I sogni son desideri? (59)
In un abbraccio a Morgan più affettuoso del previsto (e dalle cattive intenzioni), scoprivo la sua predilizione a pratiche ortodosse. Stupore e perplessità.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 03 novembre 2009 alla qualora 10:23 | Perma...link | commenti (3)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (58)
L'amministratore del forum che gestisco e la sua dolc metà partivano per l'egitto (1000 minuti di viaggio!) e prima di partire, in quel di quaràt (Che non ho mai visto, sia chiaro), cercavano di sposarsi in un ufficio con tanto di prete nero per poi scappare insieme.
E io assistevo divertita con mia nipote piccola in braccio, con le coperte addosso a lei che mi scappavano di mano.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 12 ottobre 2009 alla qualora 10:01 | Perma...link | commenti (7)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (55)
Venivo presa ad X Factor con una canzone di Caterina Caselli, e per l'ennesima volta flirtavo con Morgan.
Però a sto giro sono stanca, non mi va.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 07 aprile 2009 alla qualora 10:51 | Perma...link | commenti (1)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, dreams are my reality
I sogni son desideri? (54)
Ho sognato di accompagnare Giorgia con la mia macchina, ma di non avere il coraggio di ascoltare il suo cd in sua presenza. Anche perchè è masterizzato.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 27 marzo 2009 alla qualora 12:32 | Perma...link | commenti (8)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (53)
Avendo la laurea di Peppe il giorno successivo, sollecitavo zitm e Flower, presenti nella mia stanza, ad andare via affinchè potessi dormire.
Loro non solo rimanevano, ma dormivano insieme a me in brandine.
Facendo finta di dormire, origliavo i loro discorsi e scoprivo che stavano cercando di "conoscersi meglio." Al che, la Fafuoco che è in me accendeva la luce del comodino, prendeva per capelli la malcapitata e cacciava i due fedifraghi a pedate, alle 6 di mattina.
L'indomani l'intera famiglia chiedeva notizie di zitm, e apprendeva del litigio, dandomi man forte.
Non contenti, continuavano a vedersi e a frequentarsi, senza alcun minimo senso di colpa. Io, dal canto mio, da un lato volevo vederli entrambi morti, ma dall'altro volevo morire per la mancanza.
In tutto questo, cercavo di farmene una ragione.
Il problema è che non ho ancora realizzato che si trattava di un sogno, grrrrr.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 04 marzo 2009 alla qualora 13:42 | Perma...link | commenti (9)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, dreams are my reality
I sogni son desideri? (52)
Masini (con le sembianze di un mio compagno di scuola delle medie) vinceva il festival. Io andavo a congratularmi con lui, e tra una pagina e l'altra di un libro bordeaux da studiare, mi ritrovavo tra i protagonisti di X Factor. Un abbraccio galeotto faceva fiorire l'amore tra me e Morgan, il quale mi chiedeva persino di lasciare zitm per lui.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 02 marzo 2009 alla qualora 11:01 | Perma...link | commenti (10)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (51)
Al ritorno a piedi da un blograduno, unonn squartava con le mani un cucciolo di dalmata che gli intralciava la strada.
E non contento, lo mostrava fiero alla piccola padroncina, che assieme alla mamma e a tutto il vicinato si disperava per la perdita del cucciolo.
E con loro piangevo pure io.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 18 novembre 2008 alla qualora 10:16 | Perma...link | commenti (10)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (50)
Mia sorella doveva sposarsi.
Erano le 18 ed io, tornando dalle selezioni di judo per le olimpiadi di Pechino (!!!), mi ritrovavo in casa (quella che condividevo con maritm dove realmente alberga una concessionaria Peugeot, nella quale avevano precedentemente alloggiato le cugine di Anfi) il cast dei Frocioni, trasposizione napoletana dei Cesaroni.
E così, mancavano ancora 8 portate alla festa di mia sorella, ma io non potevo usufruire del bagno di casa, inserito in un piccolo forno a legna da pizze.
E' decisamente vero che le overdose da colonna sonora di Gomorra fanno malissimo.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 28 ottobre 2008 alla qualora 09:20 | Perma...link | commenti (3)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (49)
Durante i suoi esami di maturità al mare, avevo l'opportunità di conoscere i suoi amici di classe.
Tra questi, la ragazza da cui lui aveva avuto un figlio (no, stavolta non era di Corato).
Un figlio che mi aveva nascosto per tutto il tempo.
Prendevo armi e bagagli e tornavo a casa mia, non prima di aver recuperato il cellulare perso.
Dovevo capirlo dall'incipit, nonostante il maestraletto che mi permette di respirare, che stamattina era una giornata di merda.
E comunque, auguri Kekka.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 15 luglio 2008 alla qualora 10:56 | Perma...link | commenti
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, dreams are my reality
I sogni son desideri? (48)
Stanotte ho lasciato maritm perchè una sua amica di scuola di Corato (tettona) era intenzionata a fargli il filo a tutti i costi.
Io in compenso sono andata a studiare a Corato innamorandomi (per ripicca) dell'efebico coinquilino mezzafemmina bruttissimo e dai capelli rossi, senza avvisare nessuno e facendo diventare un'anima in pena mia madre.
Però fino alle 9 di stamattina non mi ci sono più rimessa insieme.
In compenso avrei fatto MOLTO volentieri fuori la coratina tettona, a suon di kung fu.
(Ah, era un sogno. Ma molto realistico)
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 02 giugno 2008 alla qualora 09:12 | Perma...link | commenti (104)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (47)
Ero incinta con poca pancia, e dovevo partorire in modo naturale (e MOLTO facilmente) in un angusto e sferico ospedale Di Venere.
Mi toccava farlo nel bagno, con una mamma (la mia) poco interessata, e ne veniva fuori Aaron di Lost.
Mia madre, senza portare il bambino nel nido, lo prendeva per venderlo ad una compagnia che girava con furgoni bianchi per venderlo.
E io giravo per il tondo ospedale, dove la gente giocava a carte, piangendo perchè volevo mio figlio.
(Il padre però non era lui - purtroppo. Quello "vero" era impegnato a fare un cazzo).
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 30 aprile 2008 alla qualora 10:15 | Perma...link | commenti (2)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
Anche la mimosa si è ribellata
E proprio oggi, che ho sognato di stare in giappone con l'amoremì e trovare un muzzo di nojani, vi dico:
Buon 8 marzo a tutte,
e ricordiamoci che non è la festa della zoccolagine e degli strip tease, ma una giornata di commemorazione.
E a dimostrazione che sono donna pure io, oggi ho pulito la mia stanza.
(E sono usciti i cadaveri).
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 08 marzo 2008 alla qualora 13:36 | Perma...link | commenti (6)
diciamo che sta qui:dreams are my reality, non sapreifaccia lei
I sogni son desideri? (46)
Ho sognato di essere in un edificio - scuola con la mia professoressa di Italiano del liceo (soggetto ricorrente nei sogni di parecchi suoi alunni) e tanta gente che con la mia classe non c'entrava una mazza.
L'edificio si trasformava in ospedale, e qui incontravo Britney Spears, e decidevo di aiutarla a risolvere i suoi problemi.
Mi affidava il figlio per andare in bagno, e non tornava più.
E io, che dovevo tornare a Noicattaro (ed eravamo a Los Angeles!!) non sapevo a chi lasciare quel fiore di figlio di madre degenere.
Ah, ec'era pure quella sfaciata della sorella.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 13 gennaio 2008 alla qualora 09:46 | Perma...link | commenti (4)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (44)
Ho sognato di ritrovarmi in un Giappone non molto corrispondente a quello reale, ospitato da una famiglia disagiata con 4 figli, insieme ad alcuni miei parenti e Lavinia Grimani di Centovetrine.
Essendo stata catapultata lì senza preavviso, non avevo nè valigia, nè macchina fotografica nè soldi: il dolore provato nel poter comprare UNA CIPPA davanti agli infiniti gadgets è indescrivibile.
I miei parenti mi rassicuravano tentando di prestarmi qualche euro (che in Giappone servono a pochissimo, ma vabbè) e la loro fotocamera datata '15/'18, ma io cercavo di mettermi in contatto col mio mondo occidentale attraverso un pc dalla tastiera giapponese (ma va??) per farmi spedire il necessaire...con scarsi risultati.
Del Giappone non si vedeva una mazza poichè la casa dei poco abbienti era situata sulle montagne...ma anche sul mare: unica magra consolazione, la mattina mentre si rifacevano i letti (pure lì!!), era vedere le scolaresche di bambini che passeggiavano sul lungomare (sembrava quello di Bari) per raggiungere la scuola assieme alle loro maestre.
Ed una di queste era la Falcetta, mia professoressa di italiano del liceo.
Non si gioca coi sentimenti altrui.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 19 ottobre 2007 alla qualora 09:27 | Perma...link | commenti (4)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
'Na botta de vita, ma anche: I sogni son desideri? (44)
Supposto che mi è toccata una serata in un pub (carino, non c'è che dire) in quel di Molfetta (che da Nojaland equivale a dire culonia), nella quale mi sono presa ettolitri di acqua addosso perchè eravamo troppo all'avanguardia per ricordarci i DUE ombrelli che erano in macchina e ancor prima mi sono dedicata al piacere sadico dell'ustionarsi le papille gustative con dei panzerottini (ottimi, non c'è che dire) per poi mangiare una deludente piadina mentre gli altri racimolavano i soldi del conto...e come se non bastasse, dopo aver scoperto amaramente, al ritorno, che la porta di casa era rimasta aperta fino al mio ritorno (con annessa strizza per l'eventualità di una presenza estranea, fosse un ladro/drogato/poverammè/cane/ET) e aver dormito giusto mezz'ora,
ho sognato che:
Mi ritrovavo in un affittacamere (che, per quelli del posto, era a Biemme Arredamenti all'entrata di Ritigghiano) sul cui uscio trovavo una delle mie tante cugine dallo stesso nome, lì capitata per comprare la camera da letto per il suo matrimonio previsto per Gennaio 2009 nonostante la giovane età (in realtà non si sposa, anche se dopo 11 anni di fidanzamento sarebbe ora). La struttura altro non era che il nojanissimo Asilo dei Capuccini, nel quale ritrovavo la mia adorata Cicci; per un caso fortuito, ritrovavo il mio mave con una telecamera, impegnato in un pranzo e nell'incartaggio con non meglio definite squinze.
Scoprivo di esser lì per dormire, e scoprivo di ritrovarmi a dormire con lui (dormire, giuro) in un appartamento del tutto uguale (a parte per il colore delle pareti) a casa di mia sorella, anche se nella mia testa somigliava a quella di mio fratello.
Dopo la prima mezz'ora, pigiami indossati, mi ritrovo la camera da letto invasa dai parenti, con annesso Fuffy in cucina che guarda la tv sul suo divano-isola e con la su Vl-Vl; mi ritrovavo ad accampare scuse per giustificare la nostra presenza, equivoca, in quel posto.
Rimessi gli abiti civili, si partiva dalla Calabria (???) per tornare a casa. Durante il tragitto (io mave e mia madre!) ci ritrovavamo in un ospedale, dove nell'attesa venivo aggredita verbalmente da un anzianotto al quale praticavo una mossa di jujitsu spaccandogli il setto nasale...e i tentativi di denuncia si perdevano nel casino.
E in tutto ciò, mi ricordavo pure di avvisare mia madre che qualche minchione aveva lasciato il portone di casa aperto...
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 07 ottobre 2007 alla qualora 09:27 | Perma...link | commenti (5)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, dreams are my reality
I sogni son desideri? (43)
Supposto che ieri si è fatto le 2 e ho un sonno boia, ho sognato che l'elemento più floreale e casinista di Corridoio virtuale e consorte, in quel di Bari, mi cedevano i loro biglietti dell'autobus per tornare in patria, solo che i biglietti erano formato A4 e il bus era una funivia.
Arrivata a Nojaland senza consumare l'opportuno biglietto, venivo scippata da una coppia di albanesi all'altezza dello stabilimento della Divella, ma riuscivo a bloccare il losco individuo e a trascinarlo con me davanti alla mia vecchia casa, luogo dove tutte le vecchiette della strada gridavano con me per fare uscire i miei (che ovviamente non uscivano, causa risveglio).
E nel mentre, per passatempo, picchiavo a sangue il bastardo che mi aveva fottuto la borsa.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 27 settembre 2007 alla qualora 10:03 | Perma...link | commenti (9)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (42)
Ho sognato che:
facevo una spiaggiata, gli orologi andavano al contrario e mia madre mi chiamava per tornare. Mio padre passava di lì e mi diceva di prenotare una camera matrimoniale per me e mio marito (stupor mundi). Tornando un gruppo di balordi conversanesi picchiava mio marito e io picchiavo loro. Mi riaccompagnavano a casa, ma io sbagliavo casa. Erano le 2.10 (ma mia madre mi aveva chiamata alle 4.20) e mi fermo a banchettare con Dolce & Gabbana, smerdandoli in una maniera mai vista.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 09 agosto 2007 alla qualora 08:29 | Perma...link | commenti
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (41)
Alla pettineuse.
Mia madre, nel pettinarmi, mi tagliava parte dei capelli a mò di Barbara D'Urso (non credo riuscirò più a guardarla).
Scoppiavo in un pianto disperato sulle ex rotaie di un treno, adibite a toilette dell'esercizio. Mi venivano in mente le promesse riguardanti il non tagliarli più, e che io non avevo mantenuto per colpe altrui.
Lucia Bosè e la sua tinta blu elettrico cercavano di consolarmi invano.
Con i capelli irreversibilmente rovinati, andavo alla messa di battesimo di un gruppo dell'isola di Tonga (trovati da me stessa mentre, udite udite, giravo Lost, e ai quali Cristina Parodi regalava un paio di scarpe di Alysi...e Alysi fa solo abiti!).
Continuando imperterrita a singhiozzare e dopo aver assistito ad un'esibizione di crociferi celesti che alla fine firmavano autografi, venivo consolata da Barbara Berlusconi che mi rassicurava che sarebbero ricresciuti a breve. Successivamente, andavo a trovare, a pochi metri di distanza, Ale Knows e la sua famiglia, nel loro concessionario sospeso sul mare di Montecarlo: qui mi venivano dati consigli sul come arginare il danno.
Alla fine la parucchiera, che si rivelava essere la cugina più onnipresente di mia madre, si dilettava nel massacrarmi i capelli con acconciature improponibili.
Sento una vibrazione di cellulare e mi sveglio: il bello è che pure quella era parte dell'incubo.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 12 maggio 2007 alla qualora 08:44 | Perma...link | commenti (10)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (40)
Non so quanto sia influito il casino che sta combinando la Fse, e non so quanto influisca la passeggiata di salute di ieri (Stazione centrale - Stazione Sud est).
Ero alla stazione di Triggiano e dovevo prendere il treno per Bari.
Il treno arrivava alla sera, senza fermarsi. Iniziava così una gara tra locomotive di ogni genere ed età, una delle quali investiva una signora coi figli, uccidendone uno: il bambino era alto 1.80 e aveva 26 anni.
La signora, affranta dal dolore, andava via e io le rubavo un pargoletto, me lo incastravo nello zaino (che non ho nella realtà) e aspettavo il treno.
Dopo un'accurata acinellatura alle palle, decidevo di andar via: mi ritrovavo fuori dalla stazione di Nojaland, che però era ambientata nel centro storico. Il bambino tra le braccia, Cicci (??) alla mano che mi apriva la Inquecento.
Passa un crocifero, si ferma davanti a noi e cerca di ricordare le parole della sua canzone: prontamente, Cicci gliele suggerisce (sono stati i miei peccati, Gesù miiiiiiiiooooooooo perdon pietààààà), facendosi scappare una riflessione.
Non esistono più i crociferi di una volta.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 19 aprile 2007 alla qualora 11:05 | Perma...link | commenti (9)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (39)
A sprazzi: si tornava da Parigi insieme alla classe del liceo e all'uscita dell'aeroporto (che era in piazza a Nojaland) scorgevo davanti a me Del Piero. Attonita, esclamavo un ironico "
poca roba" (e a me Del Piero non entusiasma, sia chiaro): dopo qualche secondo di silenzio, scoppiavano tutti in una fragorosa risata, lui compreso, e io mi coprivo la faccia con un cuscino color vinaccio della camera da letto dei miei, perchè Del Piero mi fissava e rideva (vergogna per lei).
Poco dopo compariva [
Omissis], il quale mi comunicava di aver scritto per me una specie di lettera/sms su un alcatel vecchio stampo, ma touch screen: iniziavo a leggere, ma alla fine mi ritrovavo di fronte ad un articolo psicologico sul
pensiero laterale e sulle percezioni spaziali, con tanto di progressione di figure tra loro molto diverse (Tom di Tom & Jerry che si trasformava in Titty di Titty e Silvestro, e questo con la psicologia non c'entra una cippa).
Tutti raccontavano la mia figura di merda con Del Piero, e si decideva di passare la serata a casa di [
Omissis]. Io, d'improvviso vestita da una tuta i cui colori erano abbinati come i quadri surrealisti, continuavo ancora a cercare di decifrare la lettera/sms, senza riuscirci.
E in tutto ciò, mi ritrovavo a chiedere dove si trovasse il bagno.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 12 aprile 2007 alla qualora 08:27 | Perma...link | commenti (20)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (38)
Mi sono svegliata alle 7 per andare a lezione.
Dopo un attimo di titubanza vissuto in bagno (ci vado o rimango a casa?) ho ovviamente scelto la seconda.
Ho spento la sveglia, ho girato il cuscino (e non so ancora perchè) e ho ripreso a dormire.
Ho sognato di essere a lezione.
L'aula era la XI dell'ateneo, e il docente di metodologie di valutazione dei sistemi complessi (che di complesso non ha solo il nome) era in un angolino a fare i sudoku, nonostante il primo esonero sia tra poco tempo.
Ho un conato di vomito e mi dirigo nel famoso bagno unisex [postilla: in ateneo, oltre a non avere le aule, mancano anche i bagni, e quell'unico che noi del terzo piano abbiamo, siamo costretti a dividerlo coi maschi, il che, considerata l'esigua e non valida percentuale maschile di psicologia, non è necessariamente un bene]: qui trovo due rosse conosciute, frequentatrici di Economia e commercio (si, una di queste è Michael Jackson); mi dicono che si trovano qui per le elezioni, e unadelle due mi chiede se mi fossi candidata.
In preda ai conati le dico di no, mi avvicino alla fontana per sciacquarmi la bocca, e mi riprendo.
Rientro in aula, la quale è assediata dai cugini di clinica: l'ignoto professore di clinica, vedendomi entrare a lezione iniziata, mi rimprovera: al che, indispettita, faccio presente che era la loro presenza ad essere non gradita, al contrario della mia.
Inizia una diatriba, da me spenta prontamente: non mi si aprivano gli occhi [vi è mai capitato nel sonno di cercare di aprire gli occhi e non riuscirci???]. Il mio vicino di banco, che per l'occasione era Vincenzo (e vincenzo fa informatica!!!) si offre come volontario, ma il prof (che era Lucarelli di Blu notte) si fionda per aprirmeli, senza riuscirli: si arrende all'impresa, e anche al conflitto.
Mi fermo nell'androne delle scale (all'occorrenza l'ateneo si era trasformato nell'ala chiusa della scuola Pende), e vedo i restanti clinici in letti di ospedale: Lancioni (presidente di corso di laurea) li stava preparando ad un viaggio in Siberia, e la Carlone (la segretaria) reclamava il diritto a partecipare.
Raccolgo armi e bagagli, scendo al piano terra dove mia madre e mia sorella mi aspettano nella nostra Scenic (e sia chiaro: mia madre non guida) per tornare a casa.
Arrivati a Triggiano, mia madre cambia strada: dal sedile posteriore mia sorella inizia a sbraitare, rinfacciandole che sta andando dall'amante (e sia chiaro: mia madre non ha mai avuto amanti, anche perchè è troppo fedele - e idiota - per permetterseli)!!!
Io, in tutto ciò, cado dalle nuvole, e inizio a spiegarmi molte alcuni avvenimenti realmente accaduti.
La tramirtisco con un tuzzo e la costringo a sedersi al mio posto: prendo la guida dell'auto, ma mi perdo. Riesco a trovare la stazione di Triggiano, e non so ancora perchè mi fermo a casa di Annalisa Minetti, la quale ci accoglie insieme alla mamma.
Ci offrono il limoncello, e ci racconta la triste storia della morte della sua piccola: stropicciandosi gli occhi l'unghia aveva perforato il bulbo oculare; in compenso, la gemella si era salvata.
Ringraziamo, e andiamo dai miei nonni.
Qui, tutti i miei cugini erano tornati piccoli, e si contendevano delle carte dell'Incredibile Hulk giocando su un balcone sospeso nel vuoto. Alcune cadevano, e uno dei miei cugini cercava di recuperarli gettandoli: iniziava così una maratona lungo il parapetto, e io rimanevo terrorizzata dalla paura che qualcuno cadesse.
"Teeeeeeeetta Teeeeeeeeeetta"...anche Fuffy reclama il suo diritto a svegliarmi...
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 03 aprile 2007 alla qualora 10:32 | Perma...link | commenti (7)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (37)
Gli u2 tenevano un concerto gratis.
A Noicattaro.
Di fronte alla mia vecchia casa.
(E io abitavo ancora lì).
Avevano allestito il palco proprio di fronte a casa mia, con una gradinata sul marciapiede di fronte, tanto da coprire il negozio di biciclette di Lillino.
E noi fortunati dirimpettai, ci disponevamo lungo il marciapiede con le nostre inseparabili sedie (prassi quotidiana delle giornate soleggiate di decenni fa).
Bono, molto dimagrito (pensavo fosse Larry coi capelli tinti) e con un taglio corto, dominava il palco mentre cantava
I still haven't found what I'm looking for, e io sfoggiavo orgogliosa la mia cultura in fatto di testi degli U2.
Ad un certo punto, Bono scendeva dal palco per fare una passeggiata sul nostro marciapiede...e quando riesco a scorgerlo, noto che il mio cugino più rompiballe se lo portava a braccetto.
Ed io, nella foga del momento (anche se tutti tranne me erano composti) non riuscivo neanche a fargli una foto.
Lui procedeva nel suo passeggio, sino ad arrivare alla chiesa dei Cappuccini: cerco di rincorrerlo, ma un'orda infinita di ragazzine scalpitanti faceva da barriera, ed io mi ritrovavo con una fotocamera che non era la mia, ma apparteneva ad una conoscenza rutiglianese che usa uscire la sera usando l'intimo come bustino.
Mi addentravo in una ludoteca per cercarla, ma mi ritrovavo tra soggetti femminili con molto poco cervello.
Ci rinunciavo: al massimo gli avrei detto qualcosa in inglese (e la mia mente viaggiava per trovare qualcosa di sensato e corretto da dire).
Uscivo ma il concerto era finito. Li aspettavamo tutti dietro il palazzetto (!!!), che in realtà era la zona retrostante al Warner di Casamassima.
La gente era troppa e io non avrei mai incontrato gli U2.
Un lampo di genio mi porta ad optare per i camerini, ed infilatami arrivavo al loro: solo una porta ci divideva.
Neanche il tempo di gioire, che l'infinità di gente mi raggiunge: disperata, cerco di dissuaderli uno ad uno dicendo loro che non c'erano, e per convincerli scappo anche io.
Mi ritrovo fuori in compagnia di un tizio: eravamo al McDonald's di Bari e lui era il figlio del signor Ronald (ma non era un pagliaccio: era semplicemente biondo).
Dopo aver consumato una spremuta d'arancia come colazione, cercavamo di tornare al palzzetto (che all'occasione era la Basilica di San Nicola), e per strada incontravamo Nick ed un vecchio, il quale ci rimproverava per l'ora tarda (era mezzanotte e andavamo ancora in giro).
Scoprivamo che era tutto chiuso, e pure la bolgia era andata via.
Tornavo a casa, dove mia madre mi accoglieva con un dubbio amletico:
Ma quello lì che ha cantato...che ha cantato Gloria...era Umberto Tozzi???

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 15 marzo 2007 alla qualora 11:06 | Perma...link | commenti (15)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (36)
[Causa pizza e seguente malore, Prodi Bis (e seguente malore, ma in fondo non tutti i mali vengono per nuocere: potrò ancora essere sovversiva e godermi la pièce teatrale), teoria dei colori e Sanremo, stamattina non c'ho voglia di fà na pippa].
Un sabato sera a Polignano, in un buio locale dalle parvenze putignanesi (ai pochi eletti: quello dei panzerottini ghiacciati e delle confessioni di Mazza, giusto per intenderci).
Le solite e consolidate persone, ma anche due ragazze (che per comodità chiameremo D e R) conosciute per alterchi e cronache rosa riguardanti alcuni elementi.
Io compresa.
Ovviamente, atteggiamento di superiorità misto ad indifferenza per lei (che sarebbi io).
Nonostante fosse buio pesto, portavo con me i miei affezionati sunglasses Armani.
Arriva il conto, e si abbandona il posto. La forza del vento riusciva a farci cambiare idea: eravamo a Trieste.
A metà strada, mi accorgo di aver perso gli adorati sunglasses, e cercando di mantenere la calma (e l'opposizione eolica) tornavo indietro...camminando al contrario per guadagnare velocità.
Stranamente, l'imbucata D mi accompagnava a cercarli.
Rientravamo, scoprendo che l'efficiente cameriera aveva sparecchiato, lasciando però gli oggetti smarriti in alcun cassetti delle credenze.
Trovavo decine di occhiali da sole, ma il mio proprio no: data l'occasione ghiotta (me ne vergogno, ma sono certa che chiunque avrebbe fatto lo stesso al mio posto! Ammettetelo!), prendevo "in pegno" un paio di Rayban, un paio di D&G (che non esistono in commercio per quanto erano strani) e un lettore mp3, credendo fosse quello della vicina.
Riempio le tasche del mio loden verde (che comparirà solo in quel momento, dato che nel resto del sogno avevo il mio inseparabile cappottino nero) e raggiungiamo il resto della ciurma.
Durante il tragitto ostico (causa bora), D mi chiede se avessi visto le sue foto su badoo (è una persecuzione), e io le rispondo dicendole che non sapevo di essere ancora tra i suoi contatti di msn, dato che io l'ho bannata da una vita.
E qui, sorpresa delle sorprese, mi sento rispondere che nei suoi confronti io non le avevo fatto nulla nè tantomeno credeva di avermi fatto qualcosa, quindi respect, peace and love (not war).
In quel momento una merda sostituiva la mia persona, e vedevo già Bin Laden giocare a guardie e ladri con Bush (cosa che, con molta probabilità, è già successa qualche decennio fa nei corridoi della casa bianca).
Arrivavamo ad un incrocio, e nessuno ricordava dove fossero parcheggiate le auto: qui, l'immenso genio di Ale knows rendeva partecipi i malcapitati di ricordare che si trattava di "storico", ma di non ricordare "centro".
Stupore per loro.
Io restituivo il lettore mp3 alla mia vicina, ma notavo che lei non l'aveva perso, e che quello da me ritrovato era verde e da 2Gb...pertanto me lo fregavo io.
Compariva dal nulla una delle 3 arpìe universitarie, e ci indicava la strada: ci inerpicavamo su un sentiero il cui suolo era costituito da reti di materassi intrecciate tra loro, e mentre sulla nosra destra ammiravamo le costruzioni di Giovinazzo in un'alba cupa, sulla sinistra sotto un sole cocente risplendeva un mare turchese e un ponte di Brooklyn piccolo ed arrugginito accoglieva un treno a vapore sul quale giravano un episodio del matrimonio di Pollyanna (e, che io sappia, Pollyanna è morta molto prima di arrivare all'impalmazione!). Arrivavamo a destinazione: un altarino sul mare, del Casinò di Campione d'Italia.
Tutti volevano salirci, ma l'arpia, per cause di cedevolezza della struttura (che era sospesa sul mare, quindi pericolante), pretendeva di salirci da sola e forse poi di salvarci.
Ci saliva, ma con una mossa di poco equilibrio finiva in mare inghiottita da un pescecane.
Toccava a me salire...e per colpa di un cellulare caduto, mi sono svegliata.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 01 marzo 2007 alla qualora 10:20 | Perma...link | commenti (13)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
Un sabato che allunga la vita e fa grattare [ma anche: I sogni son desideri? (37)]
La prima cosa che ho fatto stamattina, con gli occhi umidi e appiccicaticci, è stata visitare il blog di Domi.
Solo allora mi sono ripresa del tutto e ho capito che stavo sognando.
Ho realizzato che il pecorino romano di ieri sera mi si era piazzato sullo stomaco e aveva prodotto aggregati onirici non meglio definiti (un po' come i capelli di Moira Orfei).
Ho deciso, tra l'altro, che semmai qualcuno avrà il coraggio di riproporre
Notti di Plenilunio, sarà deportato nel mio lager-cantina a fabbricare bottoni insieme ai bambini che ho prigionieri.
Notti di Plenilunio, ovvero: un posto in cui il solo fatto che stai consumando aria, ha un prezzo: 3 euro (quanto un petto di pollo praticamente).
E se vuoi una bottiglia d'acqua, gli euro sono due: se stai simpatico al personale ti portano pure il bicchiere, altrimenti a canna. Se poi vuoi fare lo sborone e prendere una Coca, allora gli euro raddoppiano.
Consumazione obbligatoria di 15 euro, facilmente raggiungibili considerando che il prezzo di un panino o una crèpe (salata o dolce che fosse) si aggira intorno agli 8 euro, per non parlare dei secondi e del fatto che non ci fossero pizze et similia: la varietà del menù, infatti, era pari a zero, come tra l'altro la fantasia del padrone che chiama il suo locale
Notti di Plenilunio e il ristorante fuori porta
Plenilunio alla Fortezza (tra l'altro, per non smentirsi, fonti attendibili parlano di cibo schifoso, avariato e poco cotto).
Prezzo elevato, ma locale molto carino: in compenso, personale con ritardi cognitivi (sbagliano una baguette per ben due volte, tra l'altro alla persona con più allergie alimentari al mondo, e non si è sprecata manco stavolta); target composto da coppie adulte o ragazzi MOLTO vip (e per molto intendo MOLTO, tanto da esser disposti a pagare 2 euro per una bottiglietta d'acqua), musica lounge all'inizio (ma non lo era: un cd passato due volte con rosario flores, 4non blondes, antonacci, e altri che ho rimosso) e dopo disco (leggi: anni 80 mista a Jamelia e Fatman Scoop...molto ma molto commerciale).
Poi la gente va via, e capisci che quei 15 euro avresti potuto spenderli in Ciccpolente o Frizzipazzy, e ti saresti divertita di più.

Se il preludio era quello, la notte non sarebbe stata delle migliori.
Il setting era un viaggio in America con una Ford Escort e un parentado, al di sotto della montagna di Hollywood, sulla quale troneggiavano cartelli che obbligavano al silenzio (altrimenti franava tutto) e con gente che faceva bunjee jumping con degli enormi elastici di mutande.
Arrivavamo in
Texas, dove c'era l'Auchan.
Qui un gruppo di yankee si incazzava come galli cedroni perchè avevamo gettato uno scontrino per terra, e io mi prodigavo in un discorso denigratorio sui texani e sul fatto che Bush, non a caso, sia nativo del Texas.
Entrati nell'Auchan alla ricerca del negozio della Nike per fare incetta di scarpe, ero costretta ad un pit stop in un negozio di caramelle, dove Kikkuz mi versava sui capelli del succo rosa di Mashmellows (che, sia chiaro,
non esiste).
Sacrilegio! I capelli perfettamente stirati (alla faccia di qualcuno a caso) si arricciavano...e io scoppiavo in un pianto a dirotto.
Era solo un sogno.
Mia madre mi svegliava. Ero in una camera che non era la mia, in una casa che non era la mia.
Mi si diceva che era morto il nostro pizzaiolo di fiducia. E lì il finimondo, fino a quando non sbucava dal bagno il morto.
Chiedevo spiegazioni, e mi si diceva che era ancora vivo, ma avendo venduto una macchina piena di cocaina, dei mafiosi l'avrebbero sicuramente ucciso, quindi si preparava già il funerale.
[Piccola nota: l'unico abuso di costui è l'abusare della mozzarella sulla pizza, e non a caso sua zia è proprietaria delle storiche onoranze funebri di Nojaland].
Il funerale avveniva sul mare, e io ero inconsolabile: il prete della situazione era
Berlusconi, che prima passava su uno schermo delle foto di auto, e poi spiegava la salsa portoricana.
Inspiegabilmente, il pizzaiolo morto diventava il padre di Dominga, e io mi struggevo dalla disperazione.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 18 febbraio 2007 alla qualora 12:14 | Perma...link | commenti (6)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, dreams are my reality, non sapreifaccia lei
About Spring
[Qualcuno non l'ha notato, ma statcounter si: Pino Campagna
ci legge ed è tra noi. E aggiungendoci Pedrosi, arriviamo a quota uno e tre quarti nel termometro dei vip all'improvviso].
Nonostante abbia sognato un'orda di Barbapapà viola per colpa della firma su msn di Ego (e sia chiaro: volevo comprarne uno ma siccome c'il negozietto improvvisato era di voi dell'arci e tu eri presente, evitavo pure di entrarci, tiè), la giornata che si prospetta è decisamente
primaverile.
Ok, siamo ancora in inverno, e se esci fa pure freddino.
Però c'è il sole, e dalla finestra scorgi che il grigio topo del palazzo di fronte si arrende all'arancione come me di fronte ad una pedana di Fruttolo (a proposito: lo spot della mousse Muller è la gioia delle mie papille gustative).
Persino la tartaruga, in letargo con la schimmogghia, si è svegliata e reclama i suoi gamberetti in salsa rosa.

Persino io ho voglia di abbandonare i libri, le distrazioni, la carambola e il tapis roulant, per le mie solite scampagnate in bici o le ginkane tra le buche delle contrade o tra le cacche dei cani.
Ecco, mi sento meno cacca e più
No matter, come la canzone di Jack Radicks.
A volerla dire tutta, pure l'
everything is ok di Romeo's Tune incalza da morire, col suo ritmo a metà tra i Dire Straits pieni di vita e Billy Joel con i grilli per la testa.
Billy Joel, Vito from U.S.A. e i suoi
push the button, l'idiozia di Vincenzo e le gite in motore (ma anche le compagnie seppellite e le sviste).
I Dire Straits,
Romeo & Juliet e quell'
I love you like the stars above, I'll love you till i die...e ti senti un puntino di fronte all'infinito.
Grandi distese e praterie.
Ripensi al grigio del palazzo di fronte, ti volti per guardarlo, e lo vedi arrendersi alla goduria, con la consapevolezza che in questo momento anche lui sta immaginando gli alberi in rosso, l'amato Giappone.
Giappone, ancora un anno e arrivo.
E' decisamente primaverile.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 30 gennaio 2007 alla qualora 15:45 | Perma...link | commenti (9)
diciamo che sta qui:dreams are my reality, non sapreifaccia lei
I sogni son desideri? (35)
Stanotte dopo quasi due mesi son tornata a sognare come si deve.
Credo sia avvenuto per una serie di congiunzioni astrali...nell'ordine: un Crispy McBacon menù divorato alle sei di pomeriggio, la morte di Sally Spectra (che Dio l'abbia in gloria) e una riflessione sull'Italia da Mulino Bianco (leggi: stupenda fuori, con tanto di mulino, ma col nichel dentro...e nella fattispecie, insuccessi a
Caserta e stragi familiari in
cittadine che vanno in fumo).
Dopodichè, sono stata proiettata in un gioco nel quale io prendevo un tirannosauro e pertanto mi toccava trasferirmi a Milano, che era Milano solo sulla carta...in realtà era Bari: infatti il mio domicilio era piazzato alla fine dell'extramurale Capruzzi (che altro non era che la zona dei portici di Nojaland, ma 50 volte più lunga), sulla spiaggia (che non c'è, ma idealmente sarebbe stata al passaggio a livello).
Qui, appena arrivata, vedevo un pescatore spaccare le cozze e tirare il proverbiale morso alla testa del polpo (ed eravamo a Milano), ma soprattutto vedo riemergere dal mare tre soldati italiani con le tute spaziali della missione Apollo 13, che commossi mi ringraziavano e andavano via.
Entravo gioiosa nell'appartamento di due piani (credevo io), e notavo che quella maniaca di mia madre aveva già traslocato tutto: correvo così nella mia nuova camera, nella quale sorprendevo un armadio di dubbissimo gusto pieno zeppo di vestiti; l'arredamento in legno massello veniva bilanciato dalla presenza di molte chiccherie.
Il piano terra (anche piano giorno) altro non era che una di quelle case datate e cadenti ma che io adooooooooooooooro: mi innamoravo follemente del lavandino del bagno, entrambi piccolissimi, ma soprattutto del dispenser del sapone alla fragola, datato 1983, nonchè delle piastrelle della cucina.
Correvo ad aprire tutte le porte (bianche con un rombo di vetro al centro, tipiche degli anni '70) per curiosare nelle stanze...quando aprendone una scorgevo accanto un'altra casa, abitata da una diciottenne dai capelli lunghi (e più alta di me) che però aveva pochi mesi di vita, non parlava ma deambulava come una grande, della quale svolgeva tutte le funzionalità (tranne la parola e la necessità di comunicare non verbalmente).
Avendo capito quanto fosse piccola (!!!), la seguivo nella sua camera dove lo stereo era acceso, la prendevo in braccio (!!!) e mi facevo un pacco di fatti suoi scorazzando nella sua casa, fino a quando non scoprivo una stanza, il bagno, con due lavandini e 10 wc messi in fila, sopra uno dei quali c'era colui che sapevo di certo essere il fratello maggiore della bambina che portavo in braccio.
Il fratello era
lui:
Cercavo spiegazioni sul perchè ci trovassimo lì, perchè loro si trovassero lì ma soprattutto sul perchè l'arredamento delle camere non fosse in ciliegio.
Cagandomi a spruzzo, usciva da quell'appartamento, dal nostro, e andava fuori.
Io, gnucca come un calamaro, lo seguo, e scopro che oltre l'uscio non c'era più il mare, ma un maggiordomo (sarà lui il killer?) che mi indica la strada senza che gliel'avessi chiesta: la casa degli Ippocastani.
Abbandono la bambina (!!!) sulle scale, e mi accingo ad addentrarmi nei corridoi di quello che effettivamente era un grattacielo dagli infiniti piani.
Mi fermo al primo piano e mi addentro nei pianerottoli, dopo aver constatato con stupore l'esistenza di una casa dedicata a Ridge (con tanto di statua in cera), una all'orso bruno e l'altra a Platinette.
Esattamente dopo queste, c'era quella che cercavo: suono al campanello e per sicurezza busso alla porta marrone, e il fratello mi apre, lasciandomi scorgere uno sfarzo mai visto.
Il tempo di dare una sbirciata senza entrarci...che vengo svegliata dal rumore del tapis roulant, e dal piccolo Fuffy che mi porta il cornetto a letto.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 17 gennaio 2007 alla qualora 10:10 | Perma...link | commenti (14)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
I sogni son desideri? (34 - il vomito)
Reduce di una serata all'insegna dell'ingordigia (leggi: era l'onomastico di mio padre, al quale si autoinvitano in 100, ma quest'anno eravamo tra i 120 e i 130), ma soprattutto memore di una delle figure di merda che mi è capitata in questi giorni (e vi assicuro che questa è la più innocua), stanotte ho fatto strani sogni (qualcuno si chiederà: quando mai hai fatto sogni normali?)
Giorni fa, sul mio forum postai un apprezzamento su un assistente (che chiameremo Guizzo) di un professore (che chiameremo Bonzo), con tanto di emoticon da ebete; il giorno dopo posta un'altra assistente del prof, che mi chiedeva se mi piacesse Guizzo, e allora capii che le probabilità che questa glielo andasse a riferire erano pari a quelle secondo cui don Vito Corleone/Nicolosi al suo compleanno riceverà l'ennesima felpa.
Di qui, l'incubo: non ricordo altro, se non che Guizzo, in quel del dipartimento, veniva da me con fare minaccioso, e mi chiedeva "cosa cavolo hai scritto sul tuo forum???".
La morale della favola è: la prossima volta che mi balenano certi pensieri per la testa, mi attaccherò le mani con la vinavil.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 16 novembre 2006 alla qualora 12:21 | Perma...link | commenti (2)
diciamo che sta qui:dreams are my reality, non sapreifaccia lei
Recognition (the only solution)
Non so se siano ancora i postumi halloweeneschi, ma c'è qualcosa che non va per il verso giusto.
Ho sognato che mi cadevano tutti i denti mentre guardavo trasmissioni di Ghezzi in una tv in bianco e nero, in una casa diroccata di quelle che piacciono a me, e che mentre vedevo i denti staccarsi chiamavo mio padre, che però non mi sentiva. Ma a me i denti, allo specchio, sembrava di averli...
Il giorno dopo altro setting: in seguito ad un incontro con gli alieni (manifestatisi sotto forma di fascio di luce), a Fuffy crescevano 4 braccia e 4 gambe (a mo' di Stevie Griffin), e tutto il mondo era in pericolo (ma qualcuno che dovrebbe essere una persona di mia conoscenza ma che non ricordo chi fosse, mi disegnava una croce sul polpaccio per cacciarli).
E poi, il nord wind. Muoia Sansone con tutti i filistei, ma anche Dalila per par condicio.
Che colpa ne ho (se il cuore è uno zingaro e vaaaaaaaaa) se voi avete sbagliato a mandarmi la pizza e io per fame ho iniziato a mangiarla, e dopo 5 minuti mi avete mandato quella mia? Che siano dieci euro ben spesi (in Guttalax e Imodium).
Certo è che questa serata all'insegna del karaoke disperato (di cui esistono i contributi video) è servita a parte dei maschi della compagnia. I quali, hanno catalizzato l'attenzione di un gruppo di gay.
Ma che dico gay, ricchioni.
Dai Nicola...levati la maglietta!!!!
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 05 novembre 2006 alla qualora 10:03 | Perma...link | commenti (22)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, dreams are my reality, non sapreifaccia lei
I sogni son desideri? (32)
Mi fidanzavo con Robert di Paso desolante, e accudivo suo figlio, ma in parecchi non erano d'accordo, ad iniziare da Lola per finire con lo staff della Lega navale (perchè ero stata promessa ad un marinaio, che gioco di parole di merda!).
Poi Robert controllava le mie e-mail di splinder, e avevo 121 messaggi privati.
Alla fine mollavo tutto: il mio destino era costruire croci in cemento nelle strade buie e non asfaltate, mentre a paso desolante facevano coreografie appesi ai lampadari.
C'ha ragione la Carlone: la vita è un esercizio della sofferenza!
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 04 ottobre 2006 alla qualora 10:16 | Perma...link | commenti (3)
diciamo che sta qui:dreams are my reality
Conducimi alla luce del giorno (ma anche: i sogni son desideri? 30 e 31)
E dopo quattro giorni di malattia intensa, si ritorna alla pseudo vita (come le pseudo patatine che si mangiano sulla barca di Ale: sono patatine, ma fanno di tutto per non sembrarlo).
Il governo sta per implodere alla maniera di Animal farm, con la differenza che la realtà è discriminata dalla fantasia nel momento in cui un barlume di incapacità universalmente riconosciuta si fa largo.
Ballando con le stelle è finito all'una e mezza, e non è assolutamente accettabile, specie se i vincitori di quest'anno saranno i due minorenni.
Nelle vene ho più muco che piastrine, e nella mia scatola cranica era stato montato il set di Love boat, che mi arrecava un mal di mare abnorme.
L'unica nota non dolens in un oceano di dolori affacciato su una valle di lacrime, è stata la mia insostituibile e nei secoli fedele (e ogni appellativo non è affatto lasciato al caso) attività onirica, che mi ha deliziato di due perle.
#30
Salendo le scale verso casa di mia sorella (che abita al piano di sopra), trovo nella stanza di Fuffy l'amico capelluto di uno dei miei numerosi cugini, comodamente appostato al pc del padre di famiglia.
Senza che mi chiedessi cosa ci potesse fare lì, mi accusa seriamente di non avergli dedicato abbastanza attenzioni (!!!), e io, che ero rammaricata di ciò, mi scusavo abbondantemente promettendogli che, se proprio c'avesse tenuto, l'avrei considerato di più (bugiiiiiiiiiia).
Subito dopo, entravano nella stanza mio cugino con un suo amico che cercava le mie attenzioni, e la sottoscritta si sentiva una merda.
#31
In seguito ad un incidente sulla strada che collega il paesemenobellodiquelliconfinanti e casa mia, incontravo un posto di blocco dei carabinieri (n.b: mi è stato spiegato in seguito che si trattava di una premonizione/previsione, dato che ignoravo che la persona sognata avesse vinto il concorso per diventare carramba boy), e uno dei carabinieri (un giovane che conosco) entrava deliberatamente in macchina per essere accompagnato a casa, cioè nel paesemenobellodiquelliconfinanti (in realtà è nojano fino al midollo). Accompagnato a casa in quello che era il mezzogiorno di un sabato uggioso, mi domanda se eravamo fidanzati, e io con la convinzione di una velina di fronte a un neurone, gli rispondo con un "vabbbene".
All'indomani, durante il pranzo a casa dei nonni, scopro che tra gli invitati (parenti della madre del cugino di cui sopra) c'era anche il mio nuovo e indifferente fidanzato. Ignoravo che tutti sapessero del fidanzamento, e come delle zecche su un cane a pelo lungo, tutti mi chiedevano come mai non fossi in confidenza con lui. Mi venivano liberate intere stanze affinchè ci conoscessimo.
Con le balle ormai rotte per 7/8 (o, come direbbe mia nonna, a sett e iott), lo avvicinavo mentre era seduto di spalle ad un camino, e iniziavamo a parlare, quando una tapparella cadeva, e io interrompevo il mio sogno.
[Comunicazione di servizio: Miriam Cicci ha iniziato l'asilo...]
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 25 settembre 2006 alla qualora 12:09 | Perma...link | commenti (6)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, dreams are my reality, mamma tv, non sapreifaccia lei