Eternal sunshine of the spotless mind
Stavi mangiando un gelato al cioccolato.
Lo assaporavi, e ti concedevi a lui con tutto te stesso, con l'ardore che un ragazzo goloso può provare nei confronti della cioccolata.
Avresti voluto non finisse mai, ma nel bel mezzo, ti è caduto per terra.
E ti ha macchiato i pantaloni con una di quelle macchie che è quasi impossibile levare.
Poi un giorno, ti si è presentato davanti agli occhi, quasi dal nulla, un detersivo.
La pubblicità è l'anima del commercio, e ha fatto di tutto per convincerti a comprarlo.
Tu alla fine ti sei voluto fidare e, per soccombere alla necessità di smacchiare i pantaloni e provare la sensazione di tornare a indossarli di nuovo, come fosse la prima volta, hai deciso di comprarlo.
Ti sei svegliato presto e sei andato a prenderlo, mentre lui (a dispetto di ciò che si può pensare di un detersivo) su quello scaffale aspettava solo te e nessun altro.
Hai scartato la confezione, l'hai aperto e l'hai provato, coi piedi di piombo di chi è ancora incazzato nero per quella cazzo di macchia sul pantalone e l'amaro in bocca per non aver portato a termine i progetti che aveva in mente.
Hai visto che, in fondo, qualche progresso c'era stato.
Ma io, la certezza che i pantaloni siano tornati nuovi, non l'ho ancora trovata.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 29 agosto 2008 alla qualora 16:50 | Perma...link | commenti (4)
diciamo che sta qui:
Non vuol dir riempire solo una minigonna
Per onorare la mitica Tatangelo (che mi auguro mi darà la possibilità di cantare le sue canzoni a squarciagola alla prossima festa dell'uva o del crocifisso di Rutigliano): essere una donna è di più.
Si, perchè checchè se ne dica, la donna un passo in più ce l'ha, e lo sappiamo tutti.
E' bello essere donna perchè se vai alle olimpiadi, quasi sicuramente vinci: porti in alto i colori del tuo paese, se ti va bene ti canti pure l'inno, e a casa dicono "cazzo, che grande donna!".
E gli uomini stanno a guardare.
Poi, se ti chiami Federica Pellegrini, allora sguazzi nel gioco delle opportunità: io sinceramente, tra Marin e Kobe Bryant, non so chi avrei scelto, ma una certezza ce l'ho.
La figura di merda del non so parlare l'inglese, quando Kobe parla l'italiano meglio di lei, l'avrei evitata come un cazzotto nelle tette (o una vittoria della Manadou, nella fattispecie).
E' bello essere donna perchè se il tuo computer da un giorno all'altro decide arbitrariamente che è più conveniente per lui fare harakiri piuttosto che continuare a sottostare le tue volontà, puoi trattarlo da essere umano e non da automa. E' qui che le differenze di genere aumentano sino a toccare poli opposti.
In tal caso, il trattamento da riservargli si avvicina a quello che qualsiasi donna avrebbe con un uomo: prima lo si comprende, lo si prende con le buone, si tenta il formattone più volte possibile fino a quando non riprende ad assecondarci.
E state sicuri che, se solo una donna lo vuole, il computer riprenderà ad assecondarla.
In caso contrario, usarlo come antistress e abbatterlo con una mazza da baseball, rimane cosa buona e giusta.
E' bello essere donna quando fa caldo, stai per avere il ciclo e per soccombere al tragico evento nel modo migliore che possa esistere, inizi a regredire fino all'infanzia, e capisci cosa provano i neonati quando il pannolone ti si incolla alle chiappe e ti irrita dappertutto, tanto da farti credere che forse, diventando socia di maggioranza della Combe International (la casa farmaceutica della Vagisil, per intenderci) risparmieresti sui tuoi acquisti. Ma poi vedi che sta crema non solo non serve a una beneamata mazza, ma ti irrita ancora di più, fisiologicamente e psicologicamente, rendendoti simile, soprattutto per aggressività, ad una scimmia dal culo rosso.
E in questi momenti, pensi che forse era meglio nascere uomo.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 23 agosto 2008 alla qualora 11:55 | Perma...link | commenti (7)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, non sapreifaccia lei
Oppure sono loro che perdono me.
L'aspetto più interessante del raccontare le cose è che esistono mille modi per girarci intorno.
E poi esiste la voglia di non raccontarle.
Quindi, onde ammorbare i vostri schermi con suppostoni che neanche la peggiore delle bimbeminchia riuscirebbe a produrre, vado in ferie (seh, magari).
Nella speranza di non provarci gusto col silenzio.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 06 agosto 2008 alla qualora 19:20 | Perma...link | commenti (4)
diciamo che sta qui: