Nome: Gio Gio... e di certo non sono il mio cognome. Non domandarci la formula che il mondo possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
Pubblicità per noi (ovvero: i caroselli di una volta non esistono più)
Bottoni senza asole
Si ritrovarono scaguratamente dirottati da queste parti
*loading* fancazzisti,
online
stanno trovando una lenta morte in questo momento (chiedo venia per l'alto contenuto di puttanate...ma ve lo siete scelto voi! Non siete obbligati a stare qui! Scappate finchè siete in tempo! Emigrate verso lidi migliori! Un asino che vola!)
Disclaimer (non si sa mai)
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Avevi ragione quando, non sapendo con chi prendertela, te la prendevi con te stesso.
La colpa non era tua, ma alla fine della fiera ti ritrovavi ad avere perfettamente ragione.
Avresti avuto ragione in tutte quelle occasioni durante le quali sei arrivato a pensare che quello sbagliato, in un contesto in cui tutto sembrava la mela di Caravaggio, in realtà eri tu.
Avevi ragione quando, pur circondato da gente che voleva tutelarti o si attribuiva facoltà parapsicologiche, ti ritrovavi irrimediabilmente da solo, a combattere contro i mulini a vento.
Come darti torto? C'erano i palloncini, la gente si divertiva e i bambini pure, ma nulla andava per il verso giusto. Esattamente come accade alle mele bacate.
Bacate. Corrose. Risucchiate da quel veleno che tu, a differenza di chi ti circondava, non eri capace di tirare fuori.
O, ancor più semplicemente, trattenevi dentro, per paura di aggravare le situazioni e aggiungere carne al fuoco. La chiamano tutela verso chi, paradossalmente, è parte del tuo carnefice.
Hai avuto coraggio nel pensare di aver ragione, Franco. Hai avuto coraggio in ogni parola che ti sei risparmiato e hai tenuto per te, perchè è quello l'atto più dispendioso che tu abbia potuto permetterti. L'hai avuto in ogni singolo brivido di calore che ha percorso la tua schiena, in ogni scarica di adrenalina che ti ha accompagnato quando ti sei ritrovato incazzato a ricoprire ruoli che non erano i tuoi; la stessa adrenalina che ti ha consumato le viscere ogni volta che dovevi essere in mille posti diversi per far fronte a millemila situazioni complicate, senza avere le forze per farlo.
Non ti sei sbagliato, neanche quando sapevi che il "tuo" mondo faceva vomitare, e le persone che ti erano accanto non avevano i mezzi giusti per capire che tu amavi loro al punto di diventare meno di zero, per loro.
Non ti sei sbagliato, perchè avevi ragione.
Ti ho capito, Franco.
Ci ho impiegato un anno e mezzo, ma finalmente ti ho capito.
Svegliarsi alle 8 per accompagnare il marmocchio, e vedere che il gatto nero che abita nella strada ti aspetta e appena ti vede ti taglia la strada, OGNI MATTINA E OGNI POMERIGGIO.
Continuare la mattinata in giro per farmacie, per poi tornare nelle farmacie, poi a fare la spesa e poi ancora nelle farmacie, e poi ancora la spesa perchè, fino alle 13, qualcosa nella mente di mia madre va categoricamente dimenticata.
Apprendere con sadico piacere che anche tuo fratello è malato, e con lui le sue due figlie.
Fare da babysitter ai due nipoti, perchè la mamma sta accippinata.
Aggiustare il pc del cognato perchè altrimenti non può stampare una mazza (E non riuscire a risolvere il problema!).
Organizzare la festa del primo compleanno di Simona. Fare anche gli inviti.
Organizzare parte del lavoro della Lista Civica.
In memoria di colui, esattamente 10 anni fa, ci faceva subire la più grande perdita che la cultura italiana - e noi con lei- abbia mai avuto.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 11 gennaio 2009 alla qualora 17:33 | Perma...link | commenti (1)
diciamo che sta qui:
Mai pronunciarsi troppo presto.
E' la stessa cosa che pensa chi sta per rifiutare un matrimonio con una racchia. Piena di soldi. E che si ritroverà squattrinato sotto un ponte per il resto della sua vita.
Premessa essenziale per comunicare al mondo che portarsi sfiga da soli è possibile, e che mai bisognerebbe offendere qualcuno come ho fatto io.
Si dà il caso che il 2009 si è talmente tanto offeso da farmi passare il peggiore inizio anno che io possa ricordare durante tutta la mia esistenza. Anche peggiore di quando ho avuto le prime mestruazioni durante una gara di ballo (ed era il lontano gennaio del '96).
Ce la posso fare.
Forse, se trovo le forze.
La stragrande maggioranza delle persone che conosco sostiene che non sarà un grande sforzo rendere il 2009 un anno migliore del bisestofunestoduemilaotto.
Io i miei dubbi li ho (e anche qualcun altro, che nel 2009 perderà il nonno e il ragazzo, per motivazioni differenti ovviamente...ma il mio pensiero oggi va a lei), e sarà che ho mangiato un solo chicco d'uva, sarà che le lenticchie erano poche, e dopo l'uva non erano il massimo, sarà che ho iniziato a perdere di brutto nei giochi natalizi...
Bene, io stavolta non mi sbilancio.
(E comunque, siamo ancora in crisi economica).