That's me...maybe
(I just want you to know) Who I am
C'è chi osa commentare
Nelle precedenti puntate
Categorie (alla Kant però)
and the oscar goes toAnd the banner is...
Arterie e processi osmotici
--->Fotogallery<---Pubblicità per noi (ovvero: i caroselli di una volta non esistono più)


Bottoni senza asole
Si ritrovarono scaguratamente dirottati da queste parti
Disclaimer (non si sa mai)
Facciamoci riconoscere

Credits (ovvero: applausi)
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impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 22 febbraio 2009 alla qualora 19:01 | Perma...link | commenti (8)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, mamma tv
Ciao Pino, ti stimo tantissimo
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 25 giugno 2008 alla qualora 14:45 | Perma...link | commenti (15)
diciamo che sta qui:mamma tv
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 26 luglio 2007 alla qualora 20:18 | Perma...link | commenti (5)
diciamo che sta qui:mamma tv
E t'arrcurd aqquann candavam la canzòn?
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 18 luglio 2007 alla qualora 18:37 | Perma...link | commenti (13)
diciamo che sta qui:mamma tv
Siamo tutti sulla stessa barca. Il Titanic.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 29 aprile 2007 alla qualora 10:16 | Perma...link | commenti (22)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, mamma tv, io non mi sento italiana
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 04 marzo 2007 alla qualora 16:20 | Perma...link | commenti (10)
diciamo che sta qui:mamma tv, pensieri sparsi a volte siamo an
Il Festival. Non c’è santo che tenga (Remo escluso): il vero Festival è quello di Pippebbaude (e quella del giovedì è la serata migliore in assoluto). Calamita l’attenzione sull’evento, e tutti si sentono italiani. Scenografia spettacolare, scivolo ambiguo, e l’ospitata dei bambini rap fa pensare a risvolti pedopornografici. Mi aspetto il coup de theathre, come in ogni amministrazione Baudesca. Dopo lo scempio dell’anno scorso, sarebbe stato migliore anche il tendone del circo Zavatta: 8-
Pippo Baudo: animale da palcoscenico, domina la scena dando dimostrazione della sua preistorica esperienza; animale e basta quando regala a Nelly Furtado la corona mortuaria di funeralesca memoria: in questo caso, Baudo Pippa. Istrionico, ma Bongiorno è più umano: 8
Michelle Stunziker: porta sul palco dell’Ariston le reminiscenze del fresco Tic Tac, ed ogni singolo astante si aspetta lo stacchetto musicale quando le fanno indossare l’abito bianco. Spiegatele che la gag col Meneguzzo fa molto “vi ricordate quando ero a Zelig?”. Un dubbio: la frangetta ce l’ha o no? E le 500 rose rosse gliele avrà mandate Ranieri?? I’m a Barbie girl: 8+
I big
Al Bano: nun se ne po’ più. Il fatto che gli sia riuscita bene La mia vita (de gustibus) non implica l’ammorbarci l’anima con canzoni sulla falsa riga di quella. Mio padre è ancora convinto che la canzone sia rivolta a Romina e la figlia (sostiene di averlo letto al Polivalente, su qualche giornale).Appartengono al Pleistocene i bei tempi di Felicità, di cui la sottoscritta subiva il plagio mentale durante le soleggiate domeniche da bambina, nella sua stanzetta, con la radio della mamma accesa, e imitava la divina Romina Power nelle movenze di spalla. Musica da Puccini, parole di Zero, o meglio: parole 0. Duetto coi bianchi per caso moltiplicatisi, c’era pure il capellone dalle doppie punte (o era Marilyn Manson??). La solita solfa: 4.5
Leda Battisti: reminiscenze di Un fiume in piena. Canzone orecchiabile, lei truccata da Regan dell’Esorcista, giovedì esibisce un abito bianco: sono i ritagli dell’abito della Stunziker. Kledi tenta di copulare sul palco, ma Vessicchio lo blocca. Posseduta: 7-
Marcella e Gianni Bella: il fatto che quello del 2007 sia il Festival della Famiglia non giustifica la demolizione di un mito quale Montagne verdi. Del resto, non ho ancora capito se quelle che sfoggia sono tette o tonsille: per non smentire il liet motiv, invita le pseudo Supremes: sostengo fermamente che siano prodotte dallo stesso produttore delle Pseudo patatine, o dei Choco Pinucch. Insulsi: aridatece i conigli dal muso nero…5
Fabio Concato: oltre a quello alle famiglie, questo Festival ha un altro tema centrale. Il tutto si snoda all’urlo di un “riabilitiamo gli anziani”. Concato lo prende in parola e scrive una canzone sugli anziani. Riesce a far rimpiangere stroncature come Rosalina (canzoni più beote di questa solo Tiziano Ferro e Meneguzzo sono riuscite a farle). Eccellente Zarrillo (dopo il concerto nojano lo amo ancora di più), De Piscopo del tutto assente: sembrava Dodi Battaglia dei Pooh senza Duracell. Ne potevamo fare a meno: 5
Simone Cristicchi: vincitore assicurato, mi gioco 100 euro e la credenza. Canzone eccellente, testo impeccabile, teatralità spiccata, fa dimenticare
Johnny Dorelly: canzone poco sanremese, ma merita. Accademico ed impeccabile, peccato che Bollani gli rubi la scena e lo prenda a badilate di cogliona. Gloria Guida lo guarda commossa: dagli occhi gli spuntano delle lacrime…ah no, è collagene che cola. Maestria consolidata: 9
Francesco & Roby Facchinetti: al loro posto avrei preferito di gran lunga i Milli Vanilli: almeno cantando in playback non avrebbero stonato. Sul palco, il padre si vergogna del figlio e mette gli auricolari per sentire solo la sua voce (della serie Fottiti idiota). Il figlio avvicina il cranio a quello del padre, che vuole prenderlo a capocciate. Giovedì NON stona, ma al suo posto stona Anggun…o forse era il verso del ghepardo che aveva scuoiato per vestirsi (e lo zoo Safari reclama la parcella). Tappi alle orecchie per noi: 4
Amalia Grè: per molti, ma non per tutti. Mario Biondi fenomeno, da tenerlo sul comodino per la sveglia. Non sono riuscita a vederlo: nella mia mente Mario Biondi è obeso e nero, e così dev’essere. Un consiglio: avvisatela che hanno inventato le pinzette per le sopracciglia. Estetica: 7.5
Mango: risparmia sul cachet e come ospite invita
Piero Mazzocchetti: e chi cazz’è? Canta con Amy Stewart, che per l’occasione indossa una giacca tricolore rubata a Renato Zero. Dopo secoli non ha ancora imparato l’italiano, e canta in inglese: spiegatele che è permesso solo a Schumacher. Il suo agente è un mito: finisce di cantare e gli dona il gesto dell’ombrello. Evanescente: 10 per il manager, lui non pervenuto.
Paolo Meneguzzi: la musica è
Milva: sarà che ricorda la cotonatura di Iva Zanicchi ad Ok il prezzo è giusto (con una differenza: lei si tinge i capelli col Tratto Marker arancione), sarà che la canzone è bella, sarà che lei la canta in una maniera ignota (Lucarelli e Piero Angela la stanno studiando, ne sono convinta) torcendo le labbra come un macaco colpito da ragadi anali, ma a me piace. Faletti ci sa fare, azzeccato Ruggiero nel duetto. Candidata alla vittoria. The shouwwwww must go uuuuuuuuuuuuoooooooooooooon…9
Nada: dai tempi di Amore disperato non ne azzecca una. Il suo Deun deun deun deun deun è diventato un esorcismo nei meandri della psicologia, quasi un mantra. Cristina Donà: c’era? Disperata: 5 per lei (10 e lode per il deun deun deun deun)
Paolo Rossi: non convince, neanche con un testo di Rino Gaetano. Neanche vestito da Garibaldino. Unica botta di vita: qualora dovesse perdere, chiederà il riconteggio delle schede. Aridatece Gianna e l’originale: 6-
Antonella Ruggiero: si presenta sotto forma di Matrioska, quella vera sta dentro. Il coro degli alpini rende magica l’atmosfera, ma sonnolenta. Da Valium, ma brava: 7.5
Daniele Silvestri: fenomeno. Testo idiota, il vero erede di Rino Gaetano è lui. Capone e Bungt Bangt non
si smentiscono mai. Cito il testo:
Mi sono innamorato di una stronza
Ci vuole una pazienza
lo però ne son rimasto senza
Era molto meglio pure una credenza
Mi ricorda qualcosa…
Eccellente nel complesso, anche se non mangio il pesce. Anche se lui è comunista: 10
Stadio: istigano violenza, e io devo smetterla di fare le battute alla Panariello. Quest’anno c’è Baudo. Vuoti, come gran parte di quelli italiani (gli stadi). Tornelli per loro: Non pervenuti
Tosca: sperimenta la musica teatrale, e la porta a Sanremo. Duetto col cattivo di Distretto di polizia che risolleva le sorti. Se la sua canzone è un omaggio a Gabriella Ferri, io l’anno prossimo farò il direttore artistico al posto di Pippe Baude. 6-
Velvet: non nascondo di esserci rimasta di merda quando ho scoperto (ieri) che il cantante era la fotocopia di Sarcina. Anche loro scialbi, li preferivo in versione Boyband. 5
Zero assoluto: è il voto che si meriterebbero. Nelly Furtado ricambia il “favore” e loro scompaiono totalmente. A pulire i tombini. 10 alla Furtado, a loro 2 (uno a persona), ed un tuturuturututtu.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 02 marzo 2007 alla qualora 16:40 | Perma...link | commenti (25)
diciamo che sta qui:mamma tv, non sapreifaccia lei
Il sesso non è la risposta. Il sesso è la domanda. La risposta è sì.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 08 gennaio 2007 alla qualora 15:16 | Perma...link | commenti (18)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, mamma tv, non sapreifaccia lei, pensieri sparsi a volte siamo an

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 28 dicembre 2006 alla qualora 15:06 | Perma...link | commenti (12)
diciamo che sta qui:mamma tv, non sapreifaccia lei
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 09 dicembre 2006 alla qualora 22:41 | Perma...link | commenti (4)
diciamo che sta qui:mamma tv

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 11 novembre 2006 alla qualora 21:46 | Perma...link | commenti (10)
diciamo che sta qui:mamma tv
Il supplente supera la maestra
Sarà la magia di Billy Joel (che ho a palla da stamattina), ma credo di dover ringraziare una persona per questo.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 08 ottobre 2006 alla qualora 15:20 | Perma...link | commenti (13)
diciamo che sta qui:mamma tv, and the oscar goes to
Conducimi alla luce del giorno (ma anche: i sogni son desideri? 30 e 31)
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 25 settembre 2006 alla qualora 12:09 | Perma...link | commenti (6)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, dreams are my reality, mamma tv, non sapreifaccia lei
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 22 settembre 2006 alla qualora 16:59 | Perma...link | commenti (2)
diciamo che sta qui:mamma tv
Ovvero: l’arte di programmare una trashmissione, che potrebbe benissimo diventare un attacco alla casa bianca. Nella fattispecie, ci si è fermati ad attaccare il sacrario della Madonna del pozzo.
Il setting: Capurso, una cittadina di poche anime famosa per il miracolo della Madonna di cui sopra, e per l’altissima percentuale di fabbriche di materassi.
Poi ci si accorge di un ragazzo sui trenta abbastanza capace, e questo inizia a fare tournè, fino a quando non torna all’ovile per la consacrazione ufficiale e la cittadinanza onoraria.
Programmato da settimane, il concerto di Checco Zalone sarebbe iniziato a breve. A differenza della missione precedente, questa era stata ponderata peggio di un attacco ad Alcatraz: a motivarci, il piacere che si trae nel sentire che l’italiano sgrammaticato della mia vicina guardona invadeva con abbastanza diletto il resto dello stivale; in poche parole, quella che in psicologia viene chiamata condivisione sociale delle emozioni unita a sadismo allo stato puro. Tra l’altro, era forte in me la voglia di sbeffeggiare tutti i miei cuginetti che volevano venire con me al concerto e farli rodere con la dedica in mano, un po’ come Giovanni in Tre uomini e una gamba.
Lo zaino con macchina fotografica, carta e penna, era pronto. I miei capelli pure: stavolta, data l’umidità che imperava da giorni, la stiratura era ineccepibile (anche se credo che Luca Medici avrebbe avuto piacere nel farsi ritrarre con Mafalda dei Peanuts).
Partita anche stavolta quando le galline andavano a letto, ricevo la telefonata immancabile di colei che da anni tormenta i miei momenti liberi come solo Maria De Filippi in fase digestiva sa fare (non a caso, condividono lo stesso nome): mia madre, che col suo tono di voce dal livello acustico pari a 110 decibel mi massacrava i timpani chiedendomi dove mi trovassi. Le racconto con la serietà che solo gli psicologi e i paraculi (e nel mio caso i due insiemi si intersecano) hanno, che sto partendo per il Bangladesh dove mi farò suora col nome di Suor Teresa D’Avila; con altrettanta serietà e senza aver colto la citazione televisiva, mi viene chiesto se stessi coltivando qualche strana “pianta da the”, ma come disse Battisti “lo scopriremo solo vivendo”.
Arrivati alle 21 quando l’inizio era previsto per le 20.30, si parte alla ricerca di un posto decente, ma mai gesto fu più insano di questo: ci ritrovammo ad essere quattro anime centrali rispetto al palco, ma circondate da gente talmente tanto truzza che Fabiano Reffe in confronto è il figlio di Rita Levi Montalcini e porta avanti studi decennali sul GABA.
La situazione non poteva che peggiorare, e ovviamente lo fece: il duo maschile che ci accompagnava nell’impresa decide di optare per il solito panemmerda (per il resto del mondo, dicesi panemmerda la roulotte famosa per i suoi panini alla chitemmurt su cui troneggia la testa della porchetta e il cui fetore di frittura parte da Bari e raggiunge Hong Kong) lasciando sola la componente femminile (cioè io e una Checco addicted) tra passeggini incastrati tra la gente, e una montagna di lardo di sesso femminile la cui arroganza avrebbe fatto incazzare persino il Dalai Lama.
La situazione non poteva che peggiorare, e ovviamente lo fece: la kubrikiana palla di lardo non si lavava da tempo immemore ed emanava un olezzo che mi riportò alla mente le fogne di Calcutta pur non essendoci mai stata, e non contenta di ciò decise di buttarsi all’indietro per scattare una foto, travolgendomi in pieno.
A questo punto della serata, considerando anche che i paninari non tornavano e che lo spettacolo non iniziava, ero abbastanza imbestialita da poter affrontare indistintamente Rikishi o Big Jimmy versione Crapanzano a mani nude. E la voglia di compiere la missione si allontanava, con immenso rammarico, accentuata quando sul palco sono saliti i presentatori informando le migliaia di persone che lo spettacolo sarebbe stato diviso in due parti: la prima con un complesso musicale, la seconda con l’esibizione di Luca Medici. In quel momento ho pensato seriamente di gettare la spugna, non prima di aver sperato che la band fosse Mal e i Primitives (è in programma un loro concerto ma non so quando).
Con un ritardo di due ore e un panino con la cotoletta in mano, lo spettacolo di Checco iniziava, e la gente tornava a cercare di accaparrarsi il posto migliore. La sfiga e la fame hanno voluto che noi ci trovassimo dietro al palco, accanto a delle grate.
Lo spettacolo è un exploit di risate e di colori, ma il bello arriva quando, oltre alla performance di Checco Consoli e del nonno di Povia, il comico propone un pezzo di un fantomatico nipote di Luigi Tenco: nulla di nuovo direte voi, se non fosse che questo nuovo personaggio è di Noicattaro, la nostra patria. Segue una rara interpretazione di “Vedrai Vedrai” in dialetto nojano che narra le gesta di un povero agricoltore alle prese con un raccolto scarso e una figlia alquanto zoccola. Uno spaccato di realtà tangibile (specie quando ci si chiede cosa dirà il paese della ragazza incinta), ma soprattutto la consapevolezza che
I soliti pezzi forti, Siamo una squadra fortissimi in chiusura accompagnata da uno spruzzo di coriandoli e cantata da tutti gli astanti; siamo una squadra fortissimi anche noi, specie se riusciamo a portare a termine questa missione che, aldilà della dedica, ha come obiettivo incontrare il pugliese napoletano.
Lo spettacolo finisce, e la missione ha inizio. Dopo aver tramortito un numero non quantificabile di persone per raggiungere le reti, riusciamo a trovare un posto davanti. Il comico ci sfugge dalle mani nonostante lo chiamassimo, e si infila in un gazebo chiuso il cui accesso era negato a parecchi, specie a noi. Dobbiamo assolutamente fare qualcosa, considerato che i due ragazzi avevano preferito due bionde a noi, noncuranti del fatto che brunettes do it better e che l’alcol fa male.
Luca sbuca dal gazebo, circondato da forze dell’ordine e parenti vari. Un ragazzo dello staff ha la disgrazia di passare davanti a noi, e non posso fare a meno di corromperlo, consegnandogli foglio e penna e raccomandandomi di far scrivere correttamente “Daveblog”. Dinanzi ai nostri occhi, Luca firma il mio pezzo di carta, e dopo pochi minuti, la dedica è tra le mie mani. E’ fatta anche stavolta, ma come Corrado insegna, non finisce qui.
Riusciamo a conoscere un tizio con un non meglio identificato pass, e attacchiamo bottone. Seguono tentativi di far pena, o di corruzione in piena regola sfruttando le imprese di famiglia: tutto per poter entrare nella zona off limits; dopo svariati complimenti alla stirpe nojana e la proposta di fare un film su Noicattaro (ma suppongo fosse un tentativo di polipaggine in piena regola), riusciamo furtivamente ad entrare.
Toccare Luca Medici è cosa impossibile: piuttosto, è più facile parlare dell’Ubermensch con Flavia Vento o provare l’esperimento del gatto di Schrodinger con Mike Bongiorno (che come tutti sanno, è immortale). Riusciamo solo a scattargli delle foto ravvicinate, e a comunicargli che il dialetto nojano non è roba sua. Poco male, dato che la dedica ormai è mia, ma è bello notare che il capursese chiedeva ai suoi compaesani di andare il giorno dopo a casa sua per gli autografi, e l’impressione dall’esterno era che fossero tutti parenti. E’ bello notare come un ragazzo comune di una cittadina comune sia l’artefice di un tormentone che ha combattuto contro i White Stripes, e per questo onore al merito.
Checco Zalone va via, e noi possiamo tornare alla nostra magione alquanto soddisfatti, con la minaccia di prenderci gusto e di tentare il colpaccio con qualche altra missione all’improvviso.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 09 settembre 2006 alla qualora 17:13 | Perma...link | commenti (7)
diciamo che sta qui:mamma tv, non sapreifaccia lei
Poi ti sussurrai all'improvviso: ti accompagno a casa se non sei spiacente??
[Si consiglia la lettura ad un pubblico maggiorenne e della provincia di Bari. Per tutti gli altri, leggete pure, ma godrete molto meno].Fino a quando il telefono squilla: mi aspetta la famigerata Sagra del polpo di Mola di Bari, seconda solo alla sagra della porchetta di Ariccia.
Ero riuscita a scappare dalla serata precedente (con annesso concerto di Battiti live con numerosi cantanti da colpo di pistola giù per la trachea, si veda Dolcenera o i Pap’n Skar), incurante della possibilità che avrei avuto di diventare trashreporter per una sera. Ma in fondo, tutto ciò era giustificato dal raggiungimento di obiettivi ben più alti e soddisfacenti: gli amici di Maria il 25 agosto sotto casa (Marco Gandolfi Vannini – il cui cimelio è già stato aggiunto alla collezione di Dave – Rosaria Loconte e Marta Di Giulio, sopportabile quanto un boccone di impepata di cozze andato di traverso), ma soprattutto Michele Zarrillo il 28 agosto, sempre qui a Nojaland.
Stavolta, mi toccavano i comici di Zelig, ma ero ancora ignara della potenziale occasione che mi si presentava, tanto ero impegnata nel dare ai miei capelli un assetto geopolitico che affrontasse le dure minacce dell’umidità. E soprattutto, ignoravo che tra questi ci sarebbe stato il mio unico e adorato Checco.
Arrivati decisamente in anticipo rispetto all’orario medio di uscita, riusciamo con una botta non indifferente di…audacia, a trovare un posto macchina alquanto vicino, non prima di aver collezionato una quantità soddisfacente di figure barbine e di aver emulato le gesta di Zidane con un povero malcapitato che si è visto proiettare lo sportello della nostra macchina nel suo stomaco.
Il resto è una processione per le bancarelle (che nella fattispecie, data l’utenza, sono bancarozze) alla ricerca del braccialeacchiappaangeli, il braccialeconlestelline, il braccialeacchiappasogni e quello vattelapesca. Il bracciale che tramortisce le lobotomizzate non l’hanno ancora inventato.
Dopo la lunga via Crucis che nulla aveva ad invidiare a quella di Lourdes, scorgiamo un imponente palco sponsorizzato dalla Dreher (che a Bari è il contraltare dell’istituzione Peroni da tre quarti) sul quale troneggiava una delle presenze fisse di Telenorba (della quale non ricordo il nome, ma nessuno se ne dispiacerà).
Introdotti i politici di rito, ringraziati i pescatori, elogiata la cittadinanza e il pescatore di turno che ha salvato due vite umane "perchè il mare è un’attrazione stupenda ma spesso può essere pericoloso", inizia lo spettacolo. E la gente comincia a confluire sulla zona del molo come le formiche in prossimità di una ciambella con la glassa.
Leonardo Manera domina egregiamente la scena, sulla quale si susseguono Antonio e Michele (che purtroppo credo abbiano abbandonato la tradizione di una cosa sconvolgente a tratti allucinante), Giancarlo Barbara (conoscendo tutti i suoi sketch ho rischiato di essere picchiata a sangue perché anticipavo i titoli dei film), un’artista pugliese oltraggiosa che ha fatto pirateria con i testi dell’inossidabile Emilio Solfrizzi versione Piero Scamarcio, e un duo comico famoso per le loro canzoni fatte da rumori (non ricordo neanche i loro nomi).
Tutto divertente quanto il prurito ai piedi, accentuato dall’attrattiva del vedere persone che fino ad allora avevo visto solo nella mia 15 pollici senza telecomando. Fino a quando arriva lui, il pezzo forte della serata: l’inimitabile Checco Zalone.
Un tripudio di luci e di campanilismo barese, l’orgoglio a mille e tante sincere risate, sulle note di due inediti (la canzone Ritardo mestruale, e il remake di Vorrei avere il becco, decisamente migliore dell’originale) e dei cavalli di battaglia Ginnastica, Grazie al cazzo e Siamo una squadra fortissimi versione amplàggs in chiusura. Si interagisce che è una meraviglia, e il comico scherza con le prime file chiedendo di andare a tempo con la musica.
Il telefono mi abbandona, niente più video: la batteria è shcarica…ji propri nun me n’er accuort.
L’orgoglio barese si manifesta ancora una volta con Pino Campagna, che coinvolge maggiormente il pubblico fino alla commozione, propinando efficienti paragoni tra i ragazzi del nord e quelli pugliesi. Un animale da palcoscenico, soprattutto considerandone la stazza.
Lo spettacolo finisce, e la fiumana di gente invade le stradine del centro alla ricerca di qualcosa di dissetante per accompagnare il panino col polpo.
Al ritorno dalla Coca Cola d’ordinanza, scorgiamo gente attaccata alle transenne attigue al palco in fase di smontaggio: curiosamente attratti come un nerd di fronte ad un problema di geometria analitica, ci avviciniamo con fare scientifico; scorgiamo dei flash e palissianamente deduciamo che il muro di Berlino ci separava dai comici.
Solo dopo aver notato che la gente che mi circondava portava in mano foglio e penna e non lattine come nel mio caso, capisco che dovevo far qualcosa. Cedo la bevanda al primo passante e inizio a sfrugugliare nel portafogli alla ricerca di un pezzo di carta, e nel frattempo ho l’illuminazione: la dedica per il Daveblog!! Perché non ci ho pensato prima??
Presa dalla ricerca convulsa, ma soprattutto disposta a sacrificare l’autografo dell’ex ct del Bari Sciannimanico, faccio una cernita dei pezzi di carta e ripiego su un biglietto da visita di un negozio di informatica, pertanto mi avvicino ad una signora di mezza età per chiederle, con tutta la cortesia di questo mondo, di cedermi la penna: questa per fortuna mi avvisa che Pino Campagna cede le sue cartoline che firma al momento.
E’ fatta.
Il comico foggiano si avvicina scortato dai suoi bodyguards, e io inizio a chiamarlo emulando la mamma di Josè dello spot dell’Adidas; all’ennesimo richiamo, lui si avvicina, e cercando di attirare la sua attenzione gli chiedo una dedica con la cosiddetta “faccia del peccato” (per i non baresi: dicesi faccia del peccato l’espressione mogia e scioglievole adoperata dai bambini per raggiungere i propri obiettivi a scopo di lucro): non appena si accorge di me, senza che lui abbia concesso la dedica, gli urlo in faccia “Deivblog!”.
E lì la gente si fermò a guardarmi, come se bestemmiassi in aramaico. Per nulla propenso a salvarmi dalla catalizzazione dell’attenzione su di me, Pino si lascia scappare un “ceccous???” (ovvero: orsù giovane pulzella a quale delle categorie ontologiche del mondo si riferiscono le parole che hai appena proferito?), e lì scatta l’ormai immancabile spelling.
“D-a-v-e-b-l-o-g…daveblòg”.
“Ah, ho capito…il blog di Davide!” – facendo cenno con la mano di aver capito la traduzione.
Intravedo barlumi di luce, ed ET che mi saluta con una mano mentre nell’altra stringe una bottiglia di birra: anche lui è amico per la Dreher. Qualcuno mi capisce e non sono sola al mondo.
Il cimelio è mio. Soddisfatta più della signora Fosca Marcon il giorno della condanna di Wanna Marchi, mi aggiro per le strade attigue al mare conservando la dedica come una reliquia, parlandone con i miei compagni d’avventura e sfoggiando il premio…quando ad un tratto vedo delle ragazze correre verso un non meglio identificato luogo. Sempre con la curiosità di un macaco affamato alla ricerca di cibo, le seguo con lo sguardo, e noto nuovamente Pino Campagna a pochi metri da me.
Posso mancare al secondo incontro? Ormai c’ho preso gusto, e tento il colpaccio.
Mi avvicino dopo la foto di rito con le due ragazze, e riconoscendomi mi chiede che cippa sia il Daveblog. Parte una disquisizione sulla natura informatica del blog, informandolo su cosa sia il daveblog e sulla “gara a premi” delle dediche; riesco a strappargli la promessa di passare dal sito e ci concede una foto. Ringraziamenti di rito e complimenti, dopodichè lo si lascia partire.
La serata termina col rimpianto di non aver beccato Checco, ma con l’aggiunta di un nuovo obiettivo a quelli precedenti: 31 agosto, festa della Madonna del Pozzo di Capurso, concerto di Checco Zalone…e io ci sarò.
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 29 agosto 2006 alla qualora 20:39 | Perma...link | commenti (8)
diciamo che sta qui:mamma tv, non sapreifaccia lei
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno martedì, 27 giugno 2006 alla qualora 22:34 | Perma...link | commenti
diciamo che sta qui:mamma tv

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 28 aprile 2006 alla qualora 00:16 | Perma...link | commenti (19)
diciamo che sta qui:mamma tv
Sottanos (per gli altoatesini)
Come avevo promesso nn so a ki, stamattina sn dell'umore giusto (è bugia, mi gira così e basta) x parlarvi della nuova sit com ke imperversa da 1 po' d tempo sui teleskermi d telenorba (emittente locale col suo bel pubblico in tutto il meridione o quasi). Ma procediamo con ordine.
Il titolo ("Sottanos", appunto) è 1 parodia alla barese del + famoso "Sopranos", telefilm ke negli USA è stato apprezzato da gran parte del popolo statunitense (sebbene dia 1immagine alquanto contorta degli italoamericani), e ke ha fatto la sua fortuna anke in Italia (sebbene sia stato trasmesso in seconda serata). Sottanos nn è altro ke 1 rifacimento alle vicende della famiglia Soprano, contestualizzato ovviamente nella malavita barese, tematica trattata con l'ironia e la verve ke contraddistingue il cast, composto da grandi nomi della comicità barese, tra cui Mariolina De Fano (presente in parekki film d Nino D'angelo e Alvaro Vitali, nonkè in Grandi Domani...fa sempre la barese, al max vi aggiungo qlc foto, ma nn lo so se mi va, quindi cercatele da soli su internet ke fate prima se proprio c tenete), Pinuccio Sinisi (memorabile in Lacapagira, e cn 1 parte d nikkia in Fratelli Coltelli), Gianni Colaiemma (il mitico Picciafuoco d 1 altra ben nota sit), Lia Cellamare (l'avrete conosciuta se avete visto almeno 1 puntata d La sai l'ultima), Giacinto Lucariello (il mitico bambino cresciuto Cos'è Cos'è...o preferite Pioneer?), Nico Salatino (l'uccelin ke fiskia alla campagna!!) e tanti altri ancora (tra cui Brando Rossi, artista emergente).
Il titolo riprende 1tipica struttura dell'arkitettura edile barese: u' sottane (=il sottano), 1casupola nei sobborghi d bari vekkia. E' qui ke abita la famiglia Malacarne (1cognome 1 programma: bisogna precisare ke "malacarne" a bari signifca persona d mal'affare), in lotta coi clan della città x la contesa del territorio, la quale miete 1 gran numero d vittime, tra le quali il padre (e aggiungeteci pure spirituale) della famiglia Malacarne. Alla sua morte la famiglia, composta dai 4 figli, si riunisce x la divisione dei beni del boss Malacarne (ed è qst il fulcro d tutta la sit): mentre la figlia maggiore (Mariolina De Fano, altrim detta Sgagliozza, dal nome del tipico...come kiamarlo...quadrato d polenta fritta ke si gusta nella città vekkia) si becca la casa (porta blindata a mò d porta d cassaforte e pareti composte da cassettoni tipici del cimitero, coi componenti della famiglia malacarne), ai 3 fratelli (Sinisi cocainomane, Colaiemma e e Sarcina) spetta 1 vekkia tv abbandonata a se stessa d nome canalOne (e si legge all'italiana. il canalone è 1piccolo ruscello dove affluisce l'acqua piovana). I fratelli quindi, delusi dal dono del padre defunto, decidono d fare buon viso a cattivo gioco, e iniziano a sfruttare le proprie risorse portando nei teleskermi baresi la loro vita quotidiana: coi soldi dei furti, il fratello malacarne (sarcina) produce dei film d serie Z ("subbbbbbblime"), mentre Sinisi cocainomane e Colaiemma (e x ki nn ha il piacere d vedere qst sit nn sa cosa vuol dire vedere le maglie contraffatte tipo emporio Armati, o Naic...) propinano programmi vari, ke vanno dalla tipica Cozzalata (e mai aggettivo è stato + opportuno) del cantante napoletano kekko zalone (provate a leggerlo tutto d'un fiato), il quale canta canzoni come "la ginnastca" o addirittura dedicate a costantino vitagliano; o ancora programmi cn consulti pro bono da 1 avvocato (in pratica il pregiudicato o il malavitoso kiama, dice il suo reato, e gli viene preparata 1 strategia d difesa ad hoc); l'esilarante programma d Linda, la colf della famiglia malacarne (già nota come Pupetta de Le battagliere, sit com da me adorata e della quale parlerò quando ne avrò voglia...in realtà Linda è interpretata da 1 maskio, ndg); nn mancano anke "abusi d potere" da parte dei familiari, i quali si intrufolano nel canale x portare avanti trasmissioni indipendenti (come è successo col figlio d sinisi, il mitico Giacinto Lucariello, ke conduce 1 prog x bambini assieme ai suoi amiketti, vestito da teletubbies...c'è da precisare ke bambinonon+bambino è afflitto dalla sindrome d peter pan) o dalla figlia d nome Tatangela, fissata col mondo dellos howbiz e ke cambia nome ogni giorno (tipo Kilye Minogue Malacarne...e così via). In ogni caso il progetto sperimentale si sta rivelando proficuo + d 1 casa.
La sit ha raggiunto pikki d ascolto notevoli cn la partecipazione straordinaria del sindaco d Bari Michele Emiliano (vestito da cowboy, ruolo ke si confà al personaggio dato ke è stato giudice) ke promette d spezzare le gambe ai bambini ke rubano le merende, e d andare ad abbattere lui stesso punta perotti. Insomma: HO VISTO COSE KE VOI UMANI...!!
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 02 luglio 2005 alla qualora 17:30 | Perma...link | commenti (2)
diciamo che sta qui:mamma tv
16 maggio:
Mentre il pargolo (d cui credo metterò 1link tra i blog consigliati) propina argomenti interessanti tipo la fecondazione assistita (e se ne vedono d belle...), io passo ad argomenti + leggeri. Dato il "successo" riscosso dal post su bbiutiful, e dato il processo d associazioni libere insito nel cervello umano (e nn da meno l'ultima puntata de "la fattoria"), stamattina ho deciso d alleggerire la mia stanza e d trasferire nel mio blob l'oggetto soap opera sudamericane...
ora: io nn amo le soap, xò x forza d cose, stando 25/24 h davanti alla tv da quand'ero in fasce, ho dovuto vedere pure quelle...partendo da qst presupposto, inizio a propinarvi le "mie"...poi se volete aggiungete le vostre (e diciamocelo: le TELENOVELAS SN MEJO DELLE SOAP!!!):
Lascio il resto a voi...ricordandovi rete4 d 1 tempo: Manuela, Milagros, Micaela, TOPAZIO (cn "Così piccola e fragile...o facile..." d Drupi)
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 02 luglio 2005 alla qualora 17:27 | Perma...link | commenti (4)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, mamma tv
La famiglia Forrester, parenti vicini e lontani & affini (oltre ke varie ed eventuali)
Dovrei aggiungere 1nuova categoria, xò siccome essenzialmente sn "sfingiona" (x gli altoatesini, Sfingiona: from Sfinge, a person that doesn't wanna do anything, always boried...and so on. the pen is on the table. can I go out please? Hey, teacher, leave the kids alone!) dicevo...essendo essenzialmente sfingiona, mi accavallo ad "intrattenimento".
Forse in poki sanno ke la mia massima fonte d intrattenimento è la TV, ke mi fa compagnia da quando ero in fasce (conosco tutti i programmi dell'epoca mia...sn imbattibile!) [E nel frattempo nn so xkè ho cambiato carattere...ma mi piaceva d+ quello vekkio...ritorno al verdana, ma mi sa ke nn era manco qst...vabbè].
E' ormai 1 dato d fatto ke la tv privata si adatti al target del telespettatore medio, riservando x lui 1 ampio spazio quotidiano (cioè: da febbre d'amore ala mattina a Maria De Filippi, ke io aprezzo molto xkè sn lobotomizzata e xkè ho bisogno giornalmente d avere la conferma ke c'è qlc messo peggio d me, alla sera); sl in seconda serata la situazione si eleva, eccezion fatta x Marzullo, ke ho visto ieri sera mentre facevo zapping). In ogni caso 1 spunto mattutino mi ha portata a fare la sborona riguardo 1 programma d cui seguo le sceneggiature da moooooooooolto tempo (ovvero da quando Amber e Rick si sposarono x la prima volta e Sally sapeva ke il figlio d Amber nn era d Rick, bensì del nero, e al loro matrimonio, all'invito del pastore a parlare ora o tacere x sempre, esordì cn 1 "IO parlo"...in poke parole: lo seguo da qlc anno, ma nn lo vedo cn frequenza). In particolare mi piace smerdare la gente raccontando trame future (anticipazioni d circa 6 mesi)...oppure (caso + frequente) sn gli altri a venire da me a kiedere anticipazioni...ke stiamo frecati xò! Ovviamente credo nn c sia bisogno d dire ke parlo dell'ormai intramontabile (e a tratti scassamarone, e nn parlo d Massimo) (THE BOLD & THE) BEAUTIFUL, e qui pregherei la regia d far partire l'intramontabile sigla, durante la quale scorrono le immagini ancestrali d qst sciagurata famiglia rimasta su 1isola deserta, costretta da cause d forza maggiore agli incesti e agli accoppiamenti emuli dei ricci d foresta...
La situazione attuale, se la memoria nn mi inganna, credo veda Massimo Marone sulla sedia, incapace dopo aver scoperto ke la moglie se la faceva cn Deacon; il figlio d Marone, Nick, lo porterà via dalla loro casa x farlo curare, e MAGICAMENTE Marone tornerà come prima; Rick ha lasciato quell'arrampicatrice sociale di Caitlin x partire a Milano...ma dietro c'è lo zampino d Stephanie ke vuole ke Thomas ritorni dalla ragazza mollando definitivamente quella scoppiata d Amber; Ridge e Brooke vagano nel piattume; Nick intrattiene una lliason cn Felicia Forrester, e sta avendo problemi circa il conflitto d interessi tra Forrester Creations e Spectra Couture, capeggiata dal rinnegato Thorne & consorte (poi dicono ke i figli minori sn i + coccolati e apprezzati...sempre secondi rimangono!!)
Ma passiamo alle anticipazioni:
E x ora credo d aver finito (minkia ke fatica...)
impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 02 luglio 2005 alla qualora 17:26 | Perma...link | commenti
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, mamma tv