Ci hanno voluto da sempre tutti uguali, quando in realtà uguali non siamo.
Lo sa pure la Legge ormai.
Così, anche nello stesso territorio ritrovi disuguaglianze incolmabili che ti rendono distante da chiunque.
E trovare qualcuno che rimpianga i Danup (io i Fruttolo, causa nipoti, li mangio ancora...e anche i Plasmon) alla fragola o che assegni colori ai giorni della settimana non ti aiuterà a stare meglio.
Inizi a trovare rifugio nel senso lato di appartenenza, nelle caratteristiche peculiari della tua gente.
Inizi ad individuare tutte le caratteristiche comuni della tua zona, e progressivamente inizi a definire quanto ti appartengano.
E per una serie di viaggi mentali, ti ritrovi a soffermarti sulle peculiarità del barese medio.
Io, che vivo una frase di meticolosità mostruosa pari che mi avvicina irrimediabilmente al Verdoniano Furio di
Bianco rosso e verdone, c'ho fatto una lista random.
Piccole precisazioni:
- Esistono delle differenze interne che sono degli abissi. Così, Noicattaro non è propriamente Bari, che non è propriamente Triggiano, che non è propriamente Capurso, che non è affatto Palese, e così via.
- Il titolo sarebbe dovuto essere Baresità in pillole, ma data la familiarità del barese con la droga, ho preferito evitare; avrei optato per Baresità in postille, ma presumo venisse presa per una bestemmia. Sicuramente i gettoni sono concettualmente più vicini.
- Eviterò di apporre le mie solite e risolutive delucidazioni riguardo tecnicismi: qualora qualcuno avesse necessità, le apporrò tra i commenti (solo se mi va).
- I punti sono 33 non per imitazione del post precedente, ma per una ferma convinzione: Cristo non si è fermato ad Eboli...si è fermato a Bari.
[E se dovesse riscuotere consensi, potrei compiere la medesima operazione per Noicattaro].
Il vero barese...
1. Beve solo ed esclusivamente Peroni da tre quarti (e lotta contro la diffusione della
Dreghèr nojana da 33 o della Raffo tarantina).
2. Ha mangiato almeno una volta i frutti di mare sul porto (contrastando la concorrenza sleale della costa di San Giorgio): in particolare, si esibisce nel risucchio di ricci (rabbrividendo all'idea che in Giappone li credono velenosi) o taratuffi.
Corollario 1: All'estero, ha gridato almeno in un ristorante la mitica frase
Giovane, spacchi due cozze.
Corollario 2: Almeno una volta nella vita è finito in ospedale per il tifo, e gli stadi non c'entrano nulla.
3. Riconosce come sport ufficiale il Gioco della birra, anche se gli tocca fare il
sott.
4. Si riconosce dai gadgets della auto: santino di Padre Pio, sciarpa del Bari e stemma della società accanto alla targa.
5. Da '90 al '95 ha fatto almeno un abbonamento al San Nicola.
6. Ha le maglie di Igor Protti, David Platt e Joao Paulo.
7. Se di sesso femminile, ha partecipato almeno una volta alla nottata delle zitelle nella Basilica di San Nicola.
8. Consuma abitualmente (o lo ha fatto perlomeno una volta) sgagliozze e bopizze, altrimenti le vende.
9. Conosce a memorie tutte le canzoni di Toti & Tata e le trame delle loro sit com.
Corollario: Sa tutte le battute di Solfrizzi in
Selvaggi.
10. Ha visto con commossa partecipazione tutte le puntate de
Le Battagliere.
11. Ha come profeta Gianni Ciardo, e scambia i suoi detti (
sopra alla nonna o
abbasso alla commara?) per il Bignami.
12. Ha fatto almeno un bagno a Pane e Pomodoro, contraendo in un sol colpo ebola, malaria e febbre gialla, ma soprattutto affrontando l'impresa con la stessa fermezza con cui un induista fa le abduzioni nel Gange.
13. Si esprime in un linguaggio comprensibile solo dai suoi simili: usa cadenzialmente interiezioni tipo
Moh e ch cous,
Mataux, e sottili metafore come
Vai a rubare a San Nicola o
Ne hai fritti di polpi.
14. Compra la
Gazzetta del Mezzogiorno, ma la usa solo per foderare la cuccia del cane o la gabbia del canarino.
15. A distanza di decenni è ancora convinto che
Business serva a tappezzare la macchina quando ci si infratta.
16. Usa passare la domenica mattina dilettandosi nella sacra arte dell'arricciamento del polpo.
17. Consuma periodicamente panini alla
chitemmurt o
chitestramurt dai
panemmerda, o i panzerotti
al cofano.
18. Riconosce come piatto nazionale le
orecchiette alle cime di rapa, che consuma almeno una volta a settimana.
19. Ha assistito almeno una volta ad uno scippo a Bari vecchia.
20. E' stato sfiorato più di una volta dal pensiero di comprare un appartamento a Punta Perotti.
21. Il grado di pericolosità di un barese si racchiude in un monito:
IAPR L'ECCHJ...
22. Ogni padre barese aspetta il momento giusto per dire al figlio:
ti devo imbarare e ti devo perdere...
23. Se ti chiami Nicola, esistono notevoli probabilità che tu abbia origini baresi.
Corollario: Se quando ti presenti col solito
Piacere, Nicola ti senti rispondere
Questa è la mano e questa è la ciola, allora ti trovi di fronte ad un barese.
24. Ogni cuoca barese conosce una sola certezza:
La mort d'u pulp iè la chpodd.
25. Quando segna a calcetto, costringe la sua squadra ad esultare col trenino.
26. Conosce la Questura in quanto palazzo del piazzale dei Battiti live.
Corollario: per il barese un po' più elevato, la Questura è il palazzo accanto al parcheggio del Piccinni.
27. E' FERMAMENTE convinto che
Se Parigi avesse lu mèr sarebbe come una piccola Bèr. E lui a Parigi non ci è mai stato.
28. Se un inglese gli scrive
Kiss so love me, si guarda intorno per capire chi ha fottuto le uova dell'inglese.
29. Può vantarsi di aver indossato negli anni '90 la mitica tuta acetata.
30. Parcheggia in seconda fila ANCHE con la bici.
31. Se negli anni '90 era un bambino, è cresciuto con la convinzione che esistessero davvero bambini come Cosè Cosè.
32. Il vero barese
CANOSH A SADDA'MM!
33. Nonostante il Bari in B, il Petruzzelli ancora in rovina, gli autoradio che spariscono, i parcheggi che sprofondano...ha ancora il coraggio di cantare:
Cuss addo stam iè u megghj paise.
Nonostante le fitte mattutine che mi spingerebbero ad accoppiarmi (e mai verbo fu più azzeccato) col mio letto, c'è qualcosa che va raccontata. God bless il moment rosa.
E inauguro pure la sezione
ariamara.
Ieri sera, qualche minuto dopo aver scritto
questo, mi arriva uno squillo anonimo.
Idiota, pensai io,
chiunque tu sia come faccio a risponderti??
Archivio il caso, noncurante di quello che stava per succedermi.
Poco dopo, una chiamata anonima. Rispondo convinta fosse quacuno dei miei colleghi universitari.
La voce di una ragazza, all'apparenza conosciuta (sembrava mia cugina) mi chiede se fossi Giovanna.
Rispondo positivamente, e mi sento rispondere con tono minaccioso "
la smetti di scoparti il mio rag...ex ragazzo??".
Inizio a ridere, e per un attimo ho pensato di rispondere ironicamente o di sfanculizzare la diretta interessata (si faceva strada l'ipotesi che fosse Annamavia, nota per le sue macchiette). Mi limito a chiedere chi fosse, ridendo ovviamente.
"
Non c'è un cazzo da ridere...smettila di scoparti il mio EX ragazzo!!".
Inizio a pensare che la faccenda sia seria, e faccio mente locale degli ultimi sfidanzati che conosco...nel frattempo, si sente un urlo: "
ok ok, ci sono cascata con tutte le scarpe da notte" penso, e mi aspetto un calorosissimo "
wè trmò si proprj na trmò com cazz s f-ch a iess accssì trmò??" (che per gli altotesini risulta pressappoco così: oh essere umanoide metaforicamente assimilato ad un contributo di Federica data l'analogia di tristume, non confermare la suddetta analogia cadendo in beceri tranelli giocherellosi, ordunque cosa aspetti a cercare di cogliere il piacere della vita in alternative vie che non siano il ricorso a giochi di mano?)...e invece niente.
Si ripete l'urlo, e intuisco fosse la suoneria tamarra di un cellulare tamarro che solo una tamarra poteva avere. Che tristezza.
Nel frattempo, si sente la voce sussurrata di un'altro essere femminile.
Ok, so capeit: non è uno scherzo, nè tantomeno è una persona che conosco.
Però, minchia, è
la mia prima minaccia!
Le chiedo nuovamente chi fosse, ma con un tono alla Gianni Celeste mi viene chiesto dove cazzo fossi così me lo diceva a quattr'occhi chi fosse.
Ora: a prescindere dal fatto che quasi sicuramente sono al telefono con una parente di Den Harrow, deve essere proprio minchiona se non sente la tv accesa su Capri (lo so, ma stavo talmente male che solo una fiction o un programma di Maria De Filippi poteva farmi sentire meglio).
In ogni caso, le rispondo che non sono cazzi che non le riguardano.
Silenzio. Decido di espiantarmi l'utero con le mani, tipo i santoni indiani che fanno le operazioni col sangue di Aulin.
Continua a dirmi bla bla bla: avrei potuto risponderle che, parafrasando Donna Tilde (mamma di Annamavia), da un anno a questa parte mi accoppio a malapena con la credenza, ma mi indispone non poco il tono e la cocciutaggine nel ripetermi un concetto che non mi riguarda. Le ribadisco che non so di chi stia parlando e che molto probabilmente ha sbagliato persona (ma mi risulta strano che mi abbia chiamato per nome).
Di nuovo silenzio, e ancora la suoneria truzza.
"
Vabbè, comunque quando vai in giro stai molto attenta...quando cammini guardati le spalle".
E lì, servita su un piatto d'argento, arriva la freddura: in genere le spalle me le guardano gli altri, non serve che me le guardi io, anche perchè non ho problemi di forfora".
Poi scoppio a ridere: non solo è minchiona, ma neanche mi conosce dato che tutti sanno che da tre anni a questa parte sono una cosa sola con la mia macchina, e non vado a piedi manco a buttare l'immondizia.
Ed è incurante del pericolo che corre, soprattutto alla luce della nocività dei miei gomiti (e dei miei globuli bianche che fanno jujitsu): a meno che non sia una montagna tipo Brigitte Nielsen o sia accompagnata da Chuck Norris, sarà molto difficile non farle male...
(Aspetto la prossima chiamata...non deludermi!)