore come
Vai a rubare a San Nicola o
Ne hai fritti di polpi.
14. Compra la
Gazzetta del Mezzogiorno, ma la usa solo per foderare la cuccia del cane o la gabbia del canarino.
15. A distanza di decenni è ancora convinto che
Business serva a tappezzare la macchina quando ci si infratta.
16. Usa passare la domenica mattina dilettandosi nella sacra arte dell'arricciamento del polpo.
17. Consuma periodicamente panini alla
chitemmurt o
chitestramurt dai
panemmerda, o i panzerotti
al cofano.
18. Riconosce come piatto nazionale le
orecchiette alle cime di rapa, che consuma almeno una volta a settimana.
19. Ha assistito almeno una volta ad uno scippo a Bari vecchia.
20. E' stato sfiorato più di una volta dal pensiero di comprare un appartamento a Punta Perotti.
21. Il grado di pericolosità di un barese si racchiude in un monito:
IAPR L'ECCHJ...
22. Ogni padre barese aspetta il momento giusto per dire al figlio:
ti devo imbarare e ti devo perdere...
23. Se ti chiami Nicola, esistono notevoli probabilità che tu abbia origini baresi.
Corollario: Se quando ti presenti col solito
Piacere, Nicola ti senti rispondere
Questa è la mano e questa è la ciola, allora ti trovi di fronte ad un barese.
24. Ogni cuoca barese conosce una sola certezza:
La mort d'u pulp iè la chpodd.
25. Quando segna a calcetto, costringe la sua squadra ad esultare col trenino.
26. Conosce la Questura in quanto palazzo del piazzale dei Battiti live.
Corollario: per il barese un po' più elevato, la Questura è il palazzo accanto al parcheggio del Piccinni.
27. E' FERMAMENTE convinto che
Se Parigi avesse lu mèr sarebbe come una piccola Bèr. E lui a Parigi non ci è mai stato.
28. Se un inglese gli scrive
Kiss so love me, si guarda intorno per capire chi ha fottuto le uova dell'inglese.
29. Può vantarsi di aver indossato negli anni '90 la mitica tuta acetata.
30. Parcheggia in seconda fila ANCHE con la bici.
31. Se negli anni '90 era un bambino, è cresciuto con la convinzione che esistessero davvero bambini come Cosè Cosè.
32. Il vero barese
CANOSH A SADDA'MM!
33. Nonostante il Bari in B, il Petruzzelli ancora in rovina, gli autoradio che spariscono, i parcheggi che sprofondano...ha ancora il coraggio di cantare:
Cuss addo stam iè u megghj paise.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 28 febbraio 2007 alla qualora 01:14 | Perma...link | commenti (42)
diciamo che sta qui:nessun posto è casa mia, ariamara
33 volte Nuvolapazza
Siccome la mia indole da cazzona mi richiama all'antico amore per i test o pseudo tali, non posso fare a meno di rendere partecipe la blogosfera di quest'ultimo.
Ecco a voi, sìore e sìori,
la nuvolapazza in 33 punti.
E' idiota, quindi lo faccio.
[E so già che qualcuno i 33 punti sulla nuvolapazza li preferirebbe vedere di sutura, in testa magari (e in tal caso ne mancherebbero altri 31)].
Ovviamente, per completezza di informazioni, il suddetto va a completare
questo.
1. Non posso fare a meno di constatare la veridicità di frasi quali
tu sei la donna più ridicola del mondo (datata oggi: denghiu Sara!) quando su msn inserisco firme tipo
"Next exam: teorie e tecniche del panzerotto sul cofano (in alternativa a psicologia del panino alla chitemmurt)".
2. Sebbene qualcuno mi dica che non è una valida giustificazione, quel vincenziano e ormai storico
Certe volte non ti capisco racchiude il mio universo (e sia ora che ve ne facciate una ragione: sono difettata alla nascita, e mi va bene così).
3. Solo questo Natale ho scoperto che l'assegnare un colore ai numeri o ai giorni della settimana è una pratica che fanno in pochissimi (povero mondo senza gusto...).
4. Ho capito il significato di catena (intesa in senso logico) a 4 anni, quando notai che mia sorella picchiava a sangue me, ma mio fratello picchiava a sangue mia sorella.
5. Divido il mio amore tra mio fratello e sua figlia, ma anche Fuffy sta guadagnando terreno: in fondo, un bambino che usa supposte alla menta e quindi fa la cacca profumata (e gli si profuma anche l'alito!!) poteva nascere solo a casa mia.
6. La mia arma non è il carisma, ma la violenza. E funziona più del carisma. (uahuahuahau).
7. Credo fortemente che ogni persona sia la risultante di quello che ha vissuto da piccola. Nel mio caso, io sarei frutto di una commistione di generi che vanno da
Felicità di Albano e Romina a
Carletto il principe dei mostri, passando per i
Fruttolo e i
Danup alla fragola (porca mignotta quanto mi mancano).
8. Sono fermamente convinta di esser nata nel decennio sbagliato: fossi stata mia madre (che è nata nel '56) sicuramente non sarei arrivata al 2007 (causa effetti devastanti degli anni '70).
9. Non tollero in nessun modo quelli che scrivono con le K o con le abbreviazioni quando non ci sono limitazioni di spazio:
shcusatemi se insisto, so' fondamentalista.
10. Amo le mie radici pugliesi (connotate dalla baresità culturale di varia natura, dal dettame della
Peronidatreqquarti accompagnata al polpo e ai ricci, fino a Toti & Tata).
11. La tv è la mia maestra. La tv è la mia religione.
12. Dal 2003 tradizione vuole che io immerga le mie sacre spoglie nell'acqua marina in data 13 marzo, esattamente una settimana prima del mio compleanno; l'anno scorso, causa imprevisti fisiologici, ho rischiato la polmonite solo un mese dopo.
13. Rocco Siffredi è l'uomo più intrigante dell'universo.
14. Il Giappone è il futuro, la contraddizione umana nella sua costante evoluzione: se non riuscirò ad andarci almeno una volta nella mia vita, allora il mondo imploderà e Di Pietro inizierà ad azzeccare i congiuntivi.
15. La sperimentazione culinaria e i cocktail improponibili sono il mio forte: il picco massimo è stato raggiunto dalla nuova frontiera del Cosmopolitan: latte e Bacardi Breezer.
16. Riesco a guardare interamente La corazzata Potemkin senza addormentarmi. E con interesse.
17. Uno che io riesca a sopportare (e che, in buona sostanza, mi sopporti) non l'hanno ancora fabbricato. E forse è meglio così.
18. Sebbene sia la mia parte fisica a cui più tengo, faccio vivere ai miei capelli una vita sregolata, affinchè pure loro elaborino una filosofia di esistenza. Raderli a zero senza preavviso o crescere dreadlock sono pratiche che non destano più scalpore.
19. Piuttosto che a votare a sinistra, voterei per i teletubbies.
20. Se fosse ancora vivo e fosse ventenne, mi farei volentieri Syd Barret (cioè
lui).
21. Ritroverei volentieri la mia dimensione come ammaestratrice di zecche.
22. La mia principale attitudine a scuola era organizzare i trenini quando si faceva sciopero, o andare a lezione col pigiama di Winnie Pooh.
23. Quando sono in nullafacenza divento pericolosa. L'ultima volta che è successo, sulla soffitta della mia camera si sono materializzati dei mandarini (gli agrumi) che organizzavano una battaglia contro le Banane in pigiama (10 punti a chi ha visto almeno una puntata). Oppure, mi invento le religioni.
24. Posso stare ore intere a contemplare qualcosa. Rimanendo immobile.
25. Seguendo la legge del
Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te, cerco di essere quanto più discreta e fricchettona possibile, ma sporadicamente il coinvolgimento (maledetto) verso il cosmo mi fotte.
26. L'unica legge morale che seguo è: qualora qualcuno sgarri, è bene che inizi a scegliere di che morte morire. Fanno eccezione una ristretta cerchia di gente eletta, alla quale va la protezione della sottoscritta.
27. Se è vero che Dio esiste, allora è donna e soffre sia di sindrome premestruale che di folti peli superflui: altrimenti, non si spiegherebbe come mai si accanisca contro il genere umano.
28. Non esiste cosa peggiore che sentire, nel pieno della notte, il ronzìo di una zanzara che si avvicina al tuo orecchio mentre tu dormi e sogni di annegare in una mousse alla fragola.
29. Uno degli episodi che ha segnato la mia infanzia, oltre a quello dell'uomo ragno, è stata la mia prima presa per il culo (subita): mi è servita a capire che gli alberi degli zecchini sono un'invenzione di Collodi, che mia sorella per 50 lire avrebbe venduto l'anima a Milhouse, e che mio fratello pur di divertirsi paraculerebbe la sua meravigliosa sorella minore (cioè io).
30. Non capirò mai la logica di mercato che va a discapito della qualità, specie in televisione: non capirò mai che senso ha pagare il canone Rai quando i contenuti sono gli stessi delle reti commerciali (e non è detto che questi siano salvabili)
31. Il mio sogno nel cassetto, ora come ora, è vedere Prodi implodere con una scorreggia.
32. Se potessi reincarnarmi in qualcun altro, sceglierei senza alcuna ombra di dubbio mio nonno.
33. Molto spesso non riesco a mettere d'accordo le mie personalità multiple:
Siamo in tanti qui dentro, ma io non sono Eva Henger.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 26 febbraio 2007 alla qualora 22:08 | Perma...link | commenti (32)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei, test mio caro test
Storie di colombe indigeste
Mi scuso in anticipo per il tono che verrà usato.
Non solo mi hanno posticipato l'esame, ma è anche
caduto il governo.
Hanno assaporato il panettone, ma non arrivano alla colomba.
In memoria di
questo.
E ora, scusate: UAHUAHAUHAUAHAUHAUAHUAHAUHAUAHUA AUH UAHAUHAUAHAUHAU HAU AHUAHUAHAUHAUAHAUAHU.
(Tutti con le schede elettorali alla mano).
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 21 febbraio 2007 alla qualora 20:37 | Perma...link | commenti (42)
diciamo che sta qui:io non mi sento italiana
A Celentano gli famo un baffo
Mentre mancano poche ore ad uno degli esami cruciali e non ho ancora deciso se farlo o meno;
Mentre nell'indecisione mi gioco il tirocinio (forse) in un caso o la tesi nell'altro;
Mentre il papa decide di fare le manifestazioni come i comunisti (almeno su questo sono d'accordo);
Mentre nel mondo nasce una bambina che pesa
quanto un panino del McDonald's...
Abbiamo raggiunto i 24.000
quindi...
24.000 baci per tutti.
Divideteveli come vi pare,col proporzionale o maggioritario...ma soprattutto, con la modalità che più vi aggrada (ovviamente, se siete di sesso femminile evitiamo le slinguazzate e i succhiotti...ogni riferimento a potenziali lesbiche è puramente casuale).
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 20 febbraio 2007 alla qualora 20:22 | Perma...link | commenti (14)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei
Un sabato che allunga la vita e fa grattare [ma anche: I sogni son desideri? (37)]
La prima cosa che ho fatto stamattina, con gli occhi umidi e appiccicaticci, è stata visitare il blog di Domi.
Solo allora mi sono ripresa del tutto e ho capito che stavo sognando.
Ho realizzato che il pecorino romano di ieri sera mi si era piazzato sullo stomaco e aveva prodotto aggregati onirici non meglio definiti (un po' come i capelli di Moira Orfei).
Ho deciso, tra l'altro, che semmai qualcuno avrà il coraggio di riproporre
Notti di Plenilunio, sarà deportato nel mio lager-cantina a fabbricare bottoni insieme ai bambini che ho prigionieri.
Notti di Plenilunio, ovvero: un posto in cui il solo fatto che stai consumando aria, ha un prezzo: 3 euro (quanto un petto di pollo praticamente).
E se vuoi una bottiglia d'acqua, gli euro sono due: se stai simpatico al personale ti portano pure il bicchiere, altrimenti a canna. Se poi vuoi fare lo sborone e prendere una Coca, allora gli euro raddoppiano.
Consumazione obbligatoria di 15 euro, facilmente raggiungibili considerando che il prezzo di un panino o una crèpe (salata o dolce che fosse) si aggira intorno agli 8 euro, per non parlare dei secondi e del fatto che non ci fossero pizze et similia: la varietà del menù, infatti, era pari a zero, come tra l'altro la fantasia del padrone che chiama il suo locale
Notti di Plenilunio e il ristorante fuori porta
Plenilunio alla Fortezza (tra l'altro, per non smentirsi, fonti attendibili parlano di cibo schifoso, avariato e poco cotto).
Prezzo elevato, ma locale molto carino: in compenso, personale con ritardi cognitivi (sbagliano una baguette per ben due volte, tra l'altro alla persona con più allergie alimentari al mondo, e non si è sprecata manco stavolta); target composto da coppie adulte o ragazzi MOLTO vip (e per molto intendo MOLTO, tanto da esser disposti a pagare 2 euro per una bottiglietta d'acqua), musica lounge all'inizio (ma non lo era: un cd passato due volte con rosario flores, 4non blondes, antonacci, e altri che ho rimosso) e dopo disco (leggi: anni 80 mista a Jamelia e Fatman Scoop...molto ma molto commerciale).
Poi la gente va via, e capisci che quei 15 euro avresti potuto spenderli in Ciccpolente o Frizzipazzy, e ti saresti divertita di più.

Se il preludio era quello, la notte non sarebbe stata delle migliori.
Il setting era un viaggio in America con una Ford Escort e un parentado, al di sotto della montagna di Hollywood, sulla quale troneggiavano cartelli che obbligavano al silenzio (altrimenti franava tutto) e con gente che faceva bunjee jumping con degli enormi elastici di mutande.
Arrivavamo in
Texas, dove c'era l'Auchan.
Qui un gruppo di yankee si incazzava come galli cedroni perchè avevamo gettato uno scontrino per terra, e io mi prodigavo in un discorso denigratorio sui texani e sul fatto che Bush, non a caso, sia nativo del Texas.
Entrati nell'Auchan alla ricerca del negozio della Nike per fare incetta di scarpe, ero costretta ad un pit stop in un negozio di caramelle, dove Kikkuz mi versava sui capelli del succo rosa di Mashmellows (che, sia chiaro,
non esiste).
Sacrilegio! I capelli perfettamente stirati (alla faccia di qualcuno a caso) si arricciavano...e io scoppiavo in un pianto a dirotto.
Era solo un sogno.
Mia madre mi svegliava. Ero in una camera che non era la mia, in una casa che non era la mia.
Mi si diceva che era morto il nostro pizzaiolo di fiducia. E lì il finimondo, fino a quando non sbucava dal bagno il morto.
Chiedevo spiegazioni, e mi si diceva che era ancora vivo, ma avendo venduto una macchina piena di cocaina, dei mafiosi l'avrebbero sicuramente ucciso, quindi si preparava già il funerale.
[Piccola nota: l'unico abuso di costui è l'abusare della mozzarella sulla pizza, e non a caso sua zia è proprietaria delle storiche onoranze funebri di Nojaland].
Il funerale avveniva sul mare, e io ero inconsolabile: il prete della situazione era
Berlusconi, che prima passava su uno schermo delle foto di auto, e poi spiegava la salsa portoricana.
Inspiegabilmente, il pizzaiolo morto diventava il padre di Dominga, e io mi struggevo dalla disperazione.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 18 febbraio 2007 alla qualora 12:14 | Perma...link | commenti (6)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, dreams are my reality, non sapreifaccia lei
Out of order
Checchè (o Checche) se ne dica, ci rifacciamo il trucco anche noi, sebbene ci richiedano una plastica intera o un viaggio a Lourdes.
Per il nuovo template devo ringraziare essenzialmente due persone: Peste di corridoiovirtuale per l'intercessione (una simpatica e pazza ragazza che non sa camminare sui tacchi, che fisicamente è un rottame e se starnutisce le si incrinano le costole) e Sara che ha fatto il resto.
Mi sono permessa di apportare qualche modifica a mio piacimento, e soprattutto senza far danni.
Sarò di parte perchè l'ho commissionato io così, ma è venuto troppo figo. Non c'è storia.
Il verde acido è facilmente assimilabile alla mia causticità, ci sta alla grande.
Le parentesi graffe, manco a farlo apposta, sono i simboli che più amo imprimere sulla carta.
Out of order...perchè io guasta ci sono nata, e questo è un dato di fatto (a proposito, la foto è rubata da flickr, metto le mani avanti per eventuali denunce).
E il cuore, in fondo ce ne ho uno pure io.
Guasto pure lui, ovviamente.
(che vi pare? che vi pare? che vi pare?)
Degno di nota...della serie: c'erano in pochi e la devo scrivere afforz!!
Biblioteca, un pomeriggio sui generis.
Peppo cerca di trovare una malattia per i sintomi di AleKnow (la stessa del tè di colore)
Peppo: hai paura della luce??
Ale: no...dei ladri!
Peppo: ladrofobia...ladrofobia...
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 17 febbraio 2007 alla qualora 20:26 | Perma...link | commenti (10)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei
Cose che meritano
Voglio
ASSOLUTAMENTE conoscere la mente perversa che è sbarcata qui cercando
DIARREA IN TRENO
Se poi si scopre essere un individuo di sesso maschile di bellezza media (altrimenti me lo metto sul comodino), non troppo alto (dall'alto del mio metro e fetta al latte, ovviamente messa in orizzontale) e soprattutto simpatico, gli offro la cena per domani sera.
[A proposito di cose serie: cercasi faustini per festeggiare tutti insieme appassionatamente].
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 13 febbraio 2007 alla qualora 13:38 | Perma...link | commenti (16)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei
USA 2008 for dummies
(E con questo, credo di aver preceduto la maestra
Lexi).
Se fossi nata in America, quasi sicuramente avrei votato per i democratici.
I democratici americani, c'è da riconoscerlo, non hanno un equivalente italiano: loro la democrazia (e sia chiaro: il concetto di democrazia non è lo stesso inteso da Bush) l'hanno vissuta davvero, noi il comunismo non l'abbiamo mai avuto (per fortuna): ci siamo limitati ad appendere il poster di Che Guevara in camera oppure abbiamo sbagliato candeggio perchè, come avrebbe detto Paolo Mieli, la nostra sinistra è rosa, non rossa.
Mi attira in questo periodo, più che parlare del "nostro" presidente patacca, dello scambio epistolare tra Piersilvio e Veronica, delle elezioni francesi, una sola cosa: le
elezioni 2008 negli States.
Inizialmente e senza documentazioni valide, credevo che l'amata Hilary (e non parlo della Blasi), la donna che ha ricordato al mondo che molto spesso, nonostante tuo marito si sia concesso ad una fellatio nella stanza ovale e anche su Saturno hanno sputtanato la faccenda, i sentimenti vincono su tutto, e la dignità di donna (ma prima ancora, di persona) non viene lesa: io però, al posto suo, mi sarei levata lo sfizio di emulare Lorena Bobbit.
Poi giorni fa, mentre mi compiacevo del mio talento nel fare l'amatriciana, sono stata attirata dall'inconfondibile tastiera di
The city of blinding lights, e ho cambiato idea.
Devo ammetterlo:
nonostante la famiglia Clinton mi stia particolarmente simpatica;
nonostante mi fossi già preparata all'imitazione di Chelsea da parte di Oreste Lionello;
nonostante Bill sia stato il presidente americano più "giusto" dell'ultimo ventennio;
e, soprattutto, nonostante mi aspettassi un secondo sex gate e mi vedessi già seduta sul divano con un bicchierone di tè verde, pan di stelle e telecomando alla mano per seguire in diretta l'Impeachment,
la Clinton non avrà il mio supporto.
(Ed è inutile che mi chiami, tanto non cambio idea, a meno che tu mi offra la sottopresidenza).
La speranza dell'America ha un nome, un cognome e un colore di pelle:
Barack Obama.
E ho
dodici (e sottolineo dodici, non dieci)
buoni motivi per farlo salire alla Casa Bianca:
- E' giovane (italiani, prendete esempio per favore!);
- Adora alla follia gli U2, apre i suoi comizi con The city of blinding lights e li conclude con Vertigo;
- Ha affermato che non esiste un'America dei democratici, una dei repubblicani, una dei neri e una dei bianchi: esiste l'America;
- Assomiglia a Denzel Washington, e io John Q lo guardo con ammirazione;
- Il suo sito è più informale del suo;
- Sulla sua testa non vedremo mai quelle odiosissime meches bionde che coprono i capelli bianchi (Hilary, l'età passa anche per te);
- Perchè quando sbaglia, lo ammette e fa mea culpa;
- Sua moglie non è maniaca sessuale;
- E' l'unico talmente tanto sovraesposto da esser riuscito a far passare Pari Hilton per una reclusa;
- Ha un uso della sintassi e della grammatica (oltre che del congiuntivo) talmente tanto corretto, che Bush gli ha chiesto di sbagliare almeno una volta, in modo che lui possa paracularlo;
- Perchè è tutto quello che l'attuale maggioranza italiana, purtroppo, non è;
- Perchè quel famoso I have a dream riecheggia nelle sue parole, e il mondo non l'ha dimenticato ancora.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 11 febbraio 2007 alla qualora 14:07 | Perma...link | commenti (19)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei, pensieri sparsi a volte siamo an
Dal Vangelo secondo Johnny Cash
I hurt myself today
To see if I still feel
Il guerriero si fermò a guardare il nulla, contaminato dal sole che si ritirava dalle scene.
[I focus on the pain, the only thing that's real].
Si girò per guardare quello che aveva appena vissuto, forse per l'ultima volta, e vide cose già conosciute, forse vissute troppe volte ormai.
[The needle tears a hole, the old familiar sting].
Pensò alle azioni appena compiute, a quanto gli erano costate e al male che aveva provato nel compierle.
[Try to kill it all away, but I remember everything].
E si ritrovò solo, come sempre: lasciata alle spalle per l'ennesima volta la sua vittima.
[What have I become? My sweetest friend. Everyone I know goes away].
Ma in fondo, non poteva dire di no al suo essere che lo comandava.
[In the end, and you could have it all my empire of dirt].
E continuava ad infierire, sul cadavere che implorava la sua pietà.
[I will let you down...I will make you hurt].
Si rigirò verso il nulla, anche il sole aveva abbandonato la scena. Aveva ritrovato se stesso.
[I wear this crown of thorns upon my liar's chair].
L'aveva fatto di nuovo, e non riusciva a pentirsene.
[Full of broken thoughts I cannot repair].
Non c'era ormai più nulla di umano in quello che faceva, se non qualcosa da seppellire.
[Beneath the stains of time the feelings disappear: you are someone else, I am still right here].
If I could start again
A million miles away
I would keep myself
I would find a way
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 10 febbraio 2007 alla qualora 18:25 | Perma...link | commenti (7)
diciamo che sta qui:pensieri sparsi a volte siamo an
Potremmo non uscirne vivi (e non c'erano dubbi)
Which Family Guy Character Are you?

Stewie
Take this
quiz!
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 08 febbraio 2007 alla qualora 09:33 | Perma...link | commenti (15)
diciamo che sta qui:test mio caro test
E se qualcuno ci ostacola, ce lo diciamo alla Cupola
Non sono la persona adatta per disquisire sul pietosismo che la vicenda Raciti porta in dote, tantomeno potrei trovare le forze per farlo dopo 5 ore di trasferta (e mai termine fu più consono) barese.
E' stato detto di tutto, non da meno il
nostro Matarrese che afferma che
i morti del calcio fanno parte di questo grandissimo sistema.
Qui, il mio cervello abbastanza in pappa ha materializzato dal nulla Checco Zalone e le sue famigerate parole:
Brigadiè...scià, la rissa in un matrimonio, ci sta tutta!
Poi ho ricordato il mitico duo Antonio & Vincenzo, e Punta Perotti.
E tutto, nella illogicità, acquisisce senso.
Ma pensandoci bene, da Heysel sono passati 22 anni, mica bruscolini.
Dave ci ha ricordato che coloro i quali venerdì indossavano il passamontagna nero, il giorno dopo hanno messo su il sacco bianco e hanno scortato Sant'Agata per Catania.
Giove, non da meno, ha sentenziato: il cammino dal passamontagna nero al sacco bianco è molto breve, ma quello dal passamontagna nero al pigiama a strisce è lunghissimo.
E come dargli torto??

C'è poi chi, come sempre, ci ha marciato su e ha riesumato il cadavere (e anche qui, mai termine fu più consono) di
quel martire di
Giuliani, che da brigante si è visto intitolare una sala del Senato: anche in questo caso, come con Caruso, il passo dall'estintore al Senato è breve (però c'è da essere onesti: la titolazione la meritava di più Nadia Desdemona Lioce, che il carabiniere lo fece realmente fuori).
E tutto, nella illogicità, acquisisce senso.
Poi arriva l'illuminazione:
la sospensione.
Come al liceo.
D'accordo se la si usa come riflessione: il caso fa notizia, ne parlano tutti, si blocca parte dell'economia perchè ci rimettono sky e il digitale terrestre (oltre che gli stadi e soprattutto i punti di scommesse sportive, che campano sul campionato!)...ma a lungo andare diventa un palliativo per cercare la soluzione migliore.
Il prototipo da copiare c'è ed è quello inglese.
Al momento, abbiamo solo un morto e una trentina di galeotti che tra qualche giorno torneranno a respirare l'aria della Sicilia.
Ovvio che, se consideriamo che al governo c'è uno che prima fa l'indulto e poi fa una proposta di legge contro la negazione dell'olocausto (della serie, come recita sempre Giove: rischio di andare in galera per una barzelletta sugli ebrei a causa di una legge firmata da uno che dalla galera ha fatto uscire i criminali veri), allora capisci che la logica non è di questo mondo, almeno in italia.
E tutto, nella illogicità, acquisisce senso.
[Ma, come disse Vasco in tempi peggiori:
anche se questa condizione, un senso non ce l'ha].
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 05 febbraio 2007 alla qualora 21:45 | Perma...link | commenti (27)
diciamo che sta qui:io non mi sento italiana
Amo la vita, meravigliosa.
Stasera la vulnerabilità è a mille.
Il re è nudo.
Poco più di un mese e mezzo mi separa dal mio compleanno, l'ennesimo.
Ogni volta, uno nuovo: è divertente vedere il pallottoliere che si arricchisce di nuove palline colorate (sperando che il colore della ventiduesima non sia khaki), è un po' come aggiungere i punti quando si gioca a calcio balilla, col gusto del vincitore s'intende.
Stavolta, siccome l'età avanza e pure io rimango vittima delle dimenticanze, inizio a prendere appunti da ora.
Il ventiduesimo (anche questo
non è un numero primo, ed è arancione...quindi mi piace) lo voglio all'insegna delle gratificazioni su tutti i fronti.
Anche per un solo giorno su 365, mi piacerebbe che tutti i miei sforzi per edulcorare quella supposta che siamo costretti a ficcarci su per il deretano mi fossero riconosciuti.
Un pizzico di stima manifestata e non taciuta sarebbe un grande traguardo (che, tra l'altro, io ancora non l'ho capito perchè l'essere umano sia avaro nella comunicazione dei sentimenti...ma detto da me che sono evitante non ha molto senso).
Un grazie, a quattr'occhi, sarebbe pure troppo.
Una persona che si innamori follemente del mio cervello (o della mia psiche, se preferite, o se siete avezzi alle turbe psicologiche) e che non lo consideri un investimento varrebbe anche un viaggio a Lourdes.
E il pensiero (e non solo quello), in tutto ciò, va all'abnorme quantitativo di gente che in questo periodo è vulnerabile più di me.
A quelli che si buttano giù nel pensare che il nichel faccia la differenza.
A quelli che si creano problemi perchè non riescono ad ottimizzare i tempi.
E, perchè no, anche a quelli che c'hanno i calcoli renali e tutte le jatture di questo mondo.
Molti mari e fiumi attraverserò..
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 01 febbraio 2007 alla qualora 23:29 | Perma...link | commenti (43)
diciamo che sta qui:pensieri sparsi a volte siamo an