That's me...maybe

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Nome: Gio Gio... e di certo non sono il mio cognome.
Non domandarci la formula che il mondo possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

(I just want you to know) Who I am



Il Dr.Psycho dice che sono una zoccola (ma le mie tette sono migliori delle sue, e non solo quelle!)
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Si ritrovarono scaguratamente dirottati da queste parti

*loading* fancazzisti, online
stanno trovando una lenta morte in questo momento (chiedo venia per l'alto contenuto di puttanate...ma ve lo siete scelto voi! Non siete obbligati a stare qui! Scappate finchè siete in tempo! Emigrate verso lidi migliori! Un asino che vola!)

Disclaimer (non si sa mai)

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 P.S. Piuttosto comprate la settimana enigmistica. O se preferite, l'ippica rimane pur sempre una cosa divertente. Il template e la relativa immagine sono di mia proprietà e sono coperti da copyright: chi li tocca ha una scarica di diarrea mortale.

Facciamoci riconoscere

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Ciao Pino, ti stimo tantissimo

Mi è capitato qualche volta di vedere Pino Scotto in tv a Scorie o sul web, ma da quando ho visto questo video e la relativa risposta delle bimbeminkia, sono rimasta folgorata.
Cioè: è qualcosa di sublime. Ve lo consiglio.
(Ah, purtroppo per la Puglia, le bimbeminkia del secondo video pare siano di Andria).

(ah, se siete deboli di cuore non guardatelo...)

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 25 giugno 2008 alla qualora 14:45 | Perma...link | commenti (15)
diciamo che sta qui:mamma tv

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Unforgetable



Alla vista di questo, ho avuto i brividi.
E ho spento il ventilatore.

(Come farò a sopravvivere senza Will & Grace??? Sono disperata!!!)

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 26 luglio 2007 alla qualora 20:18 | Perma...link | commenti (5)
diciamo che sta qui:mamma tv

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E t'arrcurd aqquann candavam la canzòn?

Per puro caso, mentre metabolizzavo la desquamazione della mia pelle (cosa che, con tutta sincerità, non riesco ad accettare) e il fatto che esista gente idiota che mi ha scambiato per una bacheca e non si fa alcuno scrupolo nel chiamarmi al cellulare per chiedermi info universitarie, tutto questo mentre dormo (cazzo, e corridoio virtuale che esiste a fare???), ho vissuto la svolta del pomeriggio.
Dopo questa scoperta, mi è tornata pure la voglia di lavarmi, consapevole che mi screpolerò ancora di più.

Ebbene signori, sono lieta di annunciarvi che ho scoperto IL BLOG DI LINO BANFI.
Giubilo.
Specie se si considera che in tal modo potrò tentare di contattarlo e avvisarlo che Miriam Cicci appena sveglia, ogni dannata mattina, chiede ai genitori se Lino si è già svegliato.
E alla precoce età di tre anni, sa già a memoria i dialoghi di vieni avanti cretino e L'allenatore nel pallone.

E per chi, come me, non si è ancora ripreso da questa scena, un grazie infinito a Pasqual Zagarì, u figghj d Riccà.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno mercoledì, 18 luglio 2007 alla qualora 18:37 | Perma...link | commenti (13)
diciamo che sta qui:mamma tv

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Siamo tutti sulla stessa barca. Il Titanic.

Ieri sera, tra una pizzetta e un panzerotto dell'Arca (e soprattutto: dopo aver fatto il bagnetto alla bambina più posseduta che io conosca...ma in realtà lei l'ha fatto a me), ho apprezzato davanti alla tv dei miei  Apocalipse show.
Già lo spot era a dir poco flesciante (e la Chiesa a sfrugugliare i maroni, perchè non si tirano le mele alle suore: andatelo a dire a mia nipote, che la sua suora la sfanculizza direttamente e senza passare dal via).
Funari è palesemente un investimento enorme, ed è stato sedato a dovere affinchè non faccia cazzate (ma ti prego, Gianfranco: facci una delle tue!): basti pensare che Massimo Ranieri per il suo show fu relegato in un sottoscala, mentre per Funari uno studio enorme con annessa scenografia, Didi Ballandi e Cuggia, De Luigi e Ortega (sperando di vivere della scia di successo di Morandi).
Funari non c'è, fa l'ombra di se stesso. Dupalle, penso.
Fino a quando si imbatte in un monologo che definire eccellente è poco: retorica (filosoficamente parlando) allo stato puro, inizia a spalare merda sulla tv e su Raiuno. Livello altissimo ed irraggiungibile: andate a vedere la Corrida se non ci arrivate.
Si rivela sempre più un azzardo: alla vista dei Whiter shade of pale penso che è ora di svenire dalla goduria. Ma reggo.
Con la ricomparsa di Federico Salvatore (Petrofò, dove sei???) vedo la Madonna che canta Azz.
Ma siccome siamo a Raiuno, Funari castrato: parla di siccità (ma lode per il gioco della torre su Berlusconi e Prodi).
Momento da Il senso della vita: classifiche...già visto.

E dopo aver letto metà dell'intero post, arriva la rivelazione: non è di questo che volevo parlare.
Nella prima parte del programma, dopo l'esibizione del padre del twist, arriva il rappresentante dello Stato di Tuvalu, un arcipelago accanto alla Nuova Zelanda popolato da soli 18.000 abitanti.
Premessa: il documentario di Al Gore, al solo sentirne parlare, mi fa venire ansia e attacchi di panico. Figuriamoci se lo vedessi.
A causa dell'innalzamento dei mari, lo Stato di Tuvalu sta scomparendo: uno degli atolli è già diventato un'accozzaglia di pietre, e l'isolotto principale  è quotidianamente eroso. Così il mare sradica gli alberi, e le famiglie si ritrovano le onde in casa nel cuore della notte.
Nel giro di 15 anni lo stato scomparirà totalmente, ritrovandosi così costretto a chiedere ospitalità alla Nuova Zelanda (ma poi, gliel'hanno concesso un fazzoletto di terra?? Perchè nel caso li ospito io).
Inquietante già di suo. Se poi iniziate a pensare a cosa si provi ad avere un'onda anomala in casa, o addirittura a non averla più una casa, ancora peggio.
La cosa ancor più inquietante è che (e trattandosi di mare mai figura retorica fu più azzeccata) siamo tutti sulla stessa barca. E in questo caso, è un Titanic.
Non ho potuto fare a meno di pensare che tra una cinquantina d'anni, forse meno, avrò anche io una casa al mare. E cuggì molto probabilmente una casa potrebbe non avercela (cuggì, per ogni cosa mi casa es tu casa, ma per ammazzare il tempo inizia a toccare ferro). L'albergo delle Nazioni non ci sarà più, e a Bari i polpi si arricceranno a Carbonara.
In tutto questo, un'amara considerazione: le generazioni a venire ci rinfacceranno in eterno di non aver fatto nulla per evitarlo (in fondo, non ci ha salvati neanche il protocollo di Kyoto), e non so voi, ma io un po' merda mi sento.

Se Niotoputapu fa la stessa fine, rapisco Bush e lo vendo ad etti.
Nel frattempo, inizio ad ordinare le villette.

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 29 aprile 2007 alla qualora 10:16 | Perma...link | commenti (22)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, mamma tv, io non mi sento italiana

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La nuvolapazza sa volare

Le giornate sono segnate dal mattino, da quando l'alluce del tuo piede destro tocca la gelida ceramica del pavimento.
Credo siano connotazioni: il mal di pancia delle 7.30, con sole 4 ore di sonno; le solite voci mattutine della nonna che riferisce a sua figlia, tua madre, a che ora sei rientrata; il bambino che si sveglia e si immerge nel circolo vizioso delle puntate di Pippi Calzelunghe, e inizi, con fiochi barlumi di coscienza (quella è ancora a dormire), a sperare che non attacchi con le puntate del serale di Amici: Federico Angelucci è insopportabile anche alle 21 di domenica sera.
Nonostante gli elementi infausti, il sole viene a bussare alla tapparella, e allora la giornata potrebbe anche peggiorare, ma rimarrebbe piacevole ugualmente.
Dovrei crogiolarmi per il blocco dello studente che arriva a 3 giorni dall'esame, quando la voglia di studiare va in vacanza.
E invece, De polo e gli aspetti qualitativi della psicologia dell'organizzazione può aspettare.
C'è una macchina da aspirapolverare, volendo anche più di una.

Sono connotazioni, e c'è poco da fare; apprezzeresti di tutto, anche il secondo posto di Al Bano a Sanremo.
Specie quando, in fin dei conti, non c'è molto di cui lamentarsi.
Avere una nipote che ti pettina i capelli (che io non pettino) sradicandoteli dal cuoio capelluto e che si finge parucchiera, chiedendoti 100 euro per il servizio prestato; vederla ridere perchè tu piangi per i capelli incastrati nel suo trapano giocattolo, che all'occasione si trasforma in phon, è qualcosa di impagabile.
Donarsi, seppur con semplici gesti come l'accompagnarla a casa, la zia più meravigliosa che esista nella via Lattea, quella per cui daresti la vita come segno di riconoscenza di un'infanzia strafelice (e quanto rimpiango i Fruttolo, i Dan'up e i croissant Bauli al cioccolato coi quali mi viziava), è nulla in confronto a quello che ti ha insegnato: affrontare la vita a testa alta, anche quando il mondo cospira contro la tua felicità.
Ripagare col sorriso, anche quando la settimana che stai per affrontare non sarà delle più belle.

Essenzialmente non ho fatto un cazzo, ma oggi mi sento come lui.

[E ora, se permettete, vado a correre: De Polo, un accorato mavaccagàre].

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 04 marzo 2007 alla qualora 16:20 | Perma...link | commenti (10)
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Fantacanto 2007

Non c’è inverno senza Sanremo, e non c’è Sanremo senza post.
Dopo martedì inizio a credere agli effetti divinatori di Sanremo: inizia il Festival e arriva l’inverno.
Stando a questo, Wanna Marchi della vita non ha capito un cazzo.

Il Festival. Non c’è santo che tenga (Remo escluso): il vero Festival è quello di Pippebbaude (e quella del giovedì è la serata migliore in assoluto). Calamita l’attenzione sull’evento, e tutti si sentono italiani. Scenografia spettacolare, scivolo ambiguo, e l’ospitata dei bambini rap fa pensare a risvolti pedopornografici. Mi aspetto il coup de theathre, come in ogni amministrazione Baudesca. Dopo lo scempio dell’anno scorso, sarebbe stato migliore anche il tendone del circo Zavatta: 8-

Pippo Baudo: animale da palcoscenico, domina la scena dando dimostrazione della sua preistorica esperienza; animale e basta quando regala a Nelly Furtado la corona mortuaria di funeralesca memoria: in questo caso, Baudo Pippa. Istrionico, ma Bongiorno è più umano: 8


Michelle Stunziker: porta sul palco dell’Ariston le reminiscenze del fresco Tic Tac, ed ogni singolo astante si aspetta lo stacchetto musicale quando le fanno indossare l’abito bianco. Spiegatele che la gag col Meneguzzo fa molto “vi ricordate quando ero a Zelig?”. Un dubbio: la frangetta ce l’ha o no? E le 500 rose rosse gliele avrà mandate Ranieri?? I’m a Barbie girl: 8+

I big

Al Bano: nun se ne po’ più. Il fatto che gli sia riuscita bene La mia vita (de gustibus) non implica l’ammorbarci l’anima con canzoni sulla falsa riga di quella. Mio padre è ancora convinto che la canzone sia rivolta a Romina e la figlia (sostiene di averlo letto al Polivalente, su qualche giornale).Appartengono al Pleistocene i bei tempi di Felicità, di cui la sottoscritta subiva il plagio mentale durante le soleggiate domeniche da bambina, nella sua stanzetta, con la radio della mamma accesa, e imitava la divina Romina Power nelle movenze di spalla. Musica da Puccini, parole di Zero, o meglio: parole 0. Duetto coi bianchi per caso moltiplicatisi, c’era pure il capellone dalle doppie punte (o era Marilyn Manson??). La solita solfa: 4.5

Leda Battisti: reminiscenze di Un fiume in piena. Canzone orecchiabile, lei truccata da Regan dell’Esorcista, giovedì esibisce un abito bianco: sono i ritagli dell’abito della Stunziker. Kledi tenta di copulare sul palco, ma Vessicchio lo blocca. Posseduta: 7-

Marcella e Gianni Bella: il fatto che quello del 2007 sia il Festival della Famiglia non giustifica la demolizione di un mito quale Montagne verdi. Del resto, non ho ancora capito se quelle che sfoggia sono tette o tonsille: per non smentire il liet motiv, invita le pseudo Supremes: sostengo fermamente che siano prodotte dallo stesso produttore delle Pseudo patatine, o dei Choco Pinucch. Insulsi: aridatece i conigli dal muso nero…5

Fabio Concato: oltre a quello alle famiglie, questo Festival ha un altro tema centrale. Il tutto si snoda all’urlo di un “riabilitiamo gli anziani”. Concato lo prende in parola e scrive una canzone sugli anziani. Riesce a far rimpiangere stroncature come Rosalina (canzoni più beote di questa solo Tiziano Ferro e Meneguzzo sono riuscite a farle). Eccellente Zarrillo (dopo il concerto nojano lo amo ancora di più), De Piscopo del tutto assente: sembrava Dodi Battaglia dei Pooh senza Duracell. Ne potevamo fare a meno: 5

Simone Cristicchi: vincitore assicurato, mi gioco 100 euro e la credenza. Canzone eccellente, testo impeccabile, teatralità spiccata, fa dimenticare la Studentessa universitaria triste e solitaria (una persona sfigata come quella poteva essere iscritta solo all’ateneo di Bari). Unica pecca: Cammariere disadattato, sta alla canzone come Flavia Vento alla Critica della ragion pura di Kant. Capellone: 10-

Johnny Dorelly: canzone poco sanremese, ma merita. Accademico ed impeccabile, peccato che Bollani gli rubi la scena e lo prenda a badilate di cogliona. Gloria Guida lo guarda commossa: dagli occhi gli spuntano delle lacrime…ah no, è collagene che cola. Maestria consolidata: 9

Francesco & Roby Facchinetti: al loro posto avrei preferito di gran lunga i Milli Vanilli: almeno cantando in playback non avrebbero stonato. Sul palco, il padre si vergogna del figlio e mette gli auricolari per sentire solo la sua voce (della serie Fottiti idiota). Il figlio avvicina il cranio a quello del padre, che vuole prenderlo a capocciate. Giovedì NON stona, ma al suo posto stona Anggun…o forse era il verso del ghepardo che aveva scuoiato per vestirsi (e lo zoo Safari reclama la parcella). Tappi alle orecchie per noi: 4

Amalia Grè: per molti, ma non per tutti. Mario Biondi fenomeno, da tenerlo sul comodino per la sveglia. Non sono riuscita a vederlo: nella mia mente Mario Biondi è obeso e nero, e così dev’essere. Un consiglio: avvisatela che hanno inventato le pinzette per le sopracciglia. Estetica: 7.5


Mango: risparmia sul cachet e come ospite invita LA MOGLIE. Baudo spara una puttanata dietro l’altra: 1) Ha una moglie bellissima (vestita da madre cristiana del venerdì santo, c’ha pure i baffi e i peli al mento); 2) Scrive delle canzoni bellissime. Lo immaginiamo chiedere alla vicina di casa “Scusi signora mi darebbe un po’ di prezzemoloaaaaaaaaaaa”. Dubbio amletico: ma i figli di Mango sono i frutti della passione??? [Sopprimetemi]: 2, 1 a lui e 1 alla moglie (che canta come lui).

Piero Mazzocchetti: e chi cazz’è? Canta con Amy Stewart, che per l’occasione indossa una giacca tricolore rubata a Renato Zero. Dopo secoli non ha ancora imparato l’italiano, e canta in inglese: spiegatele che è permesso solo a Schumacher. Il suo agente è un mito: finisce di cantare e gli dona il gesto dell’ombrello. Evanescente: 10 per il manager, lui non pervenuto.

Paolo Meneguzzi: la musica è LA STESSA di Non capiva che l’amavo. Nate James la canta di gran lunga meglio di lui. Meglio 100 giorni da Milva che uno da Meneguzzo. Mi auguro solo che Antonio Albanese la usi come nuovo tormentone per Pier Peter. Da orticaria. Sopprimetelo: 0

Milva: sarà che ricorda la cotonatura di Iva Zanicchi ad Ok il prezzo è giusto (con una differenza: lei si tinge i capelli col Tratto Marker arancione), sarà che la canzone è bella, sarà che lei la canta in una maniera ignota (Lucarelli e Piero Angela la stanno studiando, ne sono convinta) torcendo le labbra come un macaco colpito da ragadi anali, ma a me piace. Faletti ci sa fare, azzeccato Ruggiero nel duetto. Candidata alla vittoria. The shouwwwww must go uuuuuuuuuuuuoooooooooooooon9

Nada: dai tempi di Amore disperato non ne azzecca una. Il suo Deun deun deun deun deun è diventato un esorcismo nei meandri della psicologia, quasi un mantra. Cristina Donà: c’era? Disperata: 5 per lei (10 e lode per il deun deun deun deun)

Paolo Rossi: non convince, neanche con un testo di Rino Gaetano. Neanche vestito da Garibaldino. Unica botta di vita: qualora dovesse perdere, chiederà il riconteggio delle schede. Aridatece Gianna e l’originale: 6-

Antonella Ruggiero: si presenta sotto forma di Matrioska, quella vera sta dentro. Il coro degli alpini rende magica l’atmosfera, ma sonnolenta. Da Valium, ma brava: 7.5

Daniele Silvestri: fenomeno. Testo idiota, il vero erede di Rino Gaetano è lui. Capone e Bungt Bangt non si smentiscono mai. Cito il testo:

Mi sono innamorato di una stronza
Ci vuole una pazienza
lo però ne son rimasto senza
Era molto meglio pure una credenza 

Mi ricorda qualcosa…

Eccellente nel complesso, anche se non mangio il pesce. Anche se lui è comunista: 10


Stadio: istigano violenza, e io devo smetterla di fare le battute alla Panariello. Quest’anno c’è Baudo. Vuoti, come gran parte di quelli italiani (gli stadi). Tornelli per loro: Non pervenuti

Tosca: sperimenta la musica teatrale, e la porta a Sanremo. Duetto col cattivo di Distretto di polizia che risolleva le sorti. Se la sua canzone è un omaggio a Gabriella Ferri, io l’anno prossimo farò il direttore artistico al posto di Pippe Baude. 6-

Velvet: non nascondo di esserci rimasta di merda quando ho scoperto (ieri) che il cantante era la fotocopia di Sarcina. Anche loro scialbi, li preferivo in versione Boyband. 5

Zero assoluto: è il voto che si meriterebbero. Nelly Furtado ricambia il “favore” e loro scompaiono totalmente. A pulire i tombini. 10 alla Furtado, a loro 2 (uno a persona), ed un tuturuturututtu.

[Foto gentilmente tratte da Repubblica.it]

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 02 marzo 2007 alla qualora 16:40 | Perma...link | commenti (25)
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Il sesso non è la risposta. Il sesso è la domanda. La risposta è sì.

Credo di poter tranquillamente generalizzare affermando che il vero new year's day è oggi.
Dopo quei pochi giorni nel limbo delle festività, ti ritrovi a svegliarti di peso (magari all'alba) col cuscino tatuato in faccia e la tua sagoma ancora nel letto, e tu che rosichi.
Non trovi una motivazione valida per uscire dal tepore della tua casa e affrontare il mondo, che proprio oggi ha deciso di riproporsi come set per L'era glaciale 2.
E tu, in tutto questo, ti senti come Mickey in Senti chi parla, che appena nato impreca per tornare nella mamma.
Non sei ancora pronto al tuo primo giorno di scuola, quello in cui dovrai testare le novità che il cambiamento ti ha regalato a fondo perduto.
Poi però pensi che tutto sommato meglio iniziare da subito a metabolizzare, con mine anti uomo e slavine di Guttalax, tutto lo zucchero che hai in corpo, perchè non ne puoi più di essere una meringa ambulante ricoperta di scileppo (e qui, se non sei barese non puoi capire); che se le reti ammiraglie hanno deciso di non trasmettere cavalli di battaglia come Tutti insieme appassionatamente e Pinocchio di Comencini, allora in fondo non era del tutto Natale; che le cose è meglio affrontarle contemporaneamente al genere umano tutto, che da soli.
Allora ti armi di buona volontà ed esci ad affrontare il mondo, con la spada nella mano destra e la borsa dell'acqua calda in quella sinistra (c'è chi è furbo e frega tutti con gli scaldamani).

In fondo, che senso ha potenziare la macchina e non provarla?
Anche perchè, ed è alquanto palese, novità in quantità variabili le hanno vissute in parecchi.
E così pensi alle nuove conoscenze e a quelle che con le vacanze si sono consolidate; agli amici troppo sensibili per poter spaccare il mondo (o quantomeno provare a dargli un cazzotto) e a quelli tanto forti che riescono a sdrammatizzare anche eventi tragici (e qui va tutto il mio affetto e la mia stima al mitico Lando Griffin e ai suoi splendidi genitori).
Pensi a te e al fatto che hai poche certezze (ma buone), che devi tentare di conquistare il mondo ma non prima di esserti fatta del male con una mousse di fragole o con una torta allo yogurt (proprio a farsi male, un cornetto alla libbbidine, grazie), e che male che ti andrà, ti consolerai con la sete di conoscenza accompagnata dal sottofondo musicale.
Pensi al regalo più importante che finora il 2007 ti ha fatto: una vita intestinale regolare.
E' come avere un neonato che ogni tre ore piange per la pappa, e tu che sei niubba ed estranea a questo tipo di mondo lo devi sfamare.

Rivaluti il significato di un'alimentazione corretta, ma rimane un'idea utopica (del tipo: bella la pace nel mondo, ce ne dovrebbe essere a quintali!) perchè continuerai a mangiare topi morti dal McDonald's e a ingozzarti con le prelibatezze che cucini (modesta io).
Fiumi di alcool e uascezze affini: studi scientifici dimostrano, grazie alla teoria della mandria (in natura una mandria rallenta il suo cammino in presenza di elementi vetusti, che chiudono il branco: eliminati questi, la velocità della mandria aumenta considerevolmente) che assumendo un giusto quantitativo di sostanze nocive, le prestazioni cognitive aumentano.
In tutto ciò, non ti rimane molto altro da fare: prendi il cappotto, take it easy e goditi i piaceri della vita.
[E se usi il viagra, take it responsibly].

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 08 gennaio 2007 alla qualora 15:16 | Perma...link | commenti (18)
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Natale perduto

Natale è passato, i regali sono bruttini (a parte il baule da decoupare contenente le spezie) e Miriam ha bacchettato mio padre perchè non teneva le mani giunte mentre lei recitava l'ave Maria e invocava protezione anche per i catecumeni...che io, alla veneranda età di 21 anni, non so chi o cosa siano.

Questo Natale lo ricorderò per aver scoperto Lost, la mia attuale droga.
Io amo quest'uomo, è diventato la mia ossessione e e se lo trovassi in giro per strada lo violenterei.
Sawyer, stai attento...

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno giovedì, 28 dicembre 2006 alla qualora 15:06 | Perma...link | commenti (12)
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Dedicated to

Dopo 3 giorni, il mio 28 pollici è tornato nel suo habitat naturale: la mia camera.
Il tempo di accenderlo, dopo una forsennata ricerca dell'abito giusto per l'occasione giusta, e apprendo che è morto Alberto D'aguanno, di una morte cazzuta e insulsa.
E domani il mondo si sveglierà ancora, imperterrito, come se nulla fosse.
Che triste mondo.
(Ed io, l'abito giusto per l'occasione giusta, non l'ho ancora trovato).

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 09 dicembre 2006 alla qualora 22:41 | Perma...link | commenti (4)
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'sti Ghezzi!

Comunicazione di servizio per la cuggì: tu fai il post sull'ipocondria, e a me oltre alle bolle all'addome compare anche un dolore lancinante all'intesino. Leva quel keyser di post!!! :)

Oggi pomeriggio è andato in onda l'incontro feltrinellesco con Ghezzi.
Non Dori, Enrico.
Eccellente sebbene parlasse di acusmatica, e nonostante chi è venuta con me abbia detto, alla sua vista "Ah, e me lo potevi dire che c'era Mughini!!".
Alla fine di tutto ciò, Un giorno in pretura è un must, Chi l'ha visto era bello quando era meno serio (cioè all'inizio), la tv è una persona (e questo io lo sostengo da una vita) con entità domestica.
Ma soprattutto, come disse Orson Welles:

“Odio la televisione, la odio come le noccioline. Ma non riesco a smettere di magiare le noccioline”.



(E lui che c'entra? Beh, lui è parte della mia tv, ci andava di diritto. Che cavolo stai dicendo Willis??)

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno sabato, 11 novembre 2006 alla qualora 21:46 | Perma...link | commenti (10)
diciamo che sta qui:mamma tv

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Il supplente supera la maestra

Sarà la magia di Billy Joel (che ho a palla da stamattina), ma credo di dover ringraziare una persona per questo.

Grande Pedrosi (che ho conosciuto - televisivamente parlando - quando decise di fare il kamikaze dalla mia adorata Mavia). Oltre ad essere gnocco, ha anche un cervello (il che è doppiamente difficile).
Spremi Pedrò, spremi...che il signor Tassoni ti guarda... :D



(La cedrata, miraccomando, fredda).

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno domenica, 08 ottobre 2006 alla qualora 15:20 | Perma...link | commenti (13)
diciamo che sta qui:mamma tv, and the oscar goes to

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Conducimi alla luce del giorno (ma anche: i sogni son desideri? 30 e 31)

E dopo quattro giorni di malattia intensa, si ritorna alla pseudo vita (come le pseudo patatine che si mangiano sulla barca di Ale: sono patatine, ma fanno di tutto per non sembrarlo).
Il governo sta per implodere alla maniera di Animal farm, con la differenza che la realtà è discriminata dalla fantasia nel momento in cui un barlume di incapacità universalmente riconosciuta si fa largo.
Ballando con le stelle è finito all'una e mezza, e non è assolutamente accettabile, specie se i vincitori di quest'anno saranno i due minorenni.
Nelle vene ho più muco che piastrine, e nella mia scatola cranica era stato montato il set di Love boat, che mi arrecava un mal di mare abnorme.
L'unica nota non dolens in un oceano di dolori affacciato su una valle di lacrime, è stata la mia insostituibile e nei secoli fedele (e ogni appellativo non è affatto lasciato al caso) attività onirica, che mi ha deliziato di due perle.

#30
Salendo le scale verso casa di mia sorella (che abita al piano di sopra), trovo nella stanza di Fuffy l'amico capelluto di uno dei miei numerosi cugini, comodamente appostato al pc del padre di famiglia.
Senza che mi chiedessi cosa ci potesse fare lì, mi accusa seriamente di non avergli dedicato abbastanza attenzioni (!!!), e io, che ero rammaricata di ciò, mi scusavo abbondantemente promettendogli che, se proprio c'avesse tenuto, l'avrei considerato di più (bugiiiiiiiiiia).
Subito dopo, entravano nella stanza mio cugino con un suo amico che cercava le mie attenzioni, e la sottoscritta si sentiva una merda.

#31
In seguito ad un incidente sulla strada che collega il paesemenobellodiquelliconfinanti e casa mia, incontravo un posto di blocco dei carabinieri (n.b: mi è stato spiegato in seguito che si trattava di una premonizione/previsione, dato che ignoravo che la persona sognata avesse vinto il concorso per diventare carramba boy), e uno dei carabinieri (un giovane che conosco) entrava deliberatamente in macchina per essere accompagnato a casa, cioè nel paesemenobellodiquelliconfinanti (in realtà è nojano fino al midollo). Accompagnato a casa in quello che era il mezzogiorno di un sabato uggioso, mi domanda se eravamo fidanzati, e io con la convinzione di una velina di fronte a un neurone, gli rispondo con un "vabbbene".
All'indomani, durante il pranzo a casa dei nonni, scopro che tra gli invitati (parenti della madre del cugino di cui sopra) c'era anche il mio nuovo e indifferente fidanzato. Ignoravo che tutti sapessero del fidanzamento, e come delle zecche su un cane a pelo lungo, tutti mi chiedevano come mai non fossi in confidenza con lui. Mi venivano liberate intere stanze affinchè ci conoscessimo.
Con le balle ormai rotte per 7/8 (o, come direbbe mia nonna, a sett e iott), lo avvicinavo mentre era seduto di spalle ad un camino, e iniziavamo a parlare, quando una tapparella cadeva, e io interrompevo il mio sogno.


[Comunicazione di servizio: Miriam Cicci ha iniziato l'asilo...]

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno lunedì, 25 settembre 2006 alla qualora 12:09 | Perma...link | commenti (6)
diciamo che sta qui:era meglio morire da piccoli, dreams are my reality, mamma tv, non sapreifaccia lei

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Cose di cui NON andar fieri

Della pupa e il secchione, su 14 concorrenti, 5 sono pugliesi.
Di questi 5, un solo secchione e 4 lobotomizzate.
In particolare, vanno esclusi:
Degne (purtroppo) di attenzione:
P.S: se Paris dei poveri fosse stata di Modugno, sarei emigrata in Svizzera...

impropriamente partorito dalla mente di crazyraincloud nel giorno venerdì, 22 settembre 2006 alla qualora 16:59 | Perma...link | commenti (2)
diciamo che sta qui:mamma tv

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Ritorno ad Itaca

Finalmente sui vostri schermi, la trashcronaca del concerto di Checco Zalone.

Ovvero: l’arte di programmare una trashmissione, che potrebbe benissimo diventare un attacco alla casa bianca. Nella fattispecie, ci si è fermati ad attaccare il sacrario della Madonna del pozzo.

Il setting: Capurso, una cittadina di poche anime famosa per il miracolo della Madonna di cui sopra, e per l’altissima percentuale di fabbriche di materassi.

Poi ci si accorge di un ragazzo sui trenta abbastanza capace, e questo inizia a fare tournè, fino a quando non torna all’ovile per la consacrazione ufficiale e la cittadinanza onoraria.

Programmato da settimane, il concerto di Checco Zalone sarebbe iniziato a breve. A differenza della missione precedente, questa era stata ponderata peggio di un attacco ad Alcatraz: a motivarci, il piacere che si trae nel sentire che l’italiano sgrammaticato della mia vicina guardona invadeva con abbastanza diletto il resto dello stivale; in poche parole, quella che in psicologia viene chiamata condivisione sociale delle emozioni unita a sadismo allo stato puro. Tra l’altro, era forte in me la voglia di sbeffeggiare tutti i miei cuginetti che volevano venire con me al concerto e farli rodere con la dedica in mano, un po’ come Giovanni in Tre uomini e una gamba.

Lo zaino con macchina fotografica, carta e penna, era pronto. I miei capelli pure: stavolta, data l’umidità che imperava da giorni, la stiratura era ineccepibile (anche se credo che Luca Medici avrebbe avuto piacere nel farsi ritrarre con Mafalda dei Peanuts).

Partita anche stavolta quando le galline andavano a letto, ricevo la telefonata immancabile di colei che da anni tormenta i miei momenti liberi come solo Maria De Filippi in fase digestiva sa fare (non a caso, condividono lo stesso nome): mia madre, che col suo tono di voce dal livello acustico pari a 110 decibel mi massacrava i timpani chiedendomi dove mi trovassi. Le racconto con la serietà che solo gli psicologi e i paraculi (e nel mio caso i due insiemi si intersecano) hanno, che sto partendo per il Bangladesh dove mi farò suora col nome di  Suor Teresa D’Avila; con altrettanta serietà e senza aver colto la citazione televisiva, mi viene chiesto se stessi coltivando qualche strana “pianta da the”, ma come disse Battisti “lo scopriremo solo vivendo”.

Arrivati alle 21 quando l’inizio era previsto per le 20.30, si parte alla ricerca di un posto decente, ma mai gesto fu più insano di questo: ci ritrovammo ad essere quattro anime centrali rispetto al palco, ma circondate da gente talmente tanto truzza che Fabiano Reffe in confronto è il figlio di Rita Levi Montalcini e porta avanti studi decennali sul GABA.

La situazione non poteva che peggiorare, e ovviamente lo fece: il duo maschile che ci accompagnava nell’impresa decide di optare per il solito panemmerda (per il resto del mondo, dicesi panemmerda  la roulotte famosa per i suoi panini alla chitemmurt su cui troneggia la testa della porchetta e il cui fetore di frittura parte da Bari e raggiunge Hong Kong) lasciando sola la componente femminile (cioè io e una Checco addicted) tra passeggini incastrati tra la gente, e una montagna di lardo di sesso femminile la cui arroganza avrebbe fatto incazzare persino il Dalai Lama.

La situazione non poteva che peggiorare, e ovviamente lo fece: la kubrikiana palla di lardo non si lavava da tempo immemore ed emanava un olezzo che mi riportò alla mente le fogne di Calcutta pur non essendoci mai stata, e non contenta di ciò decise di buttarsi all’indietro per scattare una foto, travolgendomi in pieno.

A questo punto della serata, considerando anche che i paninari non tornavano e che lo spettacolo non iniziava, ero abbastanza imbestialita da poter affrontare indistintamente Rikishi o Big Jimmy versione Crapanzano a mani nude. E la voglia di compiere la missione si allontanava, con immenso rammarico, accentuata quando sul palco sono saliti i presentatori informando le migliaia di persone che lo spettacolo sarebbe stato diviso in due parti: la prima con un complesso musicale, la seconda con l’esibizione di Luca Medici. In quel momento ho pensato seriamente di gettare la spugna, non prima di aver sperato che la band fosse Mal e i Primitives (è in programma un loro concerto ma non so quando).

Con un ritardo di due ore e un panino con la cotoletta in mano, lo spettacolo di Checco iniziava, e la gente tornava a cercare di accaparrarsi il posto migliore. La sfiga e la fame hanno voluto che noi ci trovassimo dietro al palco, accanto a delle grate.

Lo spettacolo è un exploit di risate e di colori, ma il bello arriva quando, oltre alla performance di Checco Consoli e del nonno di Povia, il comico propone un pezzo di un fantomatico nipote di Luigi Tenco: nulla di nuovo direte voi, se non fosse che questo nuovo personaggio è di Noicattaro, la nostra patria. Segue una rara interpretazione di “Vedrai Vedrai” in dialetto nojano che narra le gesta di un povero agricoltore alle prese con un raccolto scarso e una figlia alquanto zoccola. Uno spaccato di realtà tangibile (specie quando ci si chiede cosa dirà il paese della ragazza incinta), ma soprattutto la consapevolezza che la Puglia intera ci prende per i fondelli per il nostro dialetto in cui le vocali sono degli optional alla pari di un cervello nel corpo di una velina.

I soliti pezzi forti, Siamo una squadra fortissimi in chiusura accompagnata da uno spruzzo di coriandoli e cantata da tutti gli astanti; siamo una squadra fortissimi anche noi, specie se riusciamo a portare a termine questa missione che, aldilà della dedica, ha come obiettivo incontrare il pugliese napoletano.

Lo spettacolo finisce, e la missione ha inizio. Dopo aver tramortito un numero non quantificabile di persone per raggiungere le reti, riusciamo a trovare un posto davanti. Il comico ci sfugge dalle mani nonostante lo chiamassimo, e si infila in un gazebo chiuso il cui accesso era negato a parecchi, specie a noi. Dobbiamo assolutamente fare qualcosa, considerato che i due ragazzi avevano preferito due bionde a noi, noncuranti del fatto che brunettes do it better e che l’alcol fa male.

Luca sbuca dal gazebo, circondato da forze dell’ordine e parenti vari. Un ragazzo dello staff ha la disgrazia di passare davanti a noi, e non posso fare a meno di corromperlo, consegnandogli foglio e penna e raccomandandomi di far scrivere correttamente “Daveblog”. Dinanzi ai nostri occhi, Luca firma il mio pezzo di carta, e dopo pochi minuti, la dedica è tra le mie mani. E’ fatta anche stavolta, ma come Corrado insegna, non finisce qui.

Riusciamo a conoscere un tizio con un non meglio identificato pass, e attacchiamo bottone. Seguono tentativi di far pena, o di corruzione in piena regola sfruttando le imprese di famiglia: tutto per poter entrare nella zona off limits; dopo svariati complimenti alla stirpe nojana e la proposta di fare un film su Noicattaro (ma suppongo fosse un tentativo di polipaggine in piena regola), riusciamo furtivamente ad entrare.

Toccare Luca Medici è cosa impossibile: piuttosto, è più facile parlare dell’Ubermensch con Flavia Vento o provare l’esperimento del gatto di Schrodinger con Mike Bongiorno (che come tutti sanno, è immortale). Riusciamo solo a scattargli delle foto ravvicinate, e a comunicargli che il dialetto nojano non è roba sua. Poco male, dato che la dedica ormai è mia, ma è bello notare che il capursese chiedeva ai suoi compaesani di andare il giorno dopo a casa sua per gli autografi, e l’impressione dall’esterno era che fossero tutti parenti. E’ bello notare come un ragazzo comune di una cittadina comune  sia l’artefice di un tormentone che ha combattuto contro i White Stripes, e per questo onore al merito.

Checco Zalone va via, e noi possiamo tornare alla nostra magione alquanto soddisfatti, con la minaccia di prenderci gusto e di tentare il colpaccio con qualche altra missione all’improvviso.