Nome: Gio Gio... e di certo non sono il mio cognome. Non domandarci la formula che il mondo possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
Pubblicità per noi (ovvero: i caroselli di una volta non esistono più)
Bottoni senza asole
Si ritrovarono scaguratamente dirottati da queste parti
*loading* fancazzisti,
online
stanno trovando una lenta morte in questo momento (chiedo venia per l'alto contenuto di puttanate...ma ve lo siete scelto voi! Non siete obbligati a stare qui! Scappate finchè siete in tempo! Emigrate verso lidi migliori! Un asino che vola!)
Disclaimer (non si sa mai)
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Il template e la relativa immagine sono di mia proprietà e sono coperti da copyright: chi li tocca ha una scarica di diarrea mortale.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 27 giugno 2008 alla qualora 17:36 | Perma...link | commenti
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei
Mi è capitato qualche volta di vedere Pino Scotto in tv a Scorie o sul web, ma da quando ho visto questo video e la relativa risposta delle bimbeminkia, sono rimasta folgorata.
Cioè: è qualcosa di sublime. Ve lo consiglio.
(Ah, purtroppo per la Puglia, le bimbeminkia del secondo video pare siano di Andria).
(ah, se siete deboli di cuore non guardatelo...)
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 25 giugno 2008 alla qualora 14:45 | Perma...link | commenti (15)
diciamo che sta qui:mamma tv
Giuro, mi sto impegnando.
Sebbene non voglia assomigliare a Zoidberg, sto cercando di diventare più scura senza ingappare nell'insolazione, o nell'ustione.
Sebbene il cibo mi zompi in bocca senza che io lo chiami, sto cercando di trattenermi.
Sebbene preferisca di gran lunga Carmit (che purtroppo non c'è più) cerco di non tagliare i capelli (e purtroppo non ci riesco).
Tutto questo perchè ho un obiettivo:
Voglio diventare una Pussycat Dolls.
Anzi: voglio diventare Nicole Scherzinger!!!
(Stando alla tabella di marcia, ci riuscirò tra tre reincarnazioni).
Ognuno conosce, chi meno chi più, la propria fattura.
Sa come la Natura l'ha creato, sa quanto si discosta dalle leggi e dalle imposizioni che la cultura in cui vive e si relaziona gli impone.
Sa che è sbagliato, perchè si discosta dall'ideale di coerenza all'originale. E sa di essere così dalla nascita.
Così, la maggior parte delle volte si ritrova meravigliato davanti alla volontà di fare qualcosa e all'impossibilità di farlo.
E, guardacaso, la causa primordiale è sempre la legge e la morale.
Tutto questo perchè ho bisogno di rendermi conto che voglio fare tante cose, ma per mille motivi di svariata natura, non posso.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 15 giugno 2008 alla qualora 10:54 | Perma...link | commenti (5)
diciamo che sta qui:non sapreifaccia lei
Esiste un limite che la curiosità in teoria non dovrebbe mai oltrepassare, ma io sono un caso a parte.
Il mio limite è stato disintegrato al commento 11 di questo post.
Così, non ho potuto fare a meno di mandare un pvt al personaggio, chiedendo delucidazioni sui parenti nojani, dato che i triggianesi a nojaland sono pochi.
E lì mi ritrovo a leggere: Sinceramente ho un ricordo molto lontano di parenti a Noicattaro, ricordo solo un congome, A****, conosci? Sei tu? Boh, la mia famiglia è grandissima e pensa che solo di fratelli e sorelle mio padre ne ha 8. Puoi dire a tua madre che mio nonno allevava, o alleva, cavalli (per il macello naturalmente!). A Triggiano il 90% dei S******* sono miei parenti, quindi temo che ci sia qualche legame tra di noi :-)
E si dà il caso che A***** sia proprio il mio cognome.
Approfondisco (allibita) dicendogli il soprannome del padre di mia madre, e scopro che è lo stesso suo.
Mia madre, scoperto l'affaire, inizia a tirar fuori gli alberi genealogici di mezza Triggiano, casi di omonimie compresi. Scopriamo così che:
Gli incontri tra Nojaland e Triggiano non si fermano alla Kendro (o alla Superga)
Suo nonno e il padre di mia madre erano fratelli
Suo padre e mia madre sono cugini di primo grado
Io e uelas siamo cugini di secondo grado
Uelas da piccolo, quando veniva a casa, andava a comprare l'aranciata al supermercato con sorm
Il mondo è decisamente troppo piccolo, ma per un fafuoco c'è posto ovunque. Specie con le cattive maniere :)
La mia infanzia è stata costellata dalla presenza di animali di qualsiasi tipo, poichè mio padre era essenzialmente cresciuto tra le pecore e gli agnelli, e mio nonno era il proprietario dell'invidiatissimo parco comunale di Nojaland, con tanto di fauna (equina soprattutto) al seguito.
Così, ho passato le domeniche precedenti all'età della messa a pettinare i pony, a vedere quant'erano curiosi i maiali e rompicazzo i capretti, e a far scappare le papere. Ovviamente, nel ranch di famiglia: in casa il massimo accettabile era un cane di piccola taglia, fino a quando non cresceva e mia madre, che odia i cani, non dava lui le dimissioni.
Dopo aver capito che ormai era diventato possibile conciliare l'amore di mia madre per le piante con l'amore che io nutrivo per i cani, decisi di ripiegare su altri animali. E, considerato che i sogni sui pavimenti di tartarughe marine congelate (oddio, anche l'idea che la nonna le gettasse dal balcone credendole morte quando in realtà erano solo in letargo) non riuscivano a farmi superare l'idea di averne ancora una.
Le testuggini poi, oltre ad essere carnivore e a sfidare la loro lentezza piombandosi verso gli alluci, avevano un brutto rapporto con le forche della legna, che irrimediabilmente mangiavano loro gli occhi.
I gatti ovviamente mi fanno schifo.
Il merlo invece sporcava troppo e non sarebbe andato d'accordo con le eventuali ospitate di Don Oronzo, dato che il mio obiettivo (e quello di mio fratello) era insegnargli tutte le parolacce di questo mondo.
La scimmia era impossibile da avere, perchè significava seguire l'iter di adozione di un bambino occidentale i cui genitori sono scomparsi. E poi mia sorella diceva che bastavo io.
Volevo anche un canguro, ma imparai ad accontentarmi di Skippy in tv.
Il cucciolo di panda poi...mio padre sarebbe stato d'accordo, il WWF molto meno.
Così, decisi di prendere un coniglio.
Salvato dalle grinfie del pastore di Triggiano (non si offendano i triggianesi: da quel popolo c'è da aspettarsi di tutto), quello che stava diventando il mio coniglio trovò dimora in una gabbia che non si sa da dove fosse uscita, ma almeno era confortevole.
Un nome non ce l'aveva, ma me lo invidiavano in parecchi: molto meno mio fratello che, con la Bari nel cuore, vedeva in quell'animale l'emblema del Leccese cagasotto.
E voleva farlo fuori.
Qualche mese dopo, al ritorno dalla scuola elementare, scesi a trovare il coniglio, e ovviamente non lo trovai: pensai fosse scappato, e quella corda attaccata all'attrezzo per i deltoidi non mi diceva proprio niente.
Decisi di farmene una ragione e andai in cucina.
Alla routinaria domanda "che si mangia oggi?" la risposta non mi piacque per niente.
Da quel giorno non solo non volli più nessun coniglio, ma non lo mangiai neanche più.
E ovviamente, capii che l'animo omicida di mia nonna, che aveva fatto della cucina della vecchia casa la scena di continui delitti animaleschi, non si placa neanche davanti alla forza dell'affetto.
Perchè tutto questo? La risposta è semplice.
Perchè oggi ne hanno fatto fuori due. E sebbene abbiano fatto fuori, quasi un anno fa, anche un capretto, all'idea che in casa mia muore un coniglio non mi abituerò mai.
Stanotte ho lasciato maritm perchè una sua amica di scuola di Corato (tettona) era intenzionata a fargli il filo a tutti i costi.
Io in compenso sono andata a studiare a Corato innamorandomi (per ripicca) dell'efebico coinquilino mezzafemmina bruttissimo e dai capelli rossi, senza avvisare nessuno e facendo diventare un'anima in pena mia madre.
Però fino alle 9 di stamattina non mi ci sono più rimessa insieme.
In compenso avrei fatto MOLTO volentieri fuori la coratina tettona, a suon di kung fu.